QUEENSLAND, IL GOVERNO FERMA IL PROGETTO IDROELETTRICO DI MT RAWDON
Abbandonato, almeno sul fronte pubblico, il piano da circa 6 miliardi di dollari per trasformare una miniera d’oro in un grande impianto di accumulo energetico. Evolution Mining cercherà investitori privati, mentre il governo concentra le risorse sul progetto Borumba
Il governo del Queensland ha deciso di non portare avanti il progetto idroelettrico di pompaggio di Mt Rawdon, che prevedeva la trasformazione di una miniera d’oro vicina a Mount Perry in uno dei principali impianti di accumulo di energia rinnovabile dello Stato.
La decisione arriva dopo una revisione durata circa sei mesi e condotta dalla Queensland Investment Corporation, incaricata di valutare diverse opzioni per il futuro dei grandi progetti idroelettrici del Queensland.
Il piano di Mt Rawdon era stato inserito nella Energy Roadmap del governo e aveva ricevuto, nel precedente bilancio statale, un’allocazione di 50 milioni di dollari destinata all’acquisizione e allo sviluppo del progetto.
Il nuovo bilancio ha però segnato un cambio di priorità.
Secondo quanto riferito dal presidente di Evolution Mining, Jake Klein, il governo ha comunicato che Mt Rawdon non viene più considerato un progetto prioritario e che gli investimenti pubblici saranno concentrati soprattutto sull’impianto di Borumba.
«Siamo rimasti un po’ sorpresi e certamente delusi», ha dichiarato Klein.
UNA MINIERA DA TRASFORMARE IN CENTRALE
Il progetto avrebbe riutilizzato la grande cava a cielo aperto della miniera d’oro di Mt Rawdon come bacino inferiore di un sistema idroelettrico di pompaggio.
Un secondo bacino sarebbe stato realizzato a una quota superiore.
Durante le ore di minore domanda, l’energia in eccesso prodotta da fonti rinnovabili avrebbe alimentato le pompe necessarie a trasferire l’acqua verso il bacino superiore.
Nei periodi di maggiore consumo, l’acqua sarebbe stata rilasciata verso il basso attraverso tunnel e turbine, generando elettricità da immettere nella rete.
Il progetto avrebbe avuto una capacità di generazione fino a 2.000 megawatt e una capacità di accumulo di circa 20.000 megawattora.
Secondo i promotori, avrebbe potuto fornire energia a circa due milioni di abitazioni nei periodi di picco.
Uno degli elementi considerati più interessanti era il riutilizzo di un sito minerario già esistente.
La miniera, situata a circa 75 chilometri a sud-ovest di Bundaberg, dispone già di un’importante impronta industriale e si trova a circa 27 chilometri dalla rete elettrica ad alta tensione.
Questo avrebbe consentito di limitare, almeno in parte, la necessità di costruire nuove infrastrutture in aree completamente intatte.
UN INVESTIMENTO DA CIRCA 6 MILIARDI
Le stime più recenti indicavano un costo complessivo vicino ai 6 miliardi di dollari.
Il progetto comprendeva la realizzazione del bacino superiore, di tunnel sotterranei, di una centrale collocata nel sottosuolo, di una linea di trasmissione e di un collegamento alla rete elettrica del Queensland.
Il piano avrebbe inoltre richiesto interventi sulla condotta proveniente da Paradise Dam per consentire il primo riempimento del sistema.
La costruzione avrebbe potuto creare centinaia di posti di lavoro, con le stime dei promotori che arrivavano fino a circa mille occupati nella fase di realizzazione e tra 30 e 50 impieghi permanenti una volta avviato l’impianto.
La trasformazione avrebbe rappresentato anche un esempio internazionale di riconversione di una miniera al termine della propria vita produttiva.
Al posto di una semplice chiusura e riabilitazione ambientale, il sito avrebbe continuato a produrre valore economico attraverso un’infrastruttura energetica destinata a operare per decenni.
IL GOVERNO PUNTA SU BORUMBA
La scelta di non proseguire con Mt Rawdon coincide con un forte impegno finanziario sul progetto Borumba Pumped Hydro Energy Storage.
Queensland Hydro investirà 324,3 milioni di dollari nel corso dell’attuale esercizio finanziario per le opere preliminari e le attività di pianificazione di Borumba.
Il costo complessivo del progetto viene stimato in circa 18,4 miliardi di dollari.
Anche Borumba dovrebbe avere una capacità di 2.000 megawatt e potrebbe alimentare circa due milioni di abitazioni.
Il progetto, situato nell’area del Mary River, richiederebbe però una trasformazione territoriale molto più ampia.
Sono previsti sette sbarramenti e un bacino superiore grande circa una volta e mezza l’attuale Borumba Dam.
La dimensione dell’investimento, i costi crescenti e i possibili impatti ambientali e sociali hanno già alimentato un ampio dibattito politico.
Il governo Crisafulli aveva affidato alla Queensland Investment Corporation la revisione del progetto proprio dopo che le stime erano salite di diversi miliardi e i tempi di completamento erano stati rinviati.
Nonostante questi problemi, Borumba resta ora il principale progetto idroelettrico di pompaggio sostenuto dal governo statale.
LA REVISIONE DELLA QIC
La Queensland Investment Corporation era stata incaricata di valutare le opzioni di realizzazione per quattro progetti: Mt Rawdon, Big-T, Capricornia e Borumba.
La società ha confermato di avere completato l’analisi dopo un ampio processo di consultazione.
I promotori stanno ora ricevendo comunicazioni individuali sui risultati.
La QIC ha tuttavia precisato che le conclusioni dettagliate della valutazione rimarranno riservate.
Questo significa che non sono stati pubblicati i criteri esatti che hanno portato a privilegiare Borumba rispetto a Mt Rawdon.
Non è quindi ancora possibile stabilire quanto abbiano pesato i costi, i rischi finanziari, le autorizzazioni ambientali, i tempi di realizzazione o la collocazione dei diversi progetti rispetto alla rete energetica.
Il bilancio indica inoltre che proseguiranno le indagini sul progetto Capricornia, un impianto da 750 megawatt previsto vicino a Mackay.
EVOLUTION MINING CERCA CAPITALI PRIVATI
La decisione governativa non determina necessariamente la fine definitiva del progetto di Mt Rawdon.
Evolution Mining valuterà la possibilità di coinvolgere investitori privati e infrastrutturali interessati a finanziare lo sviluppo dell’impianto.
Jake Klein ha spiegato che la società sta esaminando eventuali opportunità di capitale privato.
Un progetto di questa dimensione richiede però investimenti elevati, autorizzazioni complesse e garanzie sui ricavi futuri.
Senza il sostegno diretto del governo, la ricerca di un nuovo modello finanziario potrebbe risultare più difficile.
Il progetto conserva comunque alcuni elementi potenzialmente interessanti per gli investitori: un sito già industrializzato, una cava profonda adatta a diventare bacino inferiore, una distanza relativamente limitata dalla rete e una capacità di accumulo di lunga durata.
La crescente presenza di energia solare ed eolica rende infatti sempre più necessarie infrastrutture capaci di immagazzinare grandi quantità di elettricità e restituirla alla rete quando il sole non splende o il vento diminuisce.
IL FUTURO DELLA MINIERA RESTA INCERTO
La decisione apre anche interrogativi sul futuro della miniera d’oro.
Evolution Mining sta continuando a trattare materiali a bassissimo contenuto di minerale già accumulati nel sito.
Questa attività dovrebbe concludersi a settembre.
Successivamente, la società valuterà se esistano possibilità concrete per proseguire l’utilizzo di Mt Rawdon come miniera.
La prospettiva idroelettrica era stata pensata anche come una soluzione di lungo periodo per accompagnare la conclusione delle operazioni minerarie.
Il suo arresto rischia quindi di lasciare la comunità di Mount Perry senza la prospettiva di una grande infrastruttura sostitutiva.
Per il territorio, il progetto avrebbe potuto garantire nuovi posti di lavoro, contratti per le imprese locali e investimenti destinati a proseguire anche dopo la chiusura della miniera.
IL DIBATTITO SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA
La scelta del governo riapre il confronto sulla strategia energetica del Queensland.
Lo Stato deve prepararsi alla progressiva uscita delle centrali a carbone e alla crescita della produzione da fonti rinnovabili.
Solare ed eolico sono fondamentali, ma dipendono dalle condizioni meteorologiche.
Per mantenere stabile la rete servono sistemi in grado di accumulare l’energia prodotta in eccesso e utilizzarla quando aumenta la domanda.
Le batterie possono rispondere rapidamente, ma i grandi impianti idroelettrici di pompaggio sono progettati per conservare quantità molto maggiori di energia per periodi prolungati.
Il problema è rappresentato dai costi, dai tempi di costruzione e dagli impatti ambientali.
Mt Rawdon offriva la possibilità di utilizzare una miniera esistente, mentre Borumba richiede una nuova infrastruttura molto più estesa.
Il governo ritiene evidentemente che Borumba rappresenti una scelta più adatta alla strategia energetica complessiva dello Stato.
I critici potrebbero però chiedere perché venga privilegiato un progetto stimato in oltre 18 miliardi di dollari rispetto a un’alternativa da circa 6 miliardi realizzata in un’area già modificata dall’attività mineraria.
UNA DECISIONE CHE LASCIA DOMANDE APERTE
Il mancato sostegno pubblico a Mt Rawdon rappresenta una svolta importante per la politica energetica regionale.
Soltanto un anno fa il governo aveva destinato 50 milioni di dollari al suo sviluppo, presentandolo come una soluzione più piccola e gestibile rispetto ai progetti idroelettrici di dimensioni maggiori.
Oggi, dopo la revisione della QIC, quella priorità è stata abbandonata.
Restano da chiarire le motivazioni tecniche ed economiche della decisione e le conseguenze per la comunità di Mount Perry.
Evolution Mining cercherà investitori privati, ma il futuro del progetto appare ora molto più incerto.
Nel frattempo il governo concentra le proprie risorse su Borumba, scommettendo su un’infrastruttura molto più costosa e complessa.
La decisione dimostra quanto la transizione energetica non dipenda soltanto dalla disponibilità di tecnologie rinnovabili, ma dalla capacità di scegliere quali progetti finanziare, quali territori coinvolgere e quali rischi economici assumere.
Per Mt Rawdon, il progetto pubblico si ferma.
La possibilità che la vecchia miniera diventi un giorno una grande batteria ad acqua dipenderà ora dalla risposta del mercato privato.
Fonti: Queensland Government, Queensland Investment Corporation
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