Jonathan, la tartaruga gigante di 192 anni che potrebbe rivelarci come vivere a lungo e sani

08 Ottobre 2026 - 15:25
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Jonathan, la tartaruga gigante di 192 anni che potrebbe rivelarci come vivere a lungo e sani

Jonathan è un esemplare di tartaruga gigante di Aldabra (Aldabrachelys gigantea) nato intorno al 1832 nelle Seychelles, nell’oceano Indiano, e che nel  1882 fu portato a Sant'Elena, un remoto territorio britannico d’oltremare insulare sperso nell’Oceano Atlantico meridionale, a circa 1.200 miglia marine a ovest dell'Angola.  La vecchissima tartaruga pesa circa 200 chilogrammi e vive con altre tartarughe giganti nel parco della Plantation House, la residenza ufficiale del governatore di Sant’Elena, ed è cieca a causa della cataratta ma ha  un udito eccellente, Jonathan oggi ha circa un secolo in più rispetto alla maggior parte delle altre tartarughe giganti delle Seychelles e in quasi due secoli di vira ha ricevuto la visita di generazioni di membri della famiglia reale britannica, inclusa la regina Elisabetta II.

Lo studio “Epigenetic insights into extreme longevity in the world’s oldest terrestrial animal, Jonathan”, pubblicato su Science Advances da un team internazionale di ricercatori capeggiato da Benjamin Vaisvil della Kallel Foundation, Daniel Schmitt di Igenbio e Angela Jones d VANTAGE (Vanderbilt Technologies for Advanced Genomics), è riuscito a svelare uno dei segreti della longevità estrema di questa tartaruga gigante: «Il segreto di Jonathan risiede nell'entropia, ovvero la tendenza dei sistemi biologici a disordinarsi nel tempo».

Alla Vanderbilt Health University, che ha dato un contributo determinante allo studio, spiegano che «Uno dei segni distintivi dell'invecchiamento è la disfunzione mitocondriale che deriva dall'aumento dell'entropia, ovvero del disordine, nei "promotori", gli interruttori genetici che regolano l'efficienza dei mitocondri, gli organelli che producono energia nella maggior parte delle cellule animali. Un apporto affidabile di energia cellulare è essenziale per molti processi biologici».

Nonostante la sua età avanzatissima, Jonathan era in qualche modo riuscito a evitare gli effetti dell'entropia. Ricostruendo meticolosamente il suo genoma, i ricercatori hanno scoperto che «I promotori dei geni coinvolti nella produzione di energia mitocondriale conservavano un "ordine" straordinariamente giovanile. In questo senso, era come se non fosse invecchiato quasi per niente. Secondo l'autore senior e corrispondente dell'articolo, Stephen (Wes) Clark, presidente e responsabile scientifico della Kallel Foundation, e che lavora anche con Epiphany Biosciences e il Vanderbilt-Ingram Cancer Center, «Questi risultati  suggeriscono che potrebbe essere possibile proteggere i mitocondri dalle conseguenze legate all'invecchiamento derivanti da un'espressione genica alterata, prolungando così la durata di una vita umana sana, ovvero la "durata della salute". Per decenni, gli studi sugli animali hanno suggerito il potenziale anti-invecchiamento di alcuni farmaci generici, come la rapamicina , sviluppata nel 1999 per prevenire il rigetto degli organi trapiantati. Le aziende farmaceutiche hanno scarso incentivo finanziario a condurre studi clinici su questi farmaci perché non sono più protetti da brevetto. Kallel è stata fondata, in parte, per aggirare questo ostacolo commerciale. In quanto organizzazione senza scopo di lucro, vogliamo condurre studi clinici che nessuna casa farmaceutica è disposta a fare. Con finanziamenti sufficienti, potremmo iniziare già il prossimo anno».

Clark, neuro-oncologo ed ex docente alla Vanderbilt University, si chiedeva da tempo perché l'incidenza dei tumori al cervello e al sistema nervoso centrale aumenti fino agli 85 anni, per poi arrestarsi.  Alla Vanderbilt  fanno notare che «I neuroblastomi, ad esempio, si manifestano raramente nelle persone di 90 anni. Le persone estremamente anziane sono forse in qualche modo protette da questi tumori? Le tecnologie di sequenziamento di nuova generazione (NGS), sviluppate circa 20 anni fa, permettono di cercare risposte. Questi metodi consentono di sequenziare rapidamente l'intero DNA di un organismo (il genoma) o specifici siti genomici con gruppi metilici ad essi associati, che regolano l'espressione genica».

Clark si è chiesto: «I gruppi metilici (-CH3, un atomo di carbonio legato a tre atomi di idrogeno) attaccati al DNA funzionano come "interruttori di accensione e spegnimento" per i geni,. I geni "metilati" sono disattivati, mentre quelli privi di gruppi metilici sono attivati. La metilazione potrebbe avere qualcosa a che fare con l'entropia e con l'invecchiamento?»

L'odissea scientifica di Clark ha avuto inizio quando ha sentito parlare per la prima volta di Jonathan, considerato da molti l'animale terrestre vivente più antico, e lo scienziato ricorda che «Prima di questo studio nessuno aveva tentato di determinare l'entropia, o il disordine, nel modello di metilazione di un animale vecchio come Jonathan sequenziando il suo "epigenoma", l'insieme di composti chimici che regolano l'espressione genica senza alterare il DNA».

Nel 2017, Clark chiese al veterinario di Sant’Elena, Joe Hollins, se poteva ottenere un campione di sangue  di Jonathan per il sequenziamento, richiesta che venne respinta per le  preoccupazioni per la salute della tartaruga, i Jonathan, ma a Hollins fu permesso di prelevare un piccolo campione di tessuto dall'interno della guancia dell'animale.

Clark riunì un team per analizzare il tessuto e finanziare la ricerca e per farlo fondò la Kallel Foundation, un nome che deriva dalla parola svedese-norrena che significa primavera, come in "primavera eterna". Lo Stephen Voland Research Fund, che sostiene la ricerca in neuro-oncologia al Vanderbilt-Ingram Cancer Center, ha fornito 50.000 dollari per finanziare lo studio. Voland, veterano dell'esercito e imprenditore del Tennessee orientale, ha istituito il fondo con la moglie Terri prima della sua scomparsa nel 2012 a causa di una rara forma di glioblastoma.

L'analisi del genoma e dell'epigenoma di Jonathan è stata condotta da Vaisvil e da Schmitt, mentre la  Jones e la sua collega Madison Taylor hanno guidato il sequenziamento del DNA e dell'epigenetica.  Clark sottolinea che «Angela, Madison e l'intero team di VANTAGE sono stati fondamentali per il completamento di questo studio»

Con l'aiuto di un team internazionale di esperti, tra i quali Steve Horvath dell’università della California – Los Angeles (UCLA), noto per aver sviluppato un "orologio" dell'invecchiamento basato sulla metilazione, i ricercatori hanno determinato che «I promotori coinvolti nella funzione mitocondriale e nell'elaborazione dell'RNA presentavano una "bassa entropia di metilazione"» e che «La conseguente "espressione genica ad alta fedeltà" nei percorsi metabolici critici ha parzialmente protetto Jonathan dal declino legato all'età», Il che rispecchia i risultati dello studio “The multiomics blueprint of the individual with the most extreme lifespan”, pubblicato nell’ottobre 2025 su Cell Reports Medicine da un team internazionale di ricercatori guidato da Eloy Santos-Pujol dell’Institut de Recerca contra la Leucèmia Josep Carreras, che aveva riscontrato una funzione mitocondriale eccezionalmente efficiente in una donna di 117 anni.

Clark  avverte: Clark «Saranno necessari ulteriori studi che utilizzino il sangue, il quale fornisce una sequenza di DNA più completa e "incontaminata", per convalidare il "segreto" di Jonathan. La fondazione prevede anche di estendere le sue ricerche ad altre specie longeve e ad altri processi associati all'invecchiamento».

Clark non è ancora stato a Sant'Elena, ma non vede l'ora di incontrare Jonathan e magari di continuare la loro collaborazione di ricerca, ma conclude: «Finora, è stato un viaggio davvero straordinario».

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