Ucraina, al via il cluster di adesione UE sulle relazioni esterne. Kos: “Aprire gli altri il prima possibile”
Bruxelles – È ufficiale: dopo il via libera dato la settimana scorsa dagli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, oggi (14 luglio) l’Unione europea ha aperto il sesto capitolo negoziale nel processo di adesione dell’Ucraina. Si tratta del cluster “Relazioni esterne”, un raggruppamento tematico che definisce i parametri per l’allineamento delle politiche internazionali, commerciali e di difesa dei Paesi candidati con quelle dell’UE. Il traguardo è stato sancito nella conferenza intergovernativa dedicata all’adesione del Paese che si è tenuta oggi a Bruxelles.
“Questo è il secondo raggruppamento che l’Unione europea ha aperto con l’Ucraina, dopo l’apertura del primo sui principi fondamentali a giugno“, ha dichiarato il ministro di Stato per gli Affari Europei e la Difesa della Repubblica d’Irlanda, Thomas Byrne, durante un punto stampa tenutosi in occasione della Conferenza intergovernativa sull’Ucraina. Byrne ha precisato che “negli ultimi anni, nonostante la guerra di aggressione in corso da parte della Russia, l’Ucraina ha compiuto notevoli progressi e si è impegnata concretamente per allineare la propria legislazione nazionale all’acquis comunitario”. In un momento in cui “la guerra illegale della Russia è più letale che in qualsiasi altro momento dall’invasione su vasta scala”, il risultato raggiunto dall’Ucraina nel processo di allargamento” in circostanze estremamente difficili, è ancora più impressionante”, ha osservato.
“Il mese scorso abbiamo aperto il primo cluster di lavoro, che comprende le priorità dell’Ucraina in materia di riforme per un sistema giudiziario indipendente, appalti pubblici trasparenti e maggiori garanzie contro la corruzione e la criminalità organizzata”, ha sottolineato la commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, mentre “oggi apriamo il sesto gruppo negoziale che comprende le relazioni estere, nonché le nostre politiche di sicurezza e difesa in questi ambiti”.
Un Paese che desidera aderire all’Unione deve prima richiedere, nonché ottenere lo status di Paese ‘candidato’. Una volta terminato questo passaggio, se tutti gli Stati membri prestano consenso, partono i negoziati tra Bruxelles e il Paese interessato. L’iter prevede 32 capitoli tematici raggruppati in sei categorie definite cluster. Il 10 luglio il Coreper – Comitato dei rappresentanti permanenti, ovvero la riunione dei 27 ambasciatori dei Paesi dell’Unione europea – aveva deciso di aprire il cluster 6, relativo alle relazioni esterne, per Kiev. Quest’ultimo comprende due capitoli negoziali distinti. Il capitolo 30 “Relazioni esterne”, che riguarda la politica commerciale comune dell’UE, gli aiuti umanitari e la cooperazione allo sviluppo. Esso richiede inoltre i l’allineamento con la legislazione commerciale dell’UE, gli impegni internazionali e le relative posizioni di politica estera. Il 31, “Politica estera, di sicurezza e di difesa” concerne la politica estera, di sicurezza e di difesa comune dell’Unione, compreso l’allineamento con le posizioni di politica estera dell’UE, le dichiarazioni politiche, le sanzioni e le misure restrittive.
“Per noi, l’apertura del cluster sei rappresenta un ulteriore promemoria dell’importanza di una politica estera e di sicurezza comune nel contesto attuale”, ha sottolineato il vice-primo ministro ucraino, Taras Kacha. Assieme a Byrne, Kacha è convinto che “grazie ai progressi compiuti l’anno scorso nell’ambito della preparazione tecnica dei dossier di adesione”, l’Ucraina potrà aprire presto gli altri cluster rimanenti.
La Commissaria europea all’allargamento, Marta Kos, ha definito la giornata di oggi come un “super martedì”, poiché nel corso della giornata si terranno delle conferenze sull’adesione degli altri Paesi candidati, tra cui Montenegro e Moldavia. Per Kos pertanto “l’Irlanda è una delle grandi storie di successo dell’allargamento in Europa” in quanto a soli “14 giorni dall’inizio della sua presidenza del Consiglio”, l’Unione sta già compiendo dei passi significativi verso l’allargamento. “Come passo successivo, dovremmo procedere all’apertura dei restanti quattro gruppi negoziali il prima possibile”, ha concluso Kos sottolineato che “sono tutti tecnicamente pronti” e che “l’Ucraina ha soddisfatto tutte le condizioni”.
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