L’intelligenza apocalittica, il premio di maggioranza e la politica della roulette russa

Certi fenomeni non hanno alcuna spiegazione in natura. Uno di questi è quello di chi, di fronte al pericolo di un ritorno dei nazisti, e in un mondo democratico che vede già in posizioni di comando brutti ceffi come Donald Trump e simili, si ostina a battersi senza tregua per adottare marchingegni elettorali (Il ballottaggio! Il premio di maggioranza! Il sistema francese!) che faciliterebbero la presa del potere delle forze eversive. Potrebbe succedere a breve in Francia con Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon. In Sassonia-Anhalt, dove il sistema elettorale non prevede che il vincitore si prenda tutto come nei sistemi maggioritari, invece c’è ancora speranza che le forze democratiche si coalizzino per lasciare i nazisti di AfD all’opposizione malgrado il loro trionfo elettorale.
Il fenomeno riguarda politici, intellettuali, analisti spesso anche illuminati, i cui pensieri però sono obnubilati quando si tratta l’argomento delle riforme maggioritarie, quasi non si rendessero conto che “conoscere la sera stessa del voto” chi guiderà l’esecutivo senza che nessuno poi possa mettergli i bastoni tra le ruote, oltre a essere un’illusione ormai plasticamente smentita da decine di elezioni in tutto il mondo, e in particolare nei paesi dove vigono quei sistemi che si vorrebbero importare in Italia, potrebbe avere senso solo se i principali contendenti politici condividessero i principi fondamentali su cui è costruita la nostra civiltà, non quando questi principi sono sotto attacco interno ed esterno da parte di forze eversive, populiste, antidemocratiche e illiberali.
Come quei vietcong che torturavano i prigionieri americani nel “Cacciatore”, questi osservatori piacevolmente insensibili ci vorrebbero costringere al macabro rito della roulette russa elettorale: fate il ballottaggio, premiate serenamente il grilletto puntandovi la pistola alla tempia, sperando che la cartuccia non sia nella camera di scoppio, poi vabbè se invece la pallottola esplode e al ballottaggio vincono i nazi fascisti o i neo maoisti con un programma illiberale… vuoi mettere la gran figata dei vincitori che potranno fare tutto quello che vorranno, senza restare impelagati nella palude parlamentare e politica?
È ovvio, invece, che in questo momento l’unica misura di salvaguardia delle istituzioni democratiche è esattamente la palude, ovvero il sistema elettorale proporzionale purissimo che, nel pieno rispetto della Costituzione repubblicana, impone di formare i governi nelle due camere con maggioranze politiche da costruire dopo il voto.
Questo accelerazionismo riformatore è ancora più grottesco proprio in Italia: da una parte perché da oltre trent’anni non facciamo altro che sfornare riforme maggioritarie a raffica e dall’altra perché bramiamo sistemi elettorali capaci di generare governi stabili nel momento esatto in cui celebriamo il record di stabilità del governo in carica rispetto ai traballanti e numerosi governi dei paesi dotati di sistema maggioritario come la Gran Bretagna e la Francia.
Lo stesso inspiegabile fenomeno si nota a proposito dell’intelligenza artificiale. Ogni giorno da mesi, e in alcuni casi da anni, c’è qualche demiurgo della Silicon Valley che avverte dei pericoli esistenziali per l’umanità legati allo sviluppo incontrollato della super intelligenza artificiale, quella in grado di fare scelte senza l’ausilio umano. Pericoli, quindi, non tanto come la perdita dei posti di lavoro o la fine dell’apprendimento, visto che tutto sarà fatto dalle macchine e non ci sarà più alcun incentivo a imparare un mestiere, ma proprio la cancellazione della nostra civiltà. L’intelligenza apocalittica, altro che artificiale.
Questo pensiero è espresso da tutti i nuovi padroni dell’universo digitale, sia quelli che si disinteressano delle conseguenze sia quelli che hanno puntato su una strategia di marketing più catastrofica ma altrettanto remunerativa.
Uno per tutti, Elon Musk, secondo il quale l’Ia è favolosa ma ci sono due probabilità su dieci che la nostra civiltà scomparirà entro pochi anni.
Chi legge Linkiesta sa che da mesi non scriviamo praticamente d’altro, perché di che altro vuoi parlare se non della fine dei tempi preannunciata dai nuovi Nerone?
Ogni giorno pubblichiamo articoli su questo tema e alla questione abbiamo dedicato vari numeri dei nostri magazine, nell’indifferenza di un dibattito pubblico italiano impegnato a parlare di, appunto, legge elettorale, vongole sgusciate e altre amenità. A pensatoci bene non è nemmeno malaccio che il tema interessi poco l’agenda politica e culturale del paese, perché quando qualcuno se ne occupa lo fa spingendo ancora di più sull’acceleratore al grido irresponsabile di va-tutto-bene-madama-la-marchesa perché in fondo quel muro verso il quale ci stiamo andando a sfracellare in realtà non è un muro, ma una grande opportunità.
Ieri, improvvisamente, qualcuno si è accorto che la situazione è grave a causa di un paio di tweet, che al momento in cui scrivo sono stati letti da oltre centocinquanta milioni di persone. Il primo è di un ingegnere, Jacob Coxon, il quale ha fatto sapere di essersi dimesso da Anthropic, la più avanzata delle società di Ia, perché il modello di intelligenza artificiale dell’azienda californiana è fuori controllo, e non vuole più esserne complice. La frase più raggelante del suo post è questa: «Le persone che costruiscono l’intelligenza artificiale credono con grande serietà che l’Ia potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio». Fine del decennio, va ricordato, cui mancano soltanto quattro anni.
Un altro dirigente di Anthropic, Evan Hubinger, ha confermato: «Jacob ha ragione: crediamo davvero e sul serio che l’Ia possa uccidere tutti gli umani! Personalmente penso che sia >10 per cento entro il prossimo decennio. Credo che Anthropic stia facendo del suo meglio, ma non abbiamo ancora un piano per risolvere l’allineamento per la superintelligenza e non siamo chiaramente sulla buona strada».
Hubinger non è uno qualsiasi, è il responsabile dell’allineamento dei modelli di Intelligenza artificiale di Anthropic con i principi etici e morali dell’umanità, è quindi il dirigente d’azienda la cui responsabilità è evitare che l’Ia si rivolti contro l’uomo.
Ci stanno costringendo a un’altra roulette russa: questa volta la pistola è caricata con un proiettile che da solo potrebbe cancellare l’umanità. Si tratta di un accelerazionismo di livello superiore rispetto alla possibilità di consegnare le chiavi del potere agli eversori dell’ordine costituito con i ballottaggi e altre alchimie elettorali. In questo caso l’intelligenza artificiale potrebbe organizzare uno sterminio globale senza bisogno di servirsi dei nazisti. Anche loro perderebbero il lavoro.
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