Xbox costerà di più: Microsoft aumenta i prezzi di listino e taglia il modello da 2 TB

26 Giugno 2026 - 08:49
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A distanza di poche ore dopo gli aumenti annunciati da Apple su Mac, iPad e altri prodotti, anche Microsoft interviene sui listini di Xbox. Da inizio agosto, i prezzi delle console aumenteranno a livello globale, mentre è prevista la fine della produzione del modello da 2 TB.

Negli Stati Uniti, Xbox Series S da 512 GB passerà da 399 a 499 dollari, mentre Xbox Series S da 1 TB salirà da 449 a 599 dollari. Xbox Series X Digital da 1 TB passerà da 599 a 750 dollari, mentre la versione con lettore disco salirà da 649 a 800 dollari. In Europa ci si attende un adeguamento simile, con Xbox Series X con disco verso i 750 euro e la versione senza lettore verso i 700 euro. La versione da 2 TB uscirà invece progressivamente dal catalogo.

Ovviamente, anche Microsoft attribuisce la decisione all’aumento dei prezzi di memoria e storage, cresciuti di oltre 2,5 volte rispetto ai livelli precedenti. La società prevede inoltre un possibile ulteriore raddoppio entro l’autunno del 2027. È lo stesso problema indicato da Apple: la domanda legata ai data center per l’AI ha spinto verso l’alto il costo dei componenti, con effetti che iniziano ad arrivare anche sui prodotti consumer.

Sulle console l’aumento pesa di più perché il margine sull’hardware è tradizionalmente ridotto. Microsoft lo dice chiaramente: a differenza di smartphone, computer e altri dispositivi consumer, le console non vengono di norma vendute con un vero profitto, ma a prezzi molto vicini ai costi di produzione, o inferiori, puntando poi su giochi, servizi e accessori. Quando memoria e storage aumentano in modo così marcato, lo spazio per assorbire i rincari si riduce rapidamente.

L’aumento arriva a meno di un anno dal precedente intervento sui prezzi Xbox negli Stati Uniti, dove lo scorso ottobre Microsoft aveva già applicato rincari compresi tra 20 e 70 dollari. La nuova revisione è però più ampia e riguarda il mercato globale, segnale che la pressione sui costi non è più limitata a singole aree o a dinamiche valutarie.

Per attenuare l’impatto, Microsoft affiancherà ai nuovi listini alcune formule di pagamento rateale e finanziamento a tasso zero su hardware selezionato. Nei Microsoft Store sarà più semplice usare soluzioni “Buy Now, Pay Later”, mentre su Amazon saranno disponibili opzioni fino a 12 mesi a tasso zero per gli acquisti idonei. La società lavorerà inoltre con i rivenditori per programmi di ritiro dell’usato e vendita di console “previously played” a prezzi più bassi. Restano disponibili anche le Xbox ricondizionate certificate, con sconti fino a 100 dollari sul prezzo di listino.

Microsoft si aggiunge così a Sony, che ha già ritoccato verso l’alto il prezzo di PS5 rispetto al lancio. Nintendo, con Switch 2, ha finora applicato aumenti più contenuti, ma la pressione sui componenti potrebbe rendere più difficile mantenere invariati i listini nei prossimi mesi.


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