Nuovo Ferraris, Confcommercio e Civ sulle barricate: “10mila mq di negozi faranno esplodere la bolla di Marassi”

Maggio 19, 2026 - 15:55
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Nuovo Ferraris, Confcommercio e Civ sulle barricate: “10mila mq di negozi faranno esplodere la bolla di Marassi”
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Genova. “Confcommercio e la Consulta dei CIV, a nome degli imprenditori genovesi del commercio e dei pubblici esercizi, anche alla luce delle recenti notizie stampa lanciano un allarme sul progetto di restyling dello stadio Luigi Ferraris di Genova. I 10.000 metri quadrati previsti per attività commerciali e di somministrazione all’interno dell’impianto non sono un’opportunità ma una minaccia diretta alla sopravvivenza del tessuto sociale ed economico del quartiere”.

Con queste parole inizia il comunicato stampa diffuso questa mattina da Confocommercio che lancia un vero e proprio grido d’allarme per le conseguenze che potrebbe avere il nuovo assetto commerciale restituito dal futuro restyling dello stadio Luigi Ferraris per il tessuto commerciale del quartiere di Marassi. E non solo.

“A differenza di altre zone della città che hanno capitolato davanti all’avanzata della Grande Distribuzione, Marassi ha rappresentato finora un caso di studio unico. Grazie allo stadio, si è infatti creata una “bolla” di resilienza: un indotto che resta nel quartiere, basato su un legame identitario profondo tra tifosi e locali storici. Lo stadio a Marassi non è un corpo estraneo, è il cuore di un ecosistema – spiega Umberto Solferino, presidente della Consulta dei CIV di Confcommercio -. La somministrazione qui non è solo consumo: è aggregazione sociale e fedeltà che dura da generazioni. Permettere 10.000 mq di offerta interna significa drenare questo flusso vitale, rompere il rapporto di vicinanza e identità e condannare le piccole imprese che finora hanno fatto da scudo contro la desertificazione commerciale”.

C’è forte scetticismo sulle rassicurazioni fornite dal Comune circa la natura delle nuove aperture. “Le promesse sui ‘negozi a tema’ le abbiamo già sentite per il Palasport e sappiamo come è finita: c’è dentro di tutto – sottolinea Ilaria Natoli, vice presidente Confcommercio Genova presidente del CIV via XX Settembre -. Non esiste alcuna legge che ci tuteli una volta autorizzate le superfici. Senza vincoli scritti e invalicabili, il ‘tematismo sportivo’ è solo una maschera per l’ennesimo centro commerciale”.

“Siamo già circondati: il Mirto, l’ex Mercato di Corso Sardegna e nove supermercati in 500 metri – aggiunge Roberta Toscano, presidente del CIV di Marassi -. Il quartiere ha già un’offerta di somministrazione sproporzionata rispetto alla domanda quotidiana. Se pizzerie, hamburgerie e paninoteche aprono dentro le mura dello stadio, i locali del quartiere, che pagano affitti e tasse tutto l’anno da moltissimi anni per garantire un presidio di sicurezza e luce nelle vie, rischieranno  la chiusura”.

“Come Confcommercio siamo pronti a portare avanti la nostra battaglia con forza – conclude Manuela Carena, membro di Giunta di Confcommercio Genova e presidente del CIV Colombo Galata -. Non è un problema limitato a Marassi ma è una questione di visione di città: non accetteremo che si favoriscano i grandi investitori a scapito di chi vive e lavora sul territorio. Per lo stadio chiediamo garanzie blindate: niente alimentare, niente somministrazione selvaggia, solo articoli sportivi specializzati. E per la città chiediamo opere con una visione strategica, che non portino vantaggi a pochi per fare chiudere tanti e favorire la desertificazione”.

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