La gioia dei ministeri istituiti
I ministri istituiti 2026
I ministri istituiti 2026Perché istituire catechisti, accoliti e lettori, se ci sono già persone che svolgono questo servizio? La domanda è molto diffusa ed è interessante, perché ci permette di cogliere la posta in gioco delle ministerialità laicali istituite.
Il nostro Arcivescovo ha ribadito più volte che i ministri istituiti non servono per continuare a fare quanto facciamo o per far funzionare le nostre comunità. Sono piuttosto persone appassionate, corresponsabili e formate per “un di più” di missione negli ambiti decisivi dell’ascolto della Parola, della liturgia e della preghiera, della trasmissione della fede.
Chi sono
Con questo desiderio nel cuore sabato 17 ottobre in Duomo l’Arcivescovo presiederà l’istituzione di sei catechisti, tre lettori e cinque accoliti. A loro affiderà un mandato specifico della durata di cinque anni, rinnovabile dopo una opportuna verifica. Nel gruppo dei candidati, per esempio, ci sono catechisti che coordinano e animano la pastorale familiare, quella battesimale o d’iniziazione cristiana dei ragazzi con attenzione particolare al coinvolgimento delle famiglie. Ci sono accoliti che guidano i gruppi liturgici, animano la pastorale degli ammalati, oppure che svolgono un servizio continuativo negli ospedali o nelle Rsa. Ci sono infine lettori che coordinano i gruppi di ascolto, che curano la formazione biblica degli adulti, che accompagnano coloro che chiedono la cresima o desiderano riprendere un cammino di fede.
Il cammino biennale
Questi fratelli e sorelle ci aiutano a rispondere alla domanda da cui siamo partiti: perché istituirli? La risposta arriva dal cammino compiuto in questi due anni di discernimento e formazione che li ha portati a maturare una spiritualità del servizio, a scoprire una dimensione più ampia ed ecclesiale di quanto vivono e a percepire questo passo come una chiamata del Signore per amare maggiormente la Chiesa.
Noi che abbiamo camminato con loro sentiamo il bisogno di raccontare a tutti i frutti di questo cammino nella vita di questi fratelli e sorelle e la gioia che proviamo nell’affidarli di nuovo alle loro comunità con i propri carismi personali rafforzati e riconosciuti per il bene di tutti.
Anche quest’anno, come l’anno scorso, sono quattordici (sette uomini e altrettante donne). Hanno iniziato il cammino di formazione quest’anno ventisei persone e al secondo anno sono già in cammino altre trentaquattro. Rappresentano tutte le Zone pastorali anche se la maggior parte viene dalla città di Milano e dalla Zona di Varese.
La Chiesa ha bisogno di tutti
L’istituzione fa bene ai candidati e alle loro comunità perché riconosce e conferma in loro dei doni già presenti. Fa crescere anche la Chiesa che, mentre riconosce e invia dei fratelli e sorelle, si ricorda che il futuro della Chiesa e la corsa del Vangelo ha bisogno di tutti: preti, laici, consacrati e consacrate che si appassionano insieme e si prendono le proprie responsabilità per una missione affascinante e necessaria.
Stando con i candidati si respira un senso di gratitudine e di gioia. Più volte abbiamo sentito sorgere in noi quella domanda che il nostro Arcivescovo ci ha affidato per questo nuovo anno pastorale: “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?”. La loro gioia si irradia, si diffonde per contagio, come lievito fanno fermentare la pasta. I ministeri istituiti sono uno dei tanti segni da riconoscere oggi di una Chiesa che nasce e non di una Chiesa che muore. Sono del buon lievito per la nostra Chiesa ambrosiana.
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