Oltre 40 milioni per 200 progetti: il laboratorio sociale che investe nelle comunità più fragili
Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Ricerca, cultura e inclusione sociale per lo sviluppo del Paese, con un’attenzione maggiore verso le comunità e i territori più vulnerabili. È questa la mission di Fondazione Cdp, nata nel 2020 su impulso di Cassa Depositi e Prestiti, che opera nei contesti di maggiore fragilità sociale e territoriale, in continuità e complementarità con l’impegno storico del gruppo per lo sviluppo del Paese.
La sua attività si concentra su tre ambiti – istruzione e inclusione sociale, ricerca scientifica, arte e cultura -, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Dalla nascita ha finanziato oltre 200 progetti in tutta Italia, impegnando oltre 40 milioni di euro e adottando modelli di filantropia d’impatto orientati a generare risultati concreti e duraturi.
Da questa missione prendono forma iniziative che hanno l’obiettivo di creare opportunità nei territori e nelle comunità che affrontano le sfide più complesse. Tra queste, il bando Ecosistemi Culturali, giunto alla terza edizione, ha contribuito alla valorizzazione di beni pubblici e luoghi della cultura poco conosciuti, restituendoli alle comunità come spazi di aggregazione, creatività e sviluppo locale. Lo stesso approccio ha ispirato il lancio del Premio Innovazione Sociale, che nel 2025 ha sostenuto sette progetti in grado di rispondere a bisogni emergenti attraverso soluzioni innovative: dal welfare per gli anziani all’inclusione lavorativa in ambito carcerario, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto di migranti e rifugiati.
Dall’inclusione sociale alle nuove generazioni
A questa esperienza si affianca il Social Outcome Contract avviato a Catanzaro, il primo in Italia con il coinvolgimento diretto di una pubblica amministrazione. Il progetto sostiene una fattoria sociale dedicata a persone con disabilità e sperimenta un modello che collega il finanziamento al raggiungimento di risultati sociali misurabili. L’attenzione all’inclusione si esprime inoltre attraverso iniziative dedicate all’empowerment femminile e allo sviluppo di percorsi di autonomia per donne vittime di violenza. L’impegno per le donne, in particolare, è sempre più rilevante per Fondazione Cdp, sostenuto anche dal presidente Giovanni Gorno Tempini.
Accanto a queste iniziative, la fondazione promuove programmi rivolti alle nuove generazioni, alla crescita delle competenze e al rafforzamento del capitale umano. Ne è un esempio il progetto Bella! Fateci Spazio, sviluppato nel quartiere romano di Tor Bella Monaca per contrastare la dispersione scolastica e le disuguaglianze educative con un approccio integrato che combina rigenerazione degli spazi, formazione del personale docente e inclusione tramite lo sport. Allo stesso modo, il Dynamo City Camp di Napoli ha introdotto sul territorio un’offerta continuativa di terapia ricreativa gratuita per minori con disabilità o patologie gravi e croniche, sostenendo al tempo stesso le loro famiglie.
La ricerca scientifica e il piano al 2028
L’impegno della fondazione si estende anche al rafforzamento del sistema della ricerca scientifica italiana. Tra i progetti più recenti c’è il sostegno alla realizzazione, presso il Vimm di Padova, di una biobanca di cellule staminali pluripotenti indotte, un’infrastruttura destinata a contribuire allo sviluppo della medicina di precisione e ad accelerare la ricerca su numerose patologie, migliorando nel tempo diagnosi e personalizzazione delle terapie.
A cinque anni dalla costituzione, Fondazione Cdp ha progressivamente evoluto il proprio modello di intervento, passando da un approccio prevalentemente orientato al sostegno di iniziative promosse da altri a una crescente capacità di ideare, selezionare e accompagnare progetti coerenti con le proprie priorità strategiche. Un percorso che ha consentito di attrarre un numero crescente di cofinanziamenti da parte di terzi, ampliando la portata degli interventi e rafforzandone la sostenibilità nel tempo.
L’esperienza maturata negli anni è la base del piano strategico 2026-2028, che punta a consolidare ulteriormente il ruolo della fondazione come soggetto sperimentatore al fianco del terzo settore e degli attori locali, sostenendo progetti capaci di generare pratiche replicabili e contribuire alle politiche pubbliche.

Francesca Sofia e il Premio Marisa Bellisario
A guidare questo percorso è Francesca Sofia, che ha alle spalle una formazione da biologa molecolare specializzata in neuroscienze, maturata in anni di attività nel mondo della ricerca e dell’innovazione scientifica. Un’esperienza che ha caratterizzato il suo percorso professionale: in Fondazione Telethon ha guidato gli investimenti in ricerca per lo sviluppo di nuove terapie per le malattie genetiche rare, mentre a livello internazionale è presidente dell’International Bureau for Epilepsy, organizzazione non governativa attiva in 110 paesi per la tutela delle persone con epilessia, riconosciuta da Nazioni Unite e Organizzazione mondiale della sanità.
Sofia, direttore generale di Fondazione Cdp dal novembre 2022, è tra le protagoniste di questa edizione del Premio Marisa Bellisario: un riconoscimento che premia il suo percorso professionale, ma racconta anche l’impegno e i valori dell’ente non profit del gruppo. Sofia ha trasformato il sapere in strumento di tutela delle comunità più vulnerabili, anticipando quell’attenzione alle dimensioni sociali e ai territori che è oggi al centro della missione della Fondazione Cdp.
L’articolo Oltre 40 milioni per 200 progetti: il laboratorio sociale che investe nelle comunità più fragili è tratto da Forbes Italia.
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