Da dove arriva il gas consumato Italia? Crescono le trivellazioni ma aumenta anche l’import

02 Luglio 2026 - 16:29
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Da dove arriva il gas consumato Italia? Crescono le trivellazioni ma aumenta anche l’import

Nel 2025 il consumo di gas naturale è aumentato quasi del 2%, passando da 61 a 62,1 miliardi di mc. Dopo il forte calo registrato nel 2022 e nel 2023 (-10% in entrambi gli anni) e il lieve recupero del 2024 (+1,2%), questo incremento rappresenta un ulteriore segnale positivo per il settore. La ripresa è stata sostenuta pressoché interamente dai consumi del settore termoelettrico che sono aumentati del 6,6%, principalmente per compensare il calo delle importazioni nette di elettricità.

Cresce anche la produzione nazionale, che passa da 2,6 a 3 miliardi di mc, con Eni che si conferma al primo posto con il 56,7% del totale. Leggero aumento anche per le esportazioni che tornano ai livelli del 2023 (2,1 mld mc). Il livello di dipendenza dall’estero, misurato come rapporto tra le importazioni nette e il valore lordo dei consumi nazionali, è leggermente diminuito: nel 2025 il 94,3% del gas disponibile in Italia è arrivato dall’estero (nel 2024 era pari a 95,2%). In ripresa le importazioni, salite da 59,5 a 61,6 miliardi di mc (+3,6%), per effetto del raddoppio dei flussi provenienti dagli Stati Uniti e un notevole aumento di quelli dal Nord Europa (+43% sia dalla Norvegia sia dall’Olanda). Crescono anche i volumi provenienti dai Paesi di più recente ingresso nel mix di approvvigionamento (Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Nigeria, Mauritania e Senegal) che passano da 0,9 a 2,2 mld m3 mentre, al contrario, si riducono le importazioni dai fornitori storici (Algeria, Azerbaigian, Qatar e Libia). Anche i quantitativi statisticamente attribuiti alla Russia (legati a maggiori erogazioni dagli stoccaggi austriaci in transito da Tarvisio) sono diminuiti drasticamente, passando da 5,7 mld m3 nel 2024 a 972 milioni mc.

Considerando i volumi complessivi di importazione, sia via tubo sia via nave, nel 2025 l’Algeria si conferma il primo fornitore dell’Italia con una quota del 36,1%, seguita dall’Azerbaigian (16,2%) e dagli Stati Uniti (15,9%). L’incidenza del Qatar si è lievemente ridotta, dall’11,6% all’11%, mentre quella dei Paesi del Nord Europa (Norvegia e Olanda), storicamente rilevante, è risalita dal 10,1% al 14,1%.

La crescita delle importazioni italiane è stata sostenuta in larga misura dal gas naturale liquefatto: nel 2025, i volumi di Gnl provenienti dall’estero sono aumentati del 44%, passando da 14,7 a 21,2 mld m3 e coprendo circa un terzo dell’import complessivo. Le prime tre posizioni della classifica dei venti maggiori importatori restano invariate: Eni si conferma al primo posto nonostante un calo che ha portato la sua quota di mercato dal 30,9% al 28,6%; anche Edison, seconda in classifica, mantiene la sua posizione ma vede la quota passare dal 17,6% al 15,3%. I primi tre importatori hanno approvvigionato il 59,1% del gas entrato nel mercato italiano (era 64,4% nel 2024).

a cura dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera)

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