Dallo Stretto di Hormuz saranno evacuati 11mila marittimi intrappolati da mesi

24 Giugno 2026 - 15:58
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Dallo Stretto di Hormuz saranno evacuati 11mila marittimi intrappolati da mesi

Dopo mesi di conflitto, attacchi alla navigazione civile e blocchi che – a partire dal 28 febbraio scorso, quando le bombe di Usa e Israele sono iniziate a piovere sull’Iran – hanno coinvolto migliaia di lavoratori del mare, prende avvio il piano per evacuare oltre 11mila marittimi rimasti bloccati nella regione dello Stretto di Hormuz. L’annuncio arriva dall’Organizzazione marittima internazionale, dopo la firma del memorandum d’intesa tra la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti.

L’operazione si inserisce nel percorso diplomatico che, pur con difficoltà e lentezza, punta a ristabilire condizioni di sicurezza in una delle aree più strategiche per i traffici marittimi mondiali. Secondo l’Imo, sono state ottenute le garanzie necessarie e verificate le condizioni per assicurare una navigazione sicura durante le evacuazioni.

«Dopo mesi di difficoltà e sofferenze per migliaia di marittimi innocenti, e di conseguenze negative per il mondo intero, accolgo con profonda soddisfazione l’accordo di pace concluso tra Stati Uniti e Iran, che segna un passo decisivo verso il ripristino della sicurezza marittima e la fine degli inaccettabili attacchi contro la navigazione civile», dichiara il segretario generale dell’Imo, Arsenio Dominguez.

Nel conflitto, finora, hanno perso la vita quattordici marittimi. «Voglio rendere omaggio ai quattordici marittimi innocenti che hanno tragicamente perso la vita durante questo conflitto. La loro dedizione al servizio del commercio globale non sarà dimenticata», aggiunge Dominguez.

Il piano riguarderà più di 11mila persone ancora bloccate nell’area: «Inizieremo l’attuazione del piano di evacuazione per oltre 11.000 marittimi ancora bloccati nella regione. Quest’operazione su larga scala – sottolinea Dominguez – sarà condotta in stretta collaborazione con l'Iran, l'Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l'industria marittima».

L’Imo sottolinea di aver «ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza» e di aver verificato in modo approfondito le condizioni per una navigazione sicura, così da sostenere le operazioni. Si tratta di un passaggio essenziale non solo per riportare a casa migliaia di marittimi coinvolti loro malgrado nella crisi, ma anche per avviare il ritorno a una piena sicurezza dei traffici civili attraverso un corridoio marittimo da cui dipende una parte rilevante del commercio globale.

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