Retiambiente approva il suo Piano industriale, da 230 milioni di euro: ecco cosa prevede

03 Luglio 2026 - 12:45
0
Retiambiente approva il suo Piano industriale, da 230 milioni di euro: ecco cosa prevede

La società in house per la gestione rifiuti urbani e l’igiene urbana lungo l’Ato Toscana costa, ovvero Retiambiente, completato l’ingresso di tutti i territori ha approvato il suo Piano industriale al 2030-35, in attesa dell’aggiornamento del Piano d’Ambito e delle decisioni definitive sull’impiantistica di chiusura del ciclo, dopo la conclusione dell’iter autorizzativo dell’ossicombustore in progetto a Peccioli. Un Piano che vale 230 milioni di euro in investimenti, per una società che fattura oltre 300 milioni di euro all’anno e ha 3000 dipendenti.

Le previsioni del Piano industriale partono dall’andamento dei rifiuti indifferenziati, che passano da 222.500 tonnellate del 2024 a 172.939 del 2030 a 128.034 nel 2035. Si tratta di un’ipotesi molto ambiziosa, dato che si tratta di tagliare l’indifferenziato di circa 50mila t/a da qui al 2030, quando il trend degli ultimi anni segna invece un aumento. Le considerazioni sulla contrazione del rifiuto urbano residuo sono il risultato delle previsioni presenti nel Piano regionale (Prec), alla cui analisi delle cause e degli obiettivi si rimanda.

sbandati retiambiente tab 1

Tutto l’indifferenziato viene avviato ai Tmb, mentre rifiuti cimiteriali e scarti della differenziata vanno in parte a discarica. In totale il flusso dei rifiuti residui è pari a 173.246 tonnellate nel 2030 e 128.261 tonnellate al 2035. La raccolta differenziata è stimata crescere da 537.065 tonnellate del 2024 a 574.342 tonnellate nel 2030 a 591.226 tonnellate nel 2035.

sbandati retiambiente tab 2

Nel complesso, il Piano punta a una riduzione dei rifiuti totali prodotti del 5,5% al 2035 (meno 28mila tonnellate) e una raccolta differenziata che passa dal 70,5% del 2024 all’82,2 % del 2035.

sbandati retiambiente tab 3

Il Piano industriale conferma l’architettura attuale, articolata in 12 Società operative locali (Sol), dotate di forte autonomia organizzativa e gestionale nella erogazione dei servizi stradali, e la holding capogruppo Retiambiente, nel quadro dell’affidamento in house definito 5 anni fa.

mappa ato costa

Gli obiettivi di raccolta differenziata indicano un fabbisogno impiantistico per la filiera dell’organico pari a 139.000 tonnellate di Forsu – che potrebbero anche essere maggiori, viste le buone prospettive per la raccolta differenziata di questa frazione – e 98.000 tonnellate di sfalci e potature. L’impianto di Pontedera garantisce 44.000 tonnellate Forsu e 6000 di sfalci e potature. Considerando anche gli impianti di Sea Risorse (Viareggio) e Aamps (Livorno), il fabbisogno non si copre: restano circa 77.000 tonnellate da conferire a mercato, una volta cancellati dalla pianificazione i digestori anaerobici di Scapigliato e Cermec (che pure resta un impianto già autorizzato). Ma il “mercato” potrebbe essere di prossimità, considerando la disponibilità di capacità del digestore anaerobico di Peccioli (Al.Be), ad oggi né integrato, né minimo, che potrebbe così garantire il flusso mancante ad Ato costa, ma anche ad Ato Centro.

I vari flussi della frazione secca differenziata trovano sbocco nell’articolata rete di impianti esistenti e realizzati con i fondi Pnrr o in via di completamento: multimateriale, carta cartone, Raee, ingombranti, spazzamento, rifiuti spiaggiati, pannolini, tessile. Non dovrebbero esserci problemi di collocamento di questi materiali, al netto delle crisi globali di alcune filiere (plastica, tessili).

Il Piano industriale prevede a regime che tutto il flusso di rifiuto indifferenziato, circa 128mila tonnellate al 2035, venga avviato all’impianto intermedio di selezione di Pioppogatto (un Tmb con capacità prevista 135mila tonnellate), opportunamente potenziato per estrarre il più possibile materiale a recupero, produrre Css di qualità (50/60.000 tonnellate) da destinare a cementifici e frazione combustibile da avviare, probabilmente, al nuovo impianto di ossidazione termica Peccioli, per cui si prevede un conferimento di 128.000 tonnellate circa di flussi dal Tmb e di scarti del riciclo, che verranno miscelati con il percolato della discarica di Peccioli. Nelle discariche di ambito verranno conferiti 68.307 tonnellate di rifiuti trattati, meno del 10 % del totale, al 2030.

Un Piano industriale che vale circa 148 milioni di euro di investimenti “pesanti” (impianti di competenza di Retiambiente) e 34,7 milioni di euro di investimenti in centri di raccolta. Valori a cui vanno aggiunti gli investimenti in automezzi e contenitori (50 milioni), in sedi operative e a copertura dei costi di decommissioning degli impianti chiusi o in chiusura. In tutto circa 230 milioni di euro.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User