Siracusa, una commissione per fare… i conti con Siam: verifiche su impianti e investimenti
Il passaggio da Siam ad Aretusacque non chiude i conti sulla precedente gestione del servizio idrico di Siracusa. Anzi, il Comune apre adesso una nuova verifica complessiva sulla concessione appena terminata: impianti riconsegnati, stato di manutenzione, investimenti effettuati, opere previste e non realizzate e valore residuo dei beni.
Palazzo Vermexio ha costituito infatti una commissione per la “verifica tecnico-amministrativa ex post” della cessata concessione con Siam, affidandone la presidenza all’ingegnere Pierluigi Carugno e nominando come esperto legale l’avvocato Andrea Provvidenza.
È un passaggio che si inserisce in una partita economica già particolarmente delicata. Prima del subentro del nuovo gestore, Siam aveva quantificato nell’ordine dei 21 milioni di euro il valore che riteneva dovesse esserle riconosciuto. L’Ati di Siracusa era arrivata a una conclusione diametralmente opposta: un valore di subentro provvisorio negativo per circa 210 mila euro. Su quella determinazione è nato un contenzioso davanti al Tar.
Ma il Comune vuole andare più a fondo sulla gestione materiale e contrattuale della concessione. La ricognizione parte dalla riconsegna avvenuta il 24 giugno 2026, quando Siam ha restituito al Comune infrastrutture, impianti e cespiti del servizio idrico, poi consegnati al nuovo gestore: Aretusacque. L’Amministrazione ritiene necessario verificare lo stato effettivo delle infrastrutture, le loro condizioni manutentive e conservative, la corrispondenza tra documentazione e situazione riscontrabile sul campo e il rispetto degli obblighi derivanti dalla concessione e dal Programma degli Interventi.
Quattro i capitoli dell’indagine: il primo riguarda lo stato di consistenza di infrastrutture, impianti, beni mobili e immobili e pertinenze riconsegnati da Siam. Il secondo dovrà stabilire quali opere previste dal Programma degli Interventi siano state ultimate e collaudate e quali, invece, risultino non ultimate o non collaudate. Il terzo punto tocca direttamente uno degli elementi più sensibili della partita economica, con la commissione che dovrà effettuare una ricognizione degli investimenti e dei beni non ammortizzati, verificando documentazione, cespiti realizzati e relativo valore residuo sulla base del Pef e della contabilità disponibile. Il quarto accertamento riguarderà infine l’attuazione complessiva del Programma degli Interventi e l’individuazione delle eventuali opere non realizzate.
Ed è proprio qui che va fatta una distinzione importante rispetto al contenzioso già aperto. La nuova commissione non potrà stabilire quale sia il valore di subentro corretto, né pronunciarsi sulla legittimità degli atti, sulla regolazione tariffaria o sulle questioni pendenti davanti alla giustizia amministrativa. Dovrà produrre invece una base istruttoria fatta di risultanze tecniche, documentali ed economico-finanziarie.
In altre parole, la contrapposizione tra i circa 21 milioni rivendicati dal vecchio gestore e il valore negativo determinato dall’ATI non viene riaperta formalmente dalla commissione. Ma la ricognizione potrà mettere nero su bianco elementi riguardanti proprio investimenti, ammortamenti, cespiti e obblighi contrattuali che stanno alla base del rapporto economico tra le parti.
Per svolgere il lavoro sono previsti sopralluoghi su acquedotto, fognature, impianti di sollevamento e depurazione, oltre all’esame della documentazione economico-finanziaria, contabile, tariffaria e contrattuale. All’esperto legale spetterà invece l’analisi dei contratti, degli atti aggiuntivi, delle proroghe e degli obblighi concessori.
La commissione avrà un costo complessivamente previsto di 46.425,56 euro: 27.392 euro per l’incarico del presidente Carugno, 15.225,60 euro per l’avvocato Provvidenza e una disponibilità di 3.807,96 euro per un eventuale ulteriore esperto, qualora fossero necessarie attività specialistiche aggiuntive.
La partita tra Comune, ATI e vecchio gestore, dunque, resta aperta su due piani distinti: da una parte il contenzioso sul valore economico del subentro (in attesa del Tar), dall’altra la nuova verifica voluta dal Comune per ricostruire come Siam abbia riconsegnato il sistema idrico e in quale misura siano stati effettivamente rispettati gli investimenti e gli obblighi previsti dalla concessione.
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