Siccità e preapertura della caccia, la Toscana sceglie i fucili e ignora la crisi ambientale

14 Settembre 2026 - 18:35
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Siccità e preapertura della caccia, la Toscana sceglie i fucili e ignora la crisi ambientale

A nulla è servito l'appello congiunto firmato a metà agosto da una coalizione di 17 associazioni ambientaliste e animaliste toscane. Di fronte a un'estate segnata dal caldo record e da una siccità estrema che ha ridotto gli ecosistemi locali allo stremo, la Regione Toscana ha scelto di non arretrare, dando il via libera alle giornate di preapertura venatoria del 2 e 6 settembre. Una linea politica che ha lasciato cadere nel vuoto l'invito a richiamarsi all'articolo 19 della legge quadro nazionale 157/1992 e agli articoli 30 e 33 della legge regionale 3/1994, norme pensate per sospendere o posticipare i prelievi di fronte a crisi ambientali eccezionali.

La richiesta delle sigle puntava all'annullamento della preapertura per le specie autorizzate (storno, tortora dal collare e piccione) e al rinvio dell'apertura generale al primo ottobre, in linea con i pareri scientifici da tempo espressi dall'Ispra. Un'ipotesi caldeggiata anche da alcuni gruppi della maggioranza in Consiglio regionale e formalizzata con lettere indirizzate al presidente Eugenio Giani e ai sindaci del territorio.

A far discutere è la forte contraddizione nell'operato dell'amministrazione regionale. Da un lato la Giunta ha riconosciuto la gravità dell'emergenza idrica e il rischio incendi, approvando tagli alberati per le strisce frangifuoco; dall'altro ha negato le ricadute dello stress idrico sulla fauna selvatica. La scarsità di risorse forza infatti gli animali a concentrarsi nei radi punti d'acqua superstiti, trasformando l'attività venatoria in veri e propri abbattimenti facilitati e aumentando i rischi sanitari, come l'insorgenza di focolai di botulismo nelle acque stagnanti.

I primi bilanci delle due giornate di preapertura, che hanno visto la partecipazione di circa 3.000 cacciatori, indicano oltre 30.000 uccelli abbattuti, a cui si aggiungono i capi feriti non recuperati e le segnalazioni di bracconaggio a danno di specie protette rilevate dalle guardie ambientali.

A denunciare gli esiti delle doppiette sfilate sul campo è ora un cartello di 11 sigle (Associazione Adorno, Attp, Cabs, Cerm Gabbie Vuote OdV, Il Giardino dei Fenicotteri APS, Lav, Legambiente Toscana, Lipu, Natura e Boschi OdV Onda, Wwf): «Si è voluto concedere questi due giorni per far divertire 3.000 cacciatori che hanno partecipato alla mattanza invece di tutelare la fauna selvatica che è patrimonio di tutti noi. Una scelta politica discutibile, di cui le responsabilità sono del tutto chiare. Rabbia e sconforto è lo stato d'animo di chi invece si aspettava dalla giunta regionale una scelta ben diversa».

 Le organizzazioni confermano la volontà di non arrendersi e continuare a monitorare il territorio nel corso dell'annata venatoria per denunciare irregolarità, decisioni ritenute antiscientifiche e per fermare il depauperamento della fauna regionale.

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