La nuova Carta Idrogeologica d'Italia rivela dove si trovano le riserve d’acqua

12 Agosto 2026 - 09:30
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lentepubblica.it

Carta idrogeologica d’Italia, la fotografia dell’acqua nascosta: ecco cosa rivela la nuova mappatura ISPRA.


L’acqua che scorre sotto i nostri piedi rappresenta una delle risorse più preziose e strategiche del Paese. Spesso invisibile, ma indispensabile per garantire l’approvvigionamento idrico di milioni di cittadini, costituisce il principale patrimonio naturale da cui dipende gran parte dell’acqua destinata al consumo umano. Proprio per offrire una fotografia aggiornata e scientificamente accurata di questa ricchezza, ISPRA ha presentato la nuova Carta Idrogeologica d’Italia, uno strumento che raccoglie e organizza informazioni dettagliate sulle principali risorse idriche sotterranee presenti sul territorio nazionale.

Il progetto non rappresenta soltanto un importante traguardo dal punto di vista della ricerca geologica, ma costituisce anche una base conoscitiva fondamentale per la pianificazione ambientale, la tutela delle risorse naturali e la gestione sostenibile dell’acqua in un periodo caratterizzato da cambiamenti climatici sempre più evidenti e da fenomeni di siccità che interessano vaste aree del Paese.

Una mappa nazionale costruita grazie alla collaborazione di numerosi enti

La nuova cartografia nasce da un ampio lavoro congiunto coordinato dal Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA, sviluppato insieme al Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano.

All’iniziativa hanno preso parte anche ISTAT, CMCC, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, le Regioni, le Autorità di bacino distrettuale e numerosi esperti appartenenti alla comunità scientifica nazionale.

Il risultato è una banca dati estremamente articolata che consente di comprendere meglio come siano distribuite le acque sotterranee italiane, quali siano le aree più ricche e quali elementi possano diventare strategici per affrontare le future esigenze idriche del Paese.

Il sottosuolo italiano custodisce un patrimonio idrico di enorme valore

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda l’eccezionale disponibilità di acqua presente nel sottosuolo italiano. La ricerca evidenzia infatti come gran parte del territorio nazionale disponga di riserve naturali diffuse e particolarmente abbondanti.

La nuova Carta Idrogeologica mette in luce numeri di assoluto rilievo:

  • 957 grandi sorgenti con una portata superiore ai 10 litri al secondo;
  • circa 60.000 pozzi censiti;
  • 241 sorgenti termominerali distribuite sul territorio nazionale;
  • oltre 60 sorgenti sottomarine e costiere, considerate una possibile risorsa strategica per il futuro.

Si tratta di dati che restituiscono un quadro molto diverso da quello che spesso emerge nel dibattito pubblico, concentrato quasi esclusivamente sugli effetti della siccità. Sebbene gli eventi climatici estremi rendano sempre più complessa la gestione dell’acqua, il patrimonio sotterraneo italiano continua infatti a rappresentare una riserva di enorme importanza, purché venga utilizzata in modo razionale e tutelata nel tempo.

Le sorgenti alimentano gran parte dell’acqua destinata ai cittadini

Tra le informazioni più significative contenute nella nuova cartografia emerge il ruolo centrale svolto dalle grandi sorgenti naturali.

Le 957 sorgenti con portata superiore ai 10 litri al secondo consentono infatti di captare ogni anno circa 2,7 miliardi di metri cubi di acqua potabile.

Questo volume rappresenta circa l’80% dell’acqua sorgiva utilizzata per gli usi civili, confermando quanto queste risorse siano essenziali per garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico destinato alle famiglie e ai servizi pubblici.

Il dato evidenzia inoltre quanto sia fondamentale preservare la qualità delle falde acquifere, limitando fenomeni di inquinamento e consumo incontrollato del suolo che potrebbero comprometterne la disponibilità nel lungo periodo.

Le acque sotterranee coprono oltre l’84% del fabbisogno di acqua potabile

La ricerca conferma un elemento spesso poco conosciuto: la quasi totalità dell’acqua potabile distribuita in Italia proviene dal sottosuolo.

Secondo i dati raccolti, infatti, oltre l’84% del fabbisogno nazionale di acqua destinata al consumo umano viene soddisfatto grazie alle risorse idriche sotterranee.

Questa percentuale dimostra come falde, acquiferi e sorgenti costituiscano l’infrastruttura naturale più importante dell’intero sistema idrico nazionale. Una risorsa invisibile ma indispensabile, che necessita di monitoraggio costante e di strumenti conoscitivi aggiornati come la nuova Carta Idrogeologica.

Dove si trovano i principali serbatoi naturali d’Italia

L’analisi realizzata dagli esperti consente anche di individuare le aree caratterizzate dalla maggiore capacità di accumulo delle acque sotterranee.

Secondo la mappatura, circa il 66% del territorio nazionale è interessato dalla presenza di grandi serbatoi naturali con capacità produttiva medio-alta.

Le concentrazioni più significative si trovano soprattutto:

  • nella Pianura Padano-Veneta;
  • lungo l’Appennino centrale;
  • nell’Appennino meridionale.

Queste aree rappresentano una componente strategica per il sistema idrico italiano e costituiscono un riferimento fondamentale per programmare gli interventi di tutela ambientale, pianificare nuovi approvvigionamenti e affrontare eventuali periodi di scarsità idrica.

Le sorgenti sottomarine potrebbero diventare una risorsa per il futuro

Tra gli elementi più innovativi contenuti nella nuova Carta Idrogeologica figura anche il censimento di oltre sessanta sorgenti sottomarine e costiere.

Pur trattandosi di risorse ancora poco sfruttate, gli studiosi ritengono che possano assumere un ruolo sempre più rilevante negli anni a venire, soprattutto in un contesto in cui il cambiamento climatico impone di diversificare le fonti di approvvigionamento e di rafforzare la resilienza del sistema idrico nazionale.

La loro individuazione rappresenta quindi un primo passo verso possibili future strategie di gestione dell’acqua, sempre nel rispetto degli equilibri ambientali e delle valutazioni scientifiche necessarie.

Uno strumento utile per ricerca, pianificazione e amministrazioni pubbliche

La nuova Carta Idrogeologica non si rivolge esclusivamente al mondo della ricerca. Il patrimonio informativo raccolto può infatti supportare anche le amministrazioni pubbliche, gli enti territoriali e tutti i soggetti coinvolti nella gestione delle risorse naturali.

Disporre di dati aggiornati significa poter programmare con maggiore precisione gli interventi sul territorio, prevenire criticità legate alla disponibilità dell’acqua, migliorare la pianificazione urbanistica e rafforzare le politiche di protezione ambientale.

Per questo motivo la cartografia rappresenta uno strumento tecnico destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale anche nelle decisioni future riguardanti il governo del territorio.

Dove consultare la Carta Idrogeologica d’Italia

La documentazione resa disponibile da ISPRA può essere consultata direttamente attraverso la pagina dedicata sul portale istituzionale.

Oltre alla Carta Idrogeologica d’Italia in scala 1:500.000 (CII500K), sono disponibili anche la nota integrativa e le tabelle contenenti il censimento delle principali sorgenti.

La possibilità di accedere liberamente a queste informazioni favorisce una maggiore diffusione della conoscenza scientifica e mette a disposizione di tecnici, professionisti, amministrazioni e cittadini uno strumento aggiornato per comprendere meglio uno dei patrimoni naturali più importanti del Paese.

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