Alessandro Onorato e il partito degli eletti (da altri partiti)

Ieri sera ho ascoltato per la prima volta, a Otto e Mezzo, Alessandro Onorato, l’assessore al Comune di Roma che da tempo sta mettendo insieme questo famoso Progetto civico, molto sponsorizzato dai dirigenti del Partito democratico più vicini a Elly Schlein come potenziale alleato centrista non problematico, diciamo così. Mi è sembrato più sveglio e più efficace di tanti altri, e soprattutto – paradossalmente, visto il modo in cui tiene a presentarsi – più professionale.
Ho però delle fortissime riserve su questa ricorrente illusione del «partito dei sindaci», che in tanti hanno accarezzato sin da quando nel 1993, proprio dall’elezione diretta dei sindaci, cominciò la discesa agli inferi dell’antipolitica culminata nella cosiddetta rivoluzione maggioritaria e nel bipolarismo di coalizione. L’idea stessa di un partito dei sindaci, cioè di un partito degli eletti, cioè di un partito degli eletti da altri partiti (direttamente o indirettamente), che null’altro hanno in comune che le leve dell’amministrazione (e della spesa pubblica locale), mi pare per l’appunto il colmo dell’antipolitica, in tutti i sensi. E non mi pare nemmeno un grande esempio di «civismo».
Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.
L'articolo Alessandro Onorato e il partito degli eletti (da altri partiti) proviene da Linkiesta.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)