Il Teatro Franco Parenti di Milano inaugura una nuova stagione di spettacoli

18 Settembre 2026 - 06:30
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Il Teatro Franco Parenti di Milano inaugura una nuova stagione di spettacoli

Dieci sale vive, un’infinità di traiettorie artistiche e un’incessante ricerca di senso e poesia nel presente. Con il titolo “Caos e stelle danzanti”, il Teatro Franco Parenti ha presentato la nuova programmazione per la stagione 2026/2027, la cinquantacinquesima dalla sua fondazione nel 1972. Un cartellone ricco e variegato che spazia dai grandi classici riscritti in chiave contemporanea alla nuova drammaturgia, dal teatro civile ai grandi interpreti della scena italiana e internazionale.

«Bisogna avere del caos dentro di sé per generare una stella danzante – ha sottolineato la direttrice artistica Andrée Ruth Shammah, citando Nietzsche». In questo caso il caos non è inteso come disordine, ma piuttosto come uno spazio aperto e generativo di possibilità, domande, intuizioni e desideri da condividere con il pubblico. «A me piace pensarlo come una possibilità. Forse è proprio dal coraggio di custodire dentro di sé elementi diversi, anche contraddittori, che prende vita una creazione. è quel brulicare invisibile di intuizioni, domande, desideri e inquietudini che a un certo punto trova un ritmo, una forma, e può diventare, perché no, una stella danzante». 

Il cartellone delle produzioni e coproduzioni del Franco Parenti mette al centro grandi temi del nostro tempo: l’ascolto, la memoria, la vulnerabilità, le relazioni e la diversità. Lo fa con una proposta teatrale che prevede centosei spettacoli, di cui venticinque dedicati a bambini e ragazzi. La stagione si apre a settembre in Sala Grande con Amleto2, dove Filippo Timi tornerà a misurarsi con Shakespeare attraverso una forma irriverente, comica e dolorosa.

Saranno diversi i titoli diretti da Raphael Tobia Vogel, a partire dalla prima nazionale di Cost of Living (Premio Pulitzer 2018 di Martyna Majok), un’indagine profonda e senza retorica sulla disabilità e il costo emotivo della cura. Vogel firmerà anche la regia di La reginetta di Leenane, insieme ad Ambra Angiolini e Ivana Monti, Costellazioni/Constellations di Nick Payne (con repliche anche in lingua inglese) e Marjorie Prime, dramma sul confine tra tecnologia, memoria e lutto.

La direttrice Ruth Shammah firma invece la regia di Lezione d’amore con Milena Vukotic, proponendo una riflessione sulla trasmissione tra generazioni e l’ascolto, e riporta in scena il toccante Chi come me di Roy Chen, ambientato nel reparto giovanile di un centro di salute mentale. Spazio poi al teatro politico e d’inchiesta con due lavori di Fausto Cabra dedicati alle figure di Danilo Dolci e Don Milani, oltre all’adattamento teatrale del romanzo finalista al Premio Strega di Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata, diretto da Andrea Piazza con Valentina Picello.

Tra le coproduzioni spiccano Dieci modi per morire felici di Emanuele Aldrovandi (un gioco teatrale partecipativo) e l’adattamento de Il Conte di Montecristo, diretto da Luciano Melchionna. Accanto alle produzioni interne, il Teatro Franco Parenti ospiterà un fitto calendario di spettacoli con alcuni dei volti più amati e prestigiosi del panorama teatrale e culturale: Silvio Orlando diretto da Andrea Baracco ne Il berretto a sonagli di Pirandello; Maria Paiato nell’inconsueto e feroce ruolo di Riccardo III; Stefano Accorsi in Nessuno – Le avventure di Ulisse (testo di Emanuele Aldrovandi, regia di Daniele Finzi Pasca); e Laura Morante in Insieme di Fabio Marra.

Il gradito ritorno di Gioele Dix con il nuovo Arrivato a questo punto e le rassegne Giovedix; Paolo Calabresi con la commedia-verità Tutti gli uomini che non sono; Paolo Hendel e Lucia Vasini in Terzo Tempo di Lidia Ravera; e Vanessa Gravina nel dramma giudiziario Pazza. Renato Carpentieri ne L’ultimo nastro di Krapp diretto da Roberto Andò; Gianfelice Imparato ne Il medico dei pazzi di Scarpetta; Gabriele Vacis con una doppia proposta tragica (Prometeo e Antigone e i suoi fratelli); e Mario Perrotta con il suo acclamato Odissea. Dalla Trilogia del Teatro Patologico diretta da Dario D’Ambrosi alla retrospettiva della compagnia Vucciria Teatro (con Immacolata Concezione, Battuage e Io mai niente con nessuno avevo fatto), fino ad approdi internazionali come Invisible Lands (teatro visivo e di figura dalla Finlandia) e La Guerre d’Hécube di Massimo Luconi con giovani attori del Senegal.

La stagione 2026/2027 conferma il ruolo del Teatro Franco Parenti come snodo culturale fondamentale per Milano, anche attraverso alcune serate uniche e iniziative dedicate alla terza età (La Grande Età, una rassegna culturale per raccontare un nuovo approccio alla longevità), alla fragilità e a bambini e ragazzi (Piccoli Parenti) con venticinque titoli dedicati a bambini e ragazzi dai sei mesi ai tredici anni con compagnie provenienti da tutta Italia,  lo storico teatro di via Pier Lombardo si riafferma come una vera e propria casa delle arti e della comunità.

Oltre all’intensa attività sul palcoscenico, la visione della Fondazione Pier Lombardo prosegue nell’ampliamento e rigenerazione degli spazi e del territorio. A Milano prende forma l’ultimo tassello della riqualificazione del complesso: la realizzazione del nuovo Largo Franco Parenti (progettato dallo studio l.a.barassi architettura), una piazza semicircolare aperta alla città e integrata con il Giardino Segreto e le Terrazze della Palazzina, sostenuta da una campagna di crowdfunding su For Funding di Intesa Sanpaolo per raccogliere duecentomila euro con cantiere previsto entro l’inizio del 2028. Contemporaneamente, il raggio d’azione del teatro si estende oltre i confini urbani con la nascita della Bottega dell’Arte a Trivolzio/Bereguardo, tra il Parco Agricolo Sud e il Parco del Ticino: un nuovo polo culturale di cinquecento mq dotato di sala prove e foresteria per residenze artistiche e corsi gratuiti sui mestieri teatrali. Proprio qui verrà prodotta la pièce vincitrice del nuovo premio di scrittura teatrale Teatro, specchio di un territorio, destinata poi a debuttare sul palco di via Pier Lombardo durante la stagione 2026/2027.

«Nella nostra cinquantacinquesima stagione convivono molte stelle – scrive Ruth Shammah –: quelle che da anni illuminano il nostro cammino, quella appena nate, quelle ancora da scoprire e quelle che non ci sono più ma la loro luce ci raggiunge da lontano. Una mappa segreta di traiettorie e incontri. Ogni spettacolo scelto per questa stagione, nella diversità delle poetiche e delle forme, nasce dalla volontà di creare nel pubblico desiderio di condivisione, quel pubblico disposto a intraprendere il viaggio con noi, a fidarsi e a lasciarsi sorprendere. è la fiducia che ci permette di custodire il caos e continuare a cercare, ostinatamente, nuove stelle danzanti».

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