La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 26 giugno
Sono diverse le notizie di oggi in apertura sui quotidiani: il terremoto che ha colpito il Venezuela, provocando oltre duecento morti secondo i primi bilanci; l’incontro ad Antibes tra il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni; il caos treni con le dimissioni dell’ad di Fs. “L’apocalisse del Venezuela”, è la prima pagina di Repubblica. “Caos treni, Salvini licenzia l’ad di Fs”, titola invece La Stampa. “Sberle da Trump e Nato. E ora anche da Teheran”, è l’apertura del Fatto Quotidiano.
La rassegna stampa di oggi:
“L’apocalisse del Venezuela” (La Repubblica).
“Treni, caos e ritardi. Salvini fa dimettere l’ad di Ferrovie” (Il Corriere della Sera).
“Il caldo non può sorprenderci”, di Telmo Pievani: “Un’ondata di calore opprimente e insistente sta rendendo più difficile la nostra vita. Non possiamo lavorare all’aperto nelle ore centrali della giornata. Anziani, bambini e persone fragili rischiano danni seri alla salute. Il Po in una settimana ha perso il 60% della sua portata d’acqua. Alla siccità e alla canicola fanno da contraltare temporali violenti e grandinate devastanti. Come dicono i contadini, piove male”.
“Caos treni, Salvini licenzia l’ad di Fs” (La Stampa).
“Flop delle rottamazioni sugli incassi. Il Fisco rilancia sui pignoramenti (+25,2%) (Il Sole 24 Ore).
“Meloni e Macron: intesa Roma-Parigi per la nuova Europa” (Il Messaggero).
“Le ragioni del pragmatismo”, di Michele Marchi: “Il trentaseiesimo vertice franco-italiano di Antibes è stato un momento importante per la cooperazione tra due storici Paesi fondatori del processo di integrazione europea e tra due attori fondamentali dell’attuale riconfigurazione dello spazio euro-atlantico. Come leggere Antibes? Due sembrano essere le indicazioni uscite dal bilaterale. Da un lato l’incontro in Costa Azzurra tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni deve essere interpretato come la ripresa di un rapporto politico-diplomatico entrato in un’oggettiva condizione di crisi e precarietà in particolare dalla parentesi 2017-2020”.
“Appalto da 1,2 miliardi, ecco le fatture false. Si riapre il caso Covid” (Il Giornale).
“Tempo moderno” (Il Manifesto).
“Sberle da Trump e Nato. E ora anche da Teheran” (Il Fatto Quotidiano).
“Meno libri, meno liberi”, di Marco Travaglio: “Si pensava che la fiera romana dei piccoli e medi editori “Più libri più liberi” avesse rinunciato a imporre il “patentino antifascista”, dopo le polemiche e le risate suscitate dal suo annuncio. Invece ce l’ha recapitato per PaperFirst con tutti i papelli burocratici da compilare per essere ammessi alla kermesse di dicembre alla Nuvola dell’Eur”.
“Dramma su dramma” (Avvenire).
“La Salis bollente” (Libero).
“Quegli avvertimenti a chi osa avvicinarsi al vaso di Pandora”, di Alessandro Sallusti: “Il governo di Giuseppe Conte ha preso duecento milioni e li ha buttati letteralmente via per non avere rispettato un contratto di fornitura di mascherine ai tempi dell’emergenza Covid. I dettagli di questa storia li trovate nelle pagine interne, sappiate che è solo una, neppure la più grave, delle tante costosissime anomalie che stanno emergendo dal lavoro della Commisione parlamentare d’inchiesta sui disastri avvenuti durante la già di suo disastrosa pandemia”.
“Ora Landini vuol far pagare la tassa sul caldo alle aziende” (La Verità).
“Basi Usa, ora l’Iran attacca l’Italia. Crosetto: Da Rutte parole a caso” (Domani).
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