Reti più intelligenti e una spinta alle auto elettriche possono far risparmiare all’Europa 10,6 miliardi di euro

In questi giorni in cui viene fuori che la guerra in Iran è già costata all’Ue 54 miliardi di dollari in più per gas e petrolio (il conto per l’Italia è +10 miliardi) a causa dei prezzi alle stelle di petrolio e gas, viene presentato uno studio da cui emerge che l’Europa potrebbe risparmiare 10,6 miliardi di euro in investimenti sulle reti elettriche di distribuzione, sfruttando in modo più efficiente la capacità già disponibile mentre cresce la diffusione dei veicoli elettrici. L’analisi è stata commissionata da Eit Urban mobility, ChargeUp Europe e Acea e a realizzarla è stata Siemens. Nel documento si legge che entro il 2030 saranno necessari circa 24,7 miliardi di euro di investimenti nelle reti di distribuzione elettrica per sostenere la crescita prevista dei veicoli elettrici (EV). L'adozione di sistemi di gestione intelligente della ricarica (EV Load Management) potrebbe ridurre questo fabbisogno a circa 14,1 miliardi di euro.
Il titolo dello studio è “Electricity Grids in Europe” (“Le reti elettriche in Europa”): valuta l’impatto della prevista diffusione di auto e veicoli commerciali leggeri completamente elettrici sulle reti di distribuzione dell'UE27 e di tre Paesi SEE. Applicato a 64 centri urbani sulla base di sei archetipi, il modello mostra come investimenti, digitalizzazione e flessibilità possano preparare le reti europee alla transizione verso una mobilità a zero emissioni nel modo più efficiente ed economico.
Al centro dell’analisi c’è l’EV Load Management, il controllo quasi in tempo reale della potenza di ricarica per evitare il sovraccarico della rete nei momenti di picco della domanda, insieme alle infrastrutture di misurazione e comunicazione necessarie a renderlo possibile. Abbinata alla digitalizzazione della rete, la ricarica intelligente permette di sfruttare meglio la capacità esistente e riduce il fabbisogno di potenziamenti, pur non eliminando la necessità di interventi fisici sulla rete.
Spiegano gli esperti che l’adozione dei veicoli elettrici è destinata ad accelerare rapidamente nei prossimi anni. Entro il 2030, secondo il modello di crescita di Siemens, si prevede che i veicoli elettrici a batteria rappresenteranno il 27,3% del parco auto svedese, il 15,7% in Germania, il 4,6% in Italia, il 4,5% in Spagna e il 2,5% in Polonia, con una crescita compresa tra 3,4 e 5,3 volte rispetto ai livelli del 2024. L'elettrificazione dei trasporti commerciali procederà a un ritmo ancora più sostenuto in diversi mercati: per i veicoli commerciali leggeri la quota di elettrico raggiungerà il 22,7% in Svezia, il 9,1% in Germania e il 5,9% in Polonia, dove il parco furgoni elettrici crescerà di quasi dieci volte nel periodo considerato. Con la logistica sempre più orientata all'elettrificazione delle flotte per rispettare gli obiettivi climatici e di qualità dell'aria urbana, la capacità delle reti di sostenere la ricarica nei depositi e sui veicoli commerciali diventerà un fattore sempre più importante.
Lo studio dimostra anche che dove e quando si ricarica un veicolo incide in modo significativo sulla domanda locale di rete. Modellando separatamente la ricarica domestica, sul lavoro, pubblica, in itinere e nei depositi, emerge che tra il 55% e il 62% dei proprietari di veicoli elettrici nelle città analizzate avrà accesso alla ricarica domestica entro il 2030, a conferma del peso crescente delle reti a bassa tensione nel percorso di elettrificazione europeo. Si tratta di una stima basata su dati abitativi e sulle proiezioni di adozione dei veicoli elettrici, con un intervallo che riflette le differenze tra Stoccolma, Monaco di Baviera, Barcellona, Roma, Kiel e Cracovia, e che conferma quanto sia importante coordinare la diffusione delle infrastrutture di ricarica con la pianificazione locale della rete.
Tra i principali risultati dello studio:
- La crescita dei veicoli elettrici metterà sotto pressione le reti di distribuzione in tutta Europa. Nei 64 centri urbani analizzati il loro numero crescerà di 3,8 volte entro il 2030 e ogni centro dovrà potenziare la propria rete per sostenerla.
- La pressione maggiore ricade sulla rete a bassa tensione, dove si concentra il 77,7% degli investimenti per il potenziamento fisico, spinto in gran parte dalla ricarica domestica.
- I fabbisogni di investimento variano molto tra le aree europee: l'Europa centrale guida la classifica, seguita da Paesi nordici, Europa orientale e Europa meridionale.
- Tutte le 64 città analizzate presentano fabbisogni di investimento rilevanti. Le grandi aree metropolitane richiedono i livelli più alti, ma ogni città dovrà comunque potenziare la propria rete per reggere la crescente domanda di veicoli elettrici.
- Le città con minore accesso alla ricarica domestica privata dovranno appoggiarsi maggiormente alle infrastrutture pubbliche, un altro argomento a favore del coordinamento tra ricarica e pianificazione di rete.
- Senza la gestione del carico dei veicoli elettrici (EV Load Management), lo studio stima un fabbisogno di 24,7 miliardi di euro per il potenziamento della rete entro il 2030. Con questa gestione del carico, il fabbisogno scende a 14,1 miliardi di euro, evitando 10,6 miliardi di euro di investimenti.
- L’EV Load Management e il potenziamento fisico della rete restano misure complementari. Anche nello scenario più favorevole, gli interventi fisici saranno necessari in tutte le aree europee analizzate.
Adriana Diaz, innovation director di EIT Urban Mobility, ha dichiarato: «Scalare la mobilità elettrica non significa soltanto aumentare il numero di veicoli elettrici in circolazione o ampliare le infrastrutture di ricarica. Lo sviluppo della ricarica deve rispondere ai modelli di mobilità locali ed evolvere insieme alla capacità della rete, sfruttando in modo più intelligente le reti esistenti e indirizzando gli investimenti dove servono di più. L'Europa ha bisogno di un approccio coordinato tra mobilità, energia e tecnologia, affinché la transizione avvenga più velocemente, in modo più equo e a costi più contenuti».
Lucie Mattera, segretario generale di ChargeUp Europe: «Lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e delle reti elettriche deve procedere di pari passo. Il quadro è duplice: da un lato, il potenziamento della rete è un prerequisito imprescindibile per la diffusione dei veicoli elettrici a batteria (BEV) e per l’implementazione su larga scala delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici; dall’altro, la digitalizzazione della rete e la gestione del carico offrono un potenziale di risparmio sui costi molto significativo, che consente di mantenere a un livello più basso il fabbisogno di investimenti nella rete.»
Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA, ha aggiunto: «L'industria automobilistica europea sta investendo massicciamente nella transizione verso la mobilità elettrica, ma i veicoli sono solo una parte dell'equazione. Le reti elettriche devono tenere il passo con la crescente diffusione dei veicoli elettrici, soprattutto a livello locale, dove la domanda di ricarica si farà sentire di più. Questo studio dimostra che la ricarica intelligente può ridurre sensibilmente gli investimenti necessari, a patto di passare da una capacità sulla carta a soluzioni che funzionino davvero nella pratica. L'Europa ha ora bisogno di investimenti mirati in rete, maggiore visibilità sulla capacità locale e un quadro di mercato adeguato a liberare la flessibilità che i veicoli elettrici possono offrire»
Ralf Blumenthal, SVP Europe di Siemens Grid Software: «Mobilità elettrica e modernizzazione della rete devono procedere insieme. Le tecnologie digitali di rete e la ricarica intelligente migliorano le prestazioni della rete e abilitano soluzioni non basate sul cablaggio, capaci di sfruttare al massimo le infrastrutture esistenti per milioni di veicoli elettrici. Investire oggi in reti più intelligenti aiuterà l'Europa a costruire un sistema energetico più resiliente, sostenibile ed economicamente efficiente per il futuro».
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