La sosta di traverso sarà autorizzata dal nuovo Codice della Strada?

29 Agosto 2026 - 12:55
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lentepubblica.it

Parcheggiare una piccola automobile perpendicolarmente al marciapiede potrebbe diventare consentito, purché siano rispettate condizioni molto precise. È una delle novità più curiose contenute nel testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale le associazioni di settore dovranno presentare le proprie osservazioni entro il 13 settembre.


La possibile modifica interessa soprattutto le microcar, i quadricicli elettrici e i veicoli urbani di dimensioni ridotte. Mezzi sempre più diffusi nelle grandi città, dove trovare un posto libero rappresenta spesso una vera impresa. La proposta parte quindi da un’abitudine già visibile sulle strade e prova a trasformarla in una soluzione regolamentata.

Dietro una disposizione apparentemente marginale si intravede una questione più ampia: come utilizzare meglio lo spazio pubblico in centri urbani nei quali il numero dei veicoli resta elevato, mentre le dimensioni delle automobili diventano sempre più diverse.

Parcheggio di traverso, perché oggi si rischia una multa

La scena è abbastanza comune: una Smart fortwo o un piccolo quadriciclo viene sistemato con la parte anteriore rivolta verso il marciapiede, occupando in larghezza meno spazio rispetto a un’automobile tradizionale. Per molti conducenti si tratta di una scelta pratica e apparentemente innocua. Il Codice della strada attualmente in vigore, però, non la consente in assenza di una specifica segnalazione.

L’articolo 157, comma 2, stabilisce infatti che, durante una fermata o una sosta, il mezzo debba essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, in posizione parallela e secondo il senso di marcia. Nelle strade a senso unico la sistemazione può avvenire anche sul lato sinistro, ma l’obbligo di mantenere il veicolo parallelo rimane.

La regola ha carattere generale. Di conseguenza, l’esigua lunghezza dell’auto non rappresenta oggi una giustificazione sufficiente. Anche quando il mezzo non invade la carreggiata e non sembra creare ostacoli, la collocazione perpendicolare può essere contestata come irregolare.

Il prontuario utilizzato dagli organi di polizia contempla espressamente il caso del conducente che non sistema il veicolo parallelamente al bordo stradale. La violazione comporta una sanzione di 42 euro, ridotta a 29,40 euro se il pagamento viene effettuato entro cinque giorni. Non è prevista, invece, la sottrazione di punti dalla patente.

Quali veicoli potrebbero beneficiare della nuova regola

Il testo-base in discussione conserva il principio generale previsto dalla disciplina vigente, ma introduce una deroga destinata esclusivamente ai mezzi molto corti. Nei centri abitati, quindi, le automobili dovrebbero continuare a essere parcheggiate lungo il margine della carreggiata e nella direzione di marcia. Solo in determinate circostanze diventerebbe possibile sistemarle di traverso.

La soglia indicata è particolarmente precisa: il veicolo dovrebbe avere una lunghezza non superiore a 2,70 metri. Nel perimetro della disposizione rientrerebbero automobili, motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli che rispettano tale limite.

La misura potrebbe riguardare soprattutto numerose microcar elettriche utilizzate per gli spostamenti cittadini. Non tutte le utilitarie compatte, tuttavia, sarebbero automaticamente ammesse. Il parametro decisivo non sarebbe la categoria commerciale con la quale il modello viene presentato, bensì la sua lunghezza effettiva.

Prima di scegliere la posizione perpendicolare, il proprietario dovrebbe quindi conoscere le dimensioni del proprio mezzo. Una differenza di pochi centimetri potrebbe determinare il passaggio da una sistemazione regolare a una condotta sanzionabile.

Dove sarebbe consentita la sosta perpendicolare

La lunghezza dell’auto costituisce soltanto il primo requisito. La proposta individua anche le caratteristiche che deve possedere l’area scelta. Il parcheggio di traverso sarebbe ammesso quando sulla strada non risultano disegnati stalli oppure quando gli spazi delimitati hanno una larghezza di almeno 2,80 metri.

Questa seconda misura risponde a una necessità evidente: impedire che il mezzo sporga eccessivamente verso il centro della carreggiata, restringendo il passaggio degli altri veicoli. In termini pratici, la nuova possibilità non autorizzerebbe il conducente a occupare liberamente qualunque spazio disponibile. Resterebbero indispensabili il rispetto della segnaletica e la verifica delle condizioni concrete del luogo.

Un veicolo lungo meno di 2,70 metri potrebbe dunque essere sistemato perpendicolarmente al margine soltanto se la configurazione dell’area lo permette. La sosta non dovrebbe compromettere la circolazione, invadere gli spazi riservati ad altri utenti o creare situazioni di pericolo. L’obiettivo della riforma è utilizzare meglio la superficie disponibile, non rendere legittime sistemazioni disordinate.

Particolare attenzione andrebbe prestata anche all’apertura delle portiere e alle manovre necessarie per entrare o uscire dal posto. Una collocazione formalmente compatibile con le misure previste potrebbe infatti rivelarsi poco funzionale se impedisse un accesso sicuro al veicolo.

Una norma nata dai cambiamenti della mobilità urbana

Il fenomeno non è recente. La sosta perpendicolare ha iniziato a diffondersi nei primi anni Duemila, quando le Smart fortwo sono diventate una presenza abituale nelle maggiori città italiane. La loro lunghezza ridotta consentiva di sfruttare porzioni di strada insufficienti per le vetture tradizionali.

Negli ultimi anni la crescita dei quadricicli elettrici ha reso questa pratica ancora più frequente. Si tratta di mezzi pensati per brevi tragitti, caratterizzati da un ingombro limitato e utilizzati soprattutto nei centri congestionati. La normativa, concepita quando le automobili avevano forme e dimensioni più omogenee, fatica però a tenere conto di tale varietà.

La nuova disposizione rappresenta quindi il tentativo di avvicinare le regole alla realtà quotidiana. Non sarebbe un semplice favore destinato ai proprietari delle microcar: il beneficio potrebbe estendersi all’intera organizzazione della sosta cittadina. Sistemare di traverso più veicoli corti consentirebbe, in alcuni contesti, di liberare metri preziosi lungo il bordo della carreggiata.

Questo vantaggio diventerebbe particolarmente rilevante nei quartieri costruiti prima della motorizzazione di massa, dove strade strette e scarsità di parcheggi alimentano ogni giorno traffico e soste irregolari. Un’automobile più piccola, per essere davvero utile alla collettività, dovrebbe occupare uno spazio proporzionato alle proprie dimensioni. È questa la logica che sembra accompagnare la proposta.

Cosa dovranno controllare gli automobilisti

Se la novità verrà confermata nel testo definitivo, i conducenti non dovranno interpretarla come un’autorizzazione generale. Prima di parcheggiare perpendicolarmente sarà necessario verificare almeno tre elementi: la lunghezza del mezzo, la presenza degli stalli e la loro eventuale larghezza.

Continueranno inoltre a valere tutti gli altri divieti previsti dal Codice della strada. La nuova modalità non potrà essere utilizzata dove la sosta è proibita né potrà prevalere sulle indicazioni fornite dalla segnaletica verticale e orizzontale. Anche le ordinanze locali e la concreta conformazione della strada conserveranno un ruolo determinante.

Il passaggio dalla regola attuale alla possibile deroga richiederà infine informazioni chiare. Molti automobilisti potrebbero confondere la soglia di 2,70 metri riservata ai veicoli con quella di 2,80 metri riferita agli spazi di sosta. Una comunicazione poco efficace rischierebbe di produrre l’effetto opposto rispetto a quello cercato, moltiplicando errori e contestazioni.

Per il momento, comunque, parcheggiare di traverso resta vietato se non esiste una segnalazione che consenta espressamente quella disposizione. La modifica è ancora contenuta in un testo-base e dovrà completare il proprio percorso prima di poter incidere sui comportamenti quotidiani.

Se approvata, la misura introdurrebbe un piccolo ma significativo cambio di prospettiva: non considerare più tutte le automobili come oggetti dello stesso ingombro, ma adattare l’uso della strada alle loro reali dimensioni. In città sempre più affollate e attraversate da nuove forme di mobilità, anche pochi centimetri possono diventare una risorsa.

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