Rifiuti, approvato il bilancio Retiambiente. L’utile netto del gruppo sale a 5,2 milioni di euro

15 Giugno 2026 - 13:33
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Rifiuti, approvato il bilancio Retiambiente. L’utile netto del gruppo sale a 5,2 milioni di euro

Crescono utili, patrimonio netto e solidità finanziaria per Retiambiente, la società interamente pubblica che – attraverso le proprie Società operative locali (Sol) – gestisce i servizi di igiene urbana lungo la Toscana costiera. Il cda ha infatti approvato il Bilancio d’esercizio 2025 della capogruppo e il Bilancio consolidato del gruppo, da cui emerge un quadro di rafforzamento economico e patrimoniale.

La capogruppo RetiAmbiente chiude l’esercizio con un utile pari a 1.437.406 euro, in aumento rispetto ai 937.996 euro dell’anno precedente. Il risultato è legato soprattutto al miglioramento della gestione finanziaria, con una significativa riduzione dei costi dell’area finanziaria, passati da circa 1,5 milioni di euro a 905mila euro, mentre ricavi e costi della gestione caratteristica si mantengono sostanzialmente stabili. L’utile netto di gruppo sale da circa 4 milioni a oltre 5,2 milioni di euro, mentre il patrimonio netto consolidato cresce da circa 47 a 61 milioni. In aumento anche il valore della produzione, passato da circa 319 a 325 milioni di euro.

Dal punto di vista patrimoniale, la società registra un incremento delle immobilizzazioni, legato sia alla crescita delle partecipazioni sia agli investimenti in corso sugli impianti. L’attivo circolante passa da 88 a 100 milioni di euro, mentre le disponibilità liquide salgono da 14 a 17 milioni. Cresce anche il patrimonio netto, grazie all’utile d’esercizio e ai conferimenti ricevuti dai soci.

Particolarmente rilevante è l’indicatore prospettico di sostenibilità del debito, pari a 1,22: un valore che attesta come le risorse disponibili per il servizio del debito nei prossimi dodici mesi siano superiori del 22% rispetto alle uscite previste per il rimborso dei finanziamenti.

«L’indicatore di sostenibilità finanziaria evidenzia con chiarezza che il flusso delle entrate è ampiamente in grado di coprire quello delle uscite – sottolinea il vicepresidente Maurizio Gatti – La situazione finanziaria della società è sotto controllo e va letta anche alla luce del ruolo svolto dalla capogruppo nella gestione della tesoreria dell’intero gruppo».

retiambiente Maurizio Gatti

Anche a livello consolidato, il miglioramento dell’area finanziaria ha inciso positivamente sul risultato. L’incremento dell’indebitamento risulta contenuto, pari a circa 10 milioni di euro a fronte di ricavi complessivi per circa 313 milioni, mentre tutte le società controllate hanno contribuito positivamente al risultato del gruppo.

Il rafforzamento economico si accompagna anche a un miglioramento delle performance operative, come sottolinea il presidente Daniele Fortini: «In questi anni abbiamo registrato progressi nei servizi erogati, un aumento dei livelli di raccolta differenziata e riscontri positivi da parte dell’Autorità d’Ambito sia sul fronte della soddisfazione degli utenti sia nei rapporti con i Comuni. Sono risultati che confermano la validità del percorso intrapreso».

Resta però centrale il tema della regolarità dei pagamenti da parte degli enti locali. La grande maggioranza dei Comuni risulta adempiente, ma permane una quota di enti con ritardi nei tempi di pagamento: un elemento che, se non risolto, può generare tensioni finanziarie non legate all’efficienza gestionale della società. «La piena regolarità dei pagamenti rappresenta una condizione essenziale per mantenere gli equilibri economici e finanziari e sostenere il programma di investimenti previsto», richiama Fortini.

fortini santanna retiambiente

Il bilancio 2025 consegna dunque a Retiambiente una base economica più solida per affrontare la fase successiva: consolidare i servizi, sostenere gli investimenti impiantistici e continuare a migliorare raccolta differenziata. Una sfida non banale.

Quello della Toscana costiera è un territorio complesso, che va dalle Apuane alle isole dell’Arcipelago, eppure le performance nella gestione rifiuti sono d’eccellenza: basti osservare ad esempio il dato sulla raccolta differenziata – certificato da Arrr per il 2024 a quota 71,36% – che spicca come il migliore toscano (il risultato medio regionale è al 68,28%). Sul fronte impiantistico però, in attesa del nuovo Piano industriale di Retiambiente chiamato a traguardare gli obiettivi del Piano regionale (Prec), restano importanti lacune a partire dal recupero delle frazioni secche non riciclabili meccanicamente – ad esempio ossicombustori o impianti riciclo chimico, dato che il Piano regionale non prevede nuovi termovalorizzatori, socialmente invisi. Sotto questo profilo la grande speranza rimasta è proprio quella dell’ossicombustore in progetto a Peccioli, per il quale l’attesa Conferenza dei servizi decisoria dovrebbe tenersi venerdì 19 giugno.

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