In Palestina «distrutta l’essenza dell’infanzia». L’Onu conferma: Israele sta continuando il genocidio

23 Giugno 2026 - 14:04
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In Palestina «distrutta l’essenza dell’infanzia». L’Onu conferma: Israele sta continuando il genocidio

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele afferma che le autorità e le forze di sicurezza israeliane stanno continuando a commettere genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra attraverso il deliberato attacco ai bambini palestinesi.

Nel nuovo rapporto diffuso oggi a Ginevra, la Commissione ricorda di aver già concluso lo scorso anno che Israele aveva commesso genocidio contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Ora, rileva che «la scala intensa e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane» sono proseguite, causando morte, ferite e traumi senza precedenti tra i minori palestinesi. In base ai dati contenuti nel report, dal 7 ottobre 2023, le forze militari israeliane hanno causato la morte di almeno 20.179 bambini e il ferimento di altri 44.143.

Secondo l’organismo Onu, il deliberato attacco ai bambini costituisce uno degli elementi centrali per stabilire l’intento genocidario delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane, volto a distruggere, in tutto o in parte, il gruppo palestinese a Gaza.

«Le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane», dichiara Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione. «Anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, i bambini continuano a essere uccisi e gravemente feriti, mentre Israele continua a non rispettare il cessate il fuoco e la protezione dovuta ai bambini palestinesi in base al diritto internazionale».

Il rapporto – che esordisce affermando «l’essenza dell’infanzia è stata distrutta» – descrive un’infanzia travolta da lesioni fisiche e psicologiche gravi, lutti, orfanità, separazioni familiari, disabilità, sfollamenti ripetuti, fame e collasso dei servizi sanitari ed educativi. Una condizione che, secondo la Commissione, ha «cancellato l’infanzia» e continuerà a incidere sulle vite dei bambini di Gaza per molti anni.

La Commissione riferisce inoltre di arresti, torture e altre gravi forme di maltrattamento subite da minori palestinesi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani, senza informazioni sulla loro sorte. Nel rapporto viene denunciato anche l’uso di violenza sessuale contro bambini come parte di un modello di umiliazione e oppressione collettiva.

Particolarmente grave, secondo l’organismo Onu, è l’impatto degli attacchi contro le strutture per la maternità e la cura neonatale a Gaza. Il loro danneggiamento avrebbe colpito direttamente la sopravvivenza dei neonati e il futuro riproduttivo della popolazione palestinese, contribuendo all’aumento di aborti spontanei, malformazioni alla nascita e vulnerabilità durature tra i nuovi nati.

Alla distruzione delle strutture sanitarie si aggiungono le conseguenze della fame imposta attraverso blocco e assedio: morti tra i bambini, malnutrizione, maggiore esposizione alle malattie, riduzione delle vaccinazioni e insicurezza alimentare. Parallelamente, la distruzione di orfanotrofi e scuole a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est avrebbe compromesso la cura, lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo dei minori, colpendo le basi stesse della società palestinese.

«Anche se bombe e armi taceranno a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno semplicemente dall’oggi al domani», osserva Muralidhar. «La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile».

Per la Commissione, il danno psicologico inflitto ai minori palestinesi ha una portata intergenerazionale: sicurezza, possibilità di giocare, immaginare, sperare e costruire la propria identità sarebbero state erose da una condizione di occupazione e violenza prolungata.

«La protezione, la cura e la sopravvivenza dei bambini palestinesi sono inseparabili dal diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione», conclude Muralidhar. «Prendendo di mira i bambini, Israele attacca la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro».

Per questo la Commissione chiede a Israele di cessare le violazioni e i crimini che colpiscono i bambini palestinesi, di porre fine alla presenza continuativa in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e agli Stati membri della comunità internazionale di garantire responsabilità e accesso alla giustizia per le vittime.

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