Dopo Stintino, la Corsica: il modello Plastron per l’economia circolare si amplia nel Mediterraneo

Maggio 19, 2026 - 14:22
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Dopo Stintino, la Corsica: il modello Plastron per l’economia circolare si amplia nel Mediterraneo

Trasformare un crescente fattore di pressione ambientale in una risorsa concreta per le comunità costiere, attraverso filiere locali, tecnologie a basso impatto e stampa 3D. È la sfida al centro del secondo open day di Plastron, il progetto europeo che ha fatto tappa a Stintino, in Sardegna, per mostrare come i rifiuti plastici raccolti dal mare possano diventare nuovi oggetti di design urbano.

Il borgo marino sardo ha ospitato due giornate di confronto tra amministrazioni, tecnici, imprese, scuole e partner di progetto, tracciando una rotta che unisce tutela degli ecosistemi marini ed economia circolare. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: recuperare plastiche disperse nei fondali e lungo le coste, trasformarle in nuovi materiali e utilizzarle per produrre elementi utili alle comunità, come rastrelliere per biciclette e tasselli per il posteggio dei monopattini. Finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, Plastron coinvolge sette partner – Confservizi Cispel Toscana come capofila, Università di Genova, Comune di Stintino, Città di Île Rousse, Université Côte d’Azur, Fondazione Medsea e Agenzia regionale recupero risorse della Toscana – con l’obiettivo di promuovere l’economia circolare nelle piccole comunità costiere.

A inaugurare i lavori è stata la sindaca di Stintino, Rita Vallebella, che ha richiamato il lavoro svolto in mare. Gli interventi di Maria Giuseppina Perla, Danilo Pisu e Gianni Pintus hanno illustrato i risultati di una complessa campagna di monitoraggio, con 23 chilometri quadrati di fondali mappati grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate come sonar e Rov. Questa ricognizione ha permesso di individuare e recuperare tonnellate di rifiuti, in particolare reti da pesca fantasma, grazie alla collaborazione con il Parco dell’Asinara, Ispra e la Cooperativa Punto Pesca.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di progetti europei dedicati alla salvaguardia dell’habitat marino e della fauna in pericolo. Come spiegato da Marcella Sodde, del Servizio tutela della natura e delle politiche ambientali della Regione autonoma della Sardegna, Plastron dialoga infatti con esperienze come Epic e Talsassa, rafforzando una rete mediterranea di interventi contro l’inquinamento marino.

Il cuore del progetto resta però la costruzione di una filiera locale del riciclo. La plastica recuperata viene studiata, lavorata e trasformata in granuli che, miscelati con scarti delle lavorazioni agricole, diventano materia prima per la stampa 3D. Nel confronto moderato da Vania Statzu, di Medsea, è emerso il valore ecologico ed economico di questo approccio, che punta a superare la logica del semplice smaltimento per costruire nuove opportunità nei territori costieri.

Alessia Scappini, amministratrice delegata di Revet – principale hub del riciclo nell’Italia centromeridionale, con sede a Pontedera – ha sottolineato la necessità per le imprese pubbliche di adottare una visione lungimirante, capace di tenere insieme la gestione quotidiana dei rifiuti e lo sviluppo di forme di riciclo “artigianale” integrate nei territori. Un modello che può contribuire anche alla multifunzionalità e all’integrazione del reddito per le comunità locali, trasformando un problema ambientale in una filiera di prossimità.

Durante l’incontro è stata valorizzata anche la collaborazione con le aziende iFerrari e Vitigna, mentre Rossella Marocchi, del Centro regionale di programmazione della Sardegna, ha illustrato le nuove opportunità legate alla programmazione del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo.

Guardando alla scadenza del progetto, prevista per marzo 2027, Irene Mari di Confservizi Cispel Toscana, capofila di Plastron, ha tracciato il percorso ancora da compiere. Nel frattempo, i primi risultati materiali sono già visibili: dalle stampanti 3D sono nati elementi di arredo urbano pensati anche per incentivare la mobilità sostenibile, dimostrando come l’economia circolare possa produrre oggetti riconoscibili e utili alla vita quotidiana delle città.

La tecnologia è diventata anche strumento didattico per le scuole del territorio, che hanno animato gli spazi del Mut, il Museo della Tonnara. Gli studenti sono stati coinvolti in una caccia al tesoro, giochi e dimostrazioni pratiche sul viaggio di una bottiglia di plastica. Sotto i loro occhi, i tecnici di Revet e dell’Università di Genova hanno mostrato la stampante 3D in azione, trasformando i granuli riciclati in nuovi oggetti.

L’open day di Stintino ha segnato infine il passaggio di testimone verso la Corsica. Il progetto si sposta ora al Comune di Île-Rousse, rappresentato dalla sindaca Angèle Bastiani e dall’assessore Patrick Botey, che si sono confrontati con la sindaca Vallebella sulle esigenze comuni delle comunità costiere: gestione dei rifiuti, tutela dei litorali, protezione del mare e sviluppo di soluzioni replicabili.

Giunto al suo ultimo anno di attività, Plastron ha già prodotto protocolli, linee guida e una pubblicazione scientifica destinati a fare da modello per nuove iniziative. La sfida ora è dimostrare che anche i piccoli Comuni costieri possono diventare protagonisti nella gestione, trasformazione e valorizzazione dei propri rifiuti plastici, costruendo nel Mediterraneo una filiera circolare capace di partire dal mare e tornare ai territori sotto forma di innovazione, servizi e nuova consapevolezza ambientale.

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