Schlein sotto pressione: l’asse Conte-Salis agita il Pd e riapre la corsa per Palazzo Chigi

26 Giugno 2026 - 08:51
0

C’è una nuova coppia che impensierisce Elly Schlein fin quasi a toglierle il sonno. I due rappresentano l’usato sicuro e la novità, l’accoppiata vincente secondo diversi commentatori. Sono Giuseppe Conte e Silvia Salis, il neo sindaco di Genova. I 5Stelle sarebbero sicuri alla fine di farne un sol boccone della giovane esponente del pd. A sua volta, una parte di via del Nazareno sarebbe ben lieta di liberarsi della segretaria convinti che con lei non si potrà mai battere la premier alle elezioni del 2027. In più una donna subentrerebbe ad un’altra donna in modo da evitare le critiche sul patriarcato. Le manovre sono sotterranee fino a un certo punto perchè il leader dei pentastellati non nasconde più la sua grande voglia di tornare a palazzo Chigi; al contempo la Salis avrebbe l’appoggio dei riformisti che venderanno cara la pelle prima di considerarsi sconfitti.

Non c’è dubbio che nella sede del Pd siano molto preoccupati gli aficionados della Schlein. Si rendono conto che la manovra non è balorda come potrebbe apparire e suonano il campanello d’allarme mettendo sull’avviso la loro prima donna, invitandola ad essere più accorta e propensa a scrivere un programma con cui presentarsi al vertice del partito. È infatti su questo punto che la segretaria viene accusata un giorno sì ed un altro pure dai suoi amici-nemici. Di ripetere sempre lo stesso ritornello senza mai una novità.

Il nodo del programma e la sfida nel campo largo

Particolare sul quale Giuseppe Conte impernia la sua battaglia per la candidatura del campo largo. Non è la prima volta che quando gli si chiede a che punto è l’alleanza della sinistra e quando ci sarà un incontro definitivo per l’accordo, l’avvocato del popolo ha sempre la stessa risposta: “Prima dobbiamo scrivere e sottoscrivere un programma che non potrà far sorgere dubbi su quanto stabilito. Poi parleremo di primarie e di altre iniziative facili da scorgere dopo l’accordo e la firma”. Conte non aggiunge però che lui è molto favorevole ad un voto di più ampio respiro (del campo largo) in cui siano coinvolti non solo gli esponenti di spicco della coalizione, ma anche la gente comune che renderebbe più solido il patto dei partiti della sinistra.

Dunque, Elly Schlein non può continuare ad ignorare che nel Pd non sono pochi coloro i quali vorrebbero farle la festa, convinti come sono che lei è la prima “sostenitrice” della Meloni in quanto priva di quelle idee che potrebbero far cambiare opinione ai molti che appartengono al mondo degli assenteisti e degli indecisi.

Le consultazioni con Prodi e Draghi per rilanciare il progetto Pd

Così, seguendo i consigli di coloro che non la pugnalerebbero mai alle spalle, la segretaria si è decisa a incontrare qualche “grande” in grado di fornirle quei punti di vista capaci di far breccia nel popolo che non si fida più della politica. Ecco allora la Schlein andare a colloquio da Romano Prodi con il quale non c’era mai stato un buon feeling (“io saprei dare a lei e al Pd alcuni importanti consigli, ma non mi chiamano e quindi non parlo”). Si è discusso della patrimoniale (su cui il padrino dell’Ulivo è d’accordo tranne che sul nome), dei problemi della sanità, della scuola, dell’economia più popolare, quella del carrello della spesa. Insomma, un dialogo che ha convinto la segretaria rendendola più fiduciosa per il futuro.

Non è mancata una visita a Mario Draghi, la stessa (ricordiamo) che le fece anche Giorgia Meloni prima di vincere le elezioni. Suggerimenti che hanno sempre un grande valore perchè quando si tratta di questi argomenti l’ex presidente del consiglio non ha eguali.

Gli scenari futuri tra alleanze, outsider e fake news

Passi determinanti quelli compiuti dalla numero uno di via del Nazareno? In politica la certezza è un sostantivo che non appare nel vocabolario di quel mondo. Si possono studiare iniziative, nuove strade che possano dare un valido aiuto, ma in fondo la sicurezza di arrivare fino in fondo non è scritta da nessuna parte. Nemmeno tra i componenti della nuova coppia che assedia la Schlein.

Giuseppe Conte e la Schlein possono stringere un patto oggi quando manca molto tempo alle politiche, ma da lì a quei giorni che cosa potrebbe succedere? Ad esempio che quei due, amici senza sè e senza ma, potremmo darsi battaglia, pure assai dura, perchè a quel punto soltanto uno dei due andrebbe a sedersi su quella poltrona occupata da anni da una donna di destra che ha fatto ingoiare bocconi amari agli avversari.

Quella sarà l’ora del cosiddetto papa straniero? Cioè un outsider a cui nessuno avrebbe mai pensato? È dunque suonata l’ora degli interrogativi e, magari, anche quella delle grandi bufale. Come quella diffusa dal segretario della Nato Mark Rutte secondo il quale ben 500 aerei statunitensi sarebbero partiti dalla base di Sigonella per andare a bombardare in Iran. La smentita è venuta da più parti, una fake news forse senza precedenti. A che scopo? Forse solo Donald Trump saprà la risposta.

L'articolo Schlein sotto pressione: l’asse Conte-Salis agita il Pd e riapre la corsa per Palazzo Chigi proviene da Blitz quotidiano.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User