Demenze, Associazione Alzheimer Uniti Italia: «Ora un finanziamento stabile per il fondo dedicato»

16 Ottobre 2026 - 15:30
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Alla Camera dei deputati un convegno che ha riunito istituzioni, esperti, associazioni e cittadini sul tema delle demenze. Molti relatori hanno evidenziato che la risposta alle demenze non può essere affidata solamente ai servizi sanitari

Un pubblico arrivato da tutta Italia, ha assistito presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati all’incontro “Alzheimer Oggi: Costruire insieme una nuova cultura della cura” organizzato dall’Associazione Alzheimer Uniti Italia con il patrocinio della Camera dei Deputati e dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Un’occasione di confronto che ha riunito istituzioni, esperti, associazioni e cittadini attorno a una delle sfide sociali e sanitarie più rilevanti del nostro tempo.  Nel corso del convegno è emersa con forza la necessità di superare una visione esclusivamente clinica della malattia, promuovendo un approccio che metta al centro la persona, la sua dignità e la qualità delle relazioni che la circondano. 

Sono stati affrontati i principali temi legati alla sfida delle demenze: prevenzione, diagnosi precoce, continuità assistenziale, sostegno ai caregiver e necessità di una strategia nazionale strutturata. Il convegno è iniziato con il videomessaggio del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, poi Nicola Vanacore, Responsabile dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, ha illustrato il quadro epidemiologico e le prospettive future orientate alla prevenzione, mentre Giorgio Pavan Direttore Generale Enea Treviso ha approfondito il tema della presa in carico lungo tutto il percorso della malattia.

Nel suo intervento, Manuela Berardinelli, Presidente di Alzheimer Uniti Italia ODV, ha sottolineato l’urgenza di passare dall’emergenza alla programmazione, chiedendo un finanziamento stabile per il Fondo Alzheimer e demenze, il finanziamento del Piano Nazionale Demenze presentato il 21 settembre al Ministero della Salute alla presenza del Ministro Schillaci, e la costruzione di una rete integrata di servizi in grado di garantire equità territoriale e continuità assistenziale anche mettendo a sistema esperienze di successo nella presa in cura come ad esempio il modello di Enea Treviso.  Ha inoltre richiamato l’importanza delle Comunità Amiche della Persona con Demenza come modello concreto di inclusione e partecipazione sociale. 

I relatori hanno evidenziato come la risposta alle demenze non possa essere affidata solamente ai servizi sanitari, ma debba coinvolgere l’intera comunità e non possa fare la differenza nella presa in cura il territorio dove si vive perché nel nostro Paese i servizi sono a macchia di leopardo e variano anche da provincia a provincia. 

La costruzione di reti territoriali, l’alleanza tra istituzioni, mondo scientifico, associazionismo e volontariato, insieme alla lotta contro stigma e isolamento, rappresentano elementi fondamentali per affrontare le sfide presenti e future legate all’Alzheimer. 

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