Livorno si schiera contro il nucleare, per un transizione energetica green

Siamo molto preoccupati della decisione del governo italiano di riproporre l’installazione di centrali nucleari in Italia; pertanto invitano tutti i cittadini, tutte le associazioni, i sindacati, le forze politiche e le amministrazioni locali a mobilitarsi per manifestare la nostra disapprovazione per questa scelta e per proporre in alternativa una transizione energetica basata sulle fonti rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica, per contrastare la crisi globale e costruire un sistema di vita equo e sostenibile dagli umani e dalla Natura.
- ITALIA NUCLEARE: quasi quarant’anni dopo il primo referendum sul nucleare, il parlamento ha approvato il disegno di legge del governo per la reintroduzione del nucleare in Italia. Il provvedimento
- Nei successivi provvedimenti dovrà essere indicato tutto, dal piano nazionale per la produzione di energia nucleare, all’individuazione dei siti dove dovrebbero sorgere le centrali, la strategia per la ricerca sulle nuove tecnologie, la localizzazione dei luoghi di stoccaggio delle scorie nucleari prodotte.
- AUTONOMIA ENERGETICA: l’argomento che va per la maggiore è la necessità del nucleare per raggiungere l’autonomia energetica nazionale. Si vuol dire che siccome l’Italia oggi importa risorse energetiche con il nucleare sarebbe autonoma.
Ma l’Italia non ha uranio: lo importeremmo da Niger, Kazakistan, Canada, Australia. E la filiera mondiale dell’arricchimento è dominata da Rosatom, che controlla il 46% della capacità globale: nel 2024, in piena guerra in Ucraina, l’Unione Europea ha importato dalla Russia il 23% del suo uranio arricchito.
Parlare oggi di “nucleare per l’autonomia nazionale” significherebbe dipendere da Vladimir Putin per accendere le luci di casa. È una tecnologia non matura e con costi alti:
- COSTI A CONFRONTO: il rapporto Lazard 2025 colloca il fotovoltaico industriale a 38-78 €/MWh (3.8-7.8 cent€/KWh), l’eolico a 37-86 €/MWh (3.7-8.6 cent€/KWh), il nucleare di nuova costruzione a 180 €/MWh (18 cent€/KWh). Dal 2009 a oggi il fotovoltaico è crollato dell’84%, l’eolico del 55%, mentre il nucleare è salito del 47%: due tecnologie che corrono in direzioni opposte.

Sui costi infrastrutturali la storia recente è impietosa: Flamanville 3 doveva costare 3,3 miliardi ed entrare in servizio nel 2012, ne è costati 23,7 ed è stato connesso a dicembre 2024 con dodici anni di ritardo. La Corte dei Conti francese, a gennaio 2025, ha certificato che la sua redditività è “mediocre”: per ripagarlo, il MWh dovrebbe costare tra 138 e 199 euro. Gli EPR2 annunciati da Macron sono già passati da 51,7 a 67,4 miliardi prima ancora di partire. Solo il “Grand Carénage” per il vecchio parco vale 55 miliardi, più del Pnrr italiano per la transizione. Non sono cifre di Legambiente: sono i numeri dei magistrati contabili dello Stato francese.
- BOLLETTA CONFRONTO FRANCIA ITALIA: come mai i francesi pagano la bolletta meno di noi?”. Una famiglia francese spende 700 euro l’anno contro 904 di una italiana (dati Eurostat). Sì, in Francia l’elettricità costa meno. Solo che quel prezzo riflette tre cose, e nessuna è il nucleare in sé: un parco ammortizzato da cinquant’anni che sta per essere sostituito a costi tripli; uno scudo tariffario pagato dai contribuenti francesi attraverso una Edf rinazionalizzata e indebitata per oltre 50 miliardi (in tasse, dunque, non in bolletta); e il fatto che l’Italia paga di più perché ha il 45% di gas nel mix elettrico contro il 6% francese, e il gas fa da prezzo-pilota nel merit order europeo. Il “modello francese” che il ministro Pichetto vorrebbe importare, insomma, sta scomparendo anche in Francia.
- INQUINAMENTO RADIOATTIVO: plutonio e altro (generazioni future)
SCORIE: il plutonio-239 ha un’emivita di 24.000 anni; Onkalo, l’unico deposito geologico al mondo in fase avanzata, è progettato per 100.000 anni, più della storia documentata dell’Homo sapiens. Stiamo discutendo di firmare contratti che vincolano generazioni che fra decine di migliaia di anni parleranno persino lingue sconosciute. E in Italia non abbiamo ancora deciso dove mettere le scorie che già abbiamo. Non possiamo assumere impegni che vincolino chi non può parlare. Le generazioni future non possono votare contro di noi. Tocca a noi non renderle ostaggi.
- NUCLEARE CIVILE E MILITARE: qualsiasi Paese abbia accesso al nucleare civile ha la capacità di sviluppare il nucleare militare, ed entrambi sono da sempre interconnessi: basti pensare che i primi reattori nucleari della storia sono stati costruiti proprio per costruire bombe atomiche e per la propulsione delle navi militari. Ancora oggi nucleare civile e militare condividono conoscenze, personale specializzato e fabbriche di componenti: si può dire che uno non esisterebbe senza l’altro ed è per questo che vogliamo che entrambi scompaiano.
Energia nucleare e ordigni atomici rappresentano una minaccia per l’incolumità dell’umanità e del pianeta: l’unica soluzione è fermare l’espansione del nucleare, chiudere le centrali esistenti e rivolgere i nostri sforzi verso energie rinnovabili, sicure e pulite.
- ALTERNATIVE: l’autonomia energetica seria si costruisce puntando sulla transizione energetica verso le energie rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica, potenziando la rete elettrica e gli accumuli, rispettando gli obbiettivi UE in ogni stato:
- entro il 2030 l'UE deve ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990, avviando saldamente l'economia verso un percorso neutro in termini di emissioni di carbonio,
- entro il 2040 le emissioni dovrebbero calare del 90%,
- entro il 2050 le emissioni residue devono essere compensate, mediante l'assorbimento del carbonio, affinché le emissioni nel loro complesso si attestino a zero,
- REPowerEU: per assicurare sicurezza ed indipendenza energetica all’Europa, affrancando i consumi europei dai combustibili fossili, con una rete continentale in cui quando in Italia non c’è sole c’è però vento sul Mare del Nord.
Si deve pensare a come l’Europa possa diventare autonoma e a quale debba essere il ruolo dell’Italia in questa autonomia, per la quale cominciare oggi a costruire centrali tradizionali o nucleari sarebbe senza senso. Questa è la differenza tra essere ostaggi ed essere europei.
La crisi globale in cui siamo immersi, caratterizzata da guerre per il controllo delle risorse, da ingiustizia crescente, con arricchimento di una parte del mondo a spese di un’altra parte che soffre e si impoverisce sempre più, dalla crisi climatica e ambientale che accelera con gravi rischi per tutta l’umanità, può essere vinta solo con un cambiamento radicale del modo di produrre e consumare e ristabilendo regole globali e garanzie per tutti.
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