Due forti terremoti hanno causato crolli e danni a Caracas e nel nord del Venezuela

25 Giugno 2026 - 08:08
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Due forti terremoti hanno causato crolli e danni a Caracas e nel nord del Venezuela

Almeno 32 persone sono morte e circa 700 sono rimaste ferite in Venezuela dopo due forti terremoti che hanno colpito il paese mercoledì sera, provocando crolli a Caracas e in altri stati settentrionali. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre i soccorritori continuano a cercare persone intrappolate sotto le macerie. Al momento non risultano vittime italiane.

Le due scosse sono avvenute a meno di un minuto di distanza, poco dopo le 18, ora locale. Secondo le prime rilevazioni del Servizio geologico degli Stati Uniti, la prima scossa ha avuto una magnitudo di 7,2 e la seconda, più forte, di 7,5. L’epicentro è stato localizzato nell’area a ovest della capitale, vicino allo stato di Yaracuy e alla costa caraibica. Le scosse sono state avvertite in gran parte del Venezuela e anche in Colombia, fino a Bogotá.

Rodríguez ha detto in televisione che il principale aeroporto del paese, il Simón Bolívar di Maiquetía, che serve Caracas, è stato chiuso per i danni subiti. Sono stati sospesi anche i servizi della metropolitana e dei treni, mentre le lezioni scolastiche sono state cancellate per il resto della settimana. La presidente ad interim ha chiesto a medici e infermieri di presentarsi negli ospedali per assistere i feriti e ha detto che alcune scuole saranno usate come centri di accoglienza e raccolta di aiuti. Le autorità hanno invitato la popolazione a non rientrare negli edifici danneggiati, perché altre scosse potrebbero causare nuovi crolli.

Le prime informazioni arrivate dagli enti locali indicano danni estesi in diverse zone. Nel municipio di Baruta, nell’area di Caracas, il sindaco Darwin González ha riferito la morte di tre persone dopo il crollo di due edifici. A Chacao, un altro municipio della capitale, le autorità hanno parlato di persone estratte vive dalle macerie e di diversi feriti trasferiti in ospedale. Nello stato di Falcón, a ovest di Caracas, il governatore Víctor Clark ha detto che i soccorritori stavano cercando 15 persone disperse e che decine di residenti erano stati feriti.

Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aumentare. La stessa Rodríguez ha detto che le cifre comunicate finora non comprendono ancora tutte le zone più colpite, tra cui La Guaira, sulla costa a nord della capitale, dove secondo le autorità sarebbero crollati numerosi edifici. I soccorsi stanno procedendo tra interruzioni di corrente, problemi alle comunicazioni e difficoltà nel raggiungere alcune aree.

Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha detto che le scosse sono state sentite in vari stati interni, tra cui Trujillo, Yaracuy, Carabobo, Aragua, Miranda, La Guaira e nella capitale. Ha chiesto agli automobilisti di lasciare spazio ad ambulanze e mezzi di emergenza e ha invitato le persone a controllare le condizioni di bambini, anziani e familiari. Secondo Cabello, alcune forniture di gas sono state interrotte in via precauzionale per ridurre il rischio di incidenti negli edifici danneggiati.

Il terremoto è avvenuto in un giorno festivo nazionale, il 24 giugno, quando in Venezuela si ricorda la battaglia di Carabobo del 1821. Per questo molte persone si trovavano in casa invece che nei luoghi di lavoro o sui mezzi pubblici. Nella capitale, testimoni citati dalle agenzie internazionali hanno raccontato edifici che oscillavano violentemente, pareti crollate, scale danneggiate e persone costrette a uscire in strada al buio o tra la polvere.

Il Venezuela si trova in una zona sismicamente attiva, lungo il margine tra la placca caraibica e quella sudamericana. Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti, l’area è caratterizzata da importanti faglie trascorrenti e da terremoti superficiali, potenzialmente molto distruttivi quando avvengono vicino a centri abitati. Gli esperti hanno indicato che molte strutture presenti nelle zone colpite, soprattutto edifici in muratura non rinforzata, possono essere particolarmente vulnerabili a scosse di questa intensità.

Le due scosse sono tra le più forti registrate in Venezuela da oltre un secolo. Il precedente storico più citato è il terremoto del 1967 a Caracas, che causò più di 200 morti e colpì quartieri come Altamira e Los Palos Grandes, alcune delle stesse aree dove mercoledì sono stati segnalati nuovi crolli e gravi danni. Nel 1900 un altro forte terremoto aveva colpito Caracas, causando crolli diffusi in edifici pubblici, chiese e abitazioni. La situazione è aggravata dalla lunga crisi economica e umanitaria del paese. Le Nazioni Unite stimavano già prima del terremoto che milioni di venezuelani avessero bisogno di assistenza

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