Ondata di calore, l’Italia nella morsa dell’anticiclone africano: città soffocate dal caldo e allarme incendi

13 Luglio 2026 - 17:05
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Ondata di calore, l’Italia nella morsa dell’anticiclone africano: città soffocate dal caldo e allarme incendi

L'attuale ondata di calore sta investendo in pieno l'Italia a causa di una traiettoria dell'anticiclone africano più spostata verso Est rispetto al passato. «Attualmente, l'aria calda che sale dall'Africa si sta muovendo dall'Algeria verso Nord-Est», dice all'Ansa Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento, specificando che «è colpita soprattutto la Sardegna e, verso metà settimana, anche il versante tirrenico».

Le previsioni indicano che il caldo intenso, che risparmierà forse solo la zona alpina, proseguirà fino alla fine della settimana, quando l'arrivo di aria più fresca da Nord-Est mitigherà le temperature a partire dal Nord e poi, nei giorni successivi, verso il Sud. «Questa settimana farà molto caldo più o meno ovunque - aggiunge Giovannini - forse sarà esclusa solo la zona alpina. Nel fine settimana è previsto l'arrivo di aria più fresca da Nord-Est, che farà abbassare le temperature prima nelle regioni settentrionali e poi scenderà pian piano verso Sud nei giorni seguenti».

Per dopodomani sono previsti 7 bollini rossi e 9 arancioni da parte del ministero della Salute, ma già oggi il rischio elevato per le alte temperature viene segnalato per Firenze e Perugia. Il bollettino del dicastero annuncia che a queste due si aggiungeranno mercoledì Bologna, Brescia, Frosinone, Roma e Torino. Sempre mercoledì temperature e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nelle persone più suscettibili (bollino arancione) per Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona Viterbo.

L'ondata di calore accumula inoltre una grande quantità di energia nell'atmosfera, che può scatenare temporali più violenti del normale in caso di infiltrazioni di aria più fresca. «Quando si hanno infiltrazioni di aria più fresca in condizioni di temperature molto elevate - afferma Giovannini - si possono innescare temporali molto intensi, e questo aumenta anche la possibilità di fulmini che, come è sempre stato, potrebbero essere la causa scatenante di incendi, soprattutto se la vegetazione è molto secca».

Il problema è già emerso in tutta evidenza questo fine settimana soprattutto in Piemonte e in Sardegna, dove per alcune ore è stato chiuso l'aeroporto di Olbia. Nella regione con capoluogo Torino sono 700mila gli alberi finora perduti in ampie zone del territorio in quella che la Regione definisce «una vera e propria catastrofe ecologica». Gli incendi stanno compromettendo gravemente la biodiversità locale e serviranno dai 2 ai 5 anni per il ritorno delle prime specie vegetali e dai 50 ai 70 perché gli ecosistemi di querce, faggi e conifere d'alto fusto colpiti in queste ore riacquistino la struttura originaria.

Sabato e domenica sono state giornate difficili sul fronte incendi anche per la Sardegna, dove sono scoppiati almeno sette roghi: ad Olbia le fiamme nel pomeriggio hanno minacciato l'aeroporto e i voli sono stati dirottati su Cagliari e Alghero fino alle 19, quando lo scalo è stato riaperto.

Le temperature cresceranno fino a raggiungere il picco a metà di questa settimana quando sono previsti 43 gradi in alcune località della Sardegna e i 40 in Pianura Padana. Preoccupa anche la temperatura del mare, che in alcune zone sulla superficie si aggira sui 28-29 gradi, con un'anomalia di circa 4-5 gradi. Tutto ciò si traduce in un enorme accumulo di energia potenziale, in grado di alimentare fenomeni estremi.

L'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici ha confermato lo stato di severità idrica «media in assenza di precipitazioni» e ha adottato una serie di indirizzi. Il caldo estremo mette in ginocchio anche le campagne: le prime conseguenze si registrano nelle risaie italiane, dove il deficit idrico e il caldo anomalo stanno mettendo a rischio la produzione.

Se la situazione dovesse protrarsi, spiega Coldiretti, si teme un calo del raccolto fino al 30%, come già accaduto nel 2022. L'emergenza interessa anche i pascoli, dove in alcune aree si prevedono cali della produzione dei foraggi a doppia cifra. Il caldo record pesa anche sugli allevamenti: c'è già un calo della produzione di latte fino al 20%.

Le cose non vanno meglio in Europa: a Parigi, dove nel fine settimana sono stati registrati 35 gradi, La Tour Eiffel è tornata a chiudere in pieno pomeriggio domenica e misure analoghe sono state adottate anche per i musei del Louvre e d'Orsay. Ventiquattro dipartimenti francesi — inclusi quelli della regione parigina — sono in allerta rossa e gli incendi stanno colpendo tutta la metà meridionale del Paese. Complessivamente 22,2 milioni di abitanti — tre volte tanti rispetto a venerdì — in queste ore sono interessati dal livello di allerta massimo. Anche la Loira risente delle temperature record: nella regione del Maine-et-Loire, il suo letto è in gran parte asciutto. Il caldo estremo che ha colpito il Regno Unito ha messo a dura prova insegnanti e studenti causando svenimenti e colpi di calore.

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