Flotilla attaccata in alto mare. Di nuovo affondato il diritto internazionale

Le immagini scattate un istante prima di gettare gli smartphone in mare e diffuse sui social sono una richiesta di aiuto, un grido di rabbia contro l’ingiustizia, una denuncia che dovrebbe scuotere la politica ma si infrange sulle mura dei palazzi del potere. Uomini in divisa, armati di tutto punto, e giovani a mani alzate, ben riconoscibili dai loro giubbotti arancioni salvagente.
Uno schiaffo al diritto internazionale e all’umanità, perché la Flotilla sta navigando in acque internazionali, a 250 miglia marine dalle coste della martoriata Striscia di Gaza. In mare aperto, senza alcuno straccio di diritto per giustificare le proprie azioni, l’esercito israeliano continua a usare la forza per chiudere le bocche e non fare arrivare aiuti umanitari alla stremata popolazione civile palestinese, che ha bisogno di tutto. Le notizie corrono fuori dai canali ufficiali, lontani da quella melassa mainstream che alla fin fine cancella i drammi e le tragedie che accompagnano ogni guerra.
L’agenzia di stampa turca Anadolu riporta l’allarme dell’unità di crisi della Flotilla: “Abbiamo perso il contatto con 23 imbarcazioni dopo che il convoglio diretto verso Gaza è stato attaccato dall’esercito israeliano in acque internazionali. La nave Holy Blue è stata abbordata dai soldati”.
Il deputato pentastellato Dario Carotenuto, in un videomessaggio lanciato da bordo dell’imbarcazione turca della spedizione, la Kasri Sadabat, racconta: “Abbiamo visto navi da guerra e piccole imbarcazioni veloci israeliane e subito dopo abbiamo perso la connessione internet a Starlink. Noi stiamo cercando di raggiungere le acque territoriali turche. Abbiamo saputo che delle imbarcazioni sono state intercettate. Il mio appello alle autorità italiane e internazionali è di intervenire per liberare subito tutti questi equipaggi composti da attivisti pacifisti che non farebbero male a una mosca e che vogliono solo la fine del genocidio in Palestina”.
“Ancora una volta Israele mostra disprezzo per il diritto internazionale - aggiungono i parlamentari di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli - Il governo italiano si attivi per garantire incolumità agli equipaggi. Ora atti concreti contro governo fascista di Netanyahu”. Il deputato dem Arturo Scotto rincara la dose: “Israele sta intercettando la Global Sumud Flotilla, 57 imbarcazioni che portano aiuti umanitari, in piene acque internazionali e alla luce del giorno. Sanno che resteranno impuniti. I governi europei intervengano ed evitino questo scempio che lede il libero diritto di navigazione”. Si fa sentire la Farnesina, il ministro Tajani chiede di garantire la sicurezza per gli attivisti italiani.
Grandi navi da guerra e motovedette veloci della marina israeliana, oltre agli ormai immancabili droni, circondano la flotta umanitaria. A bordo ci sono medici, attiviste, attivisti, giornalisti e osservatori internazionali che lanciano appelli drammatici: “Siate testimoni, fate pressione sui vostri governi”. Il giornalista indipendente americano, Alex Colston, rivela che circa 30 imbarcazioni stanno ancora proseguendo e sono in grado di comunicare, mentre c’è la conferma che almeno una decina di barche sono state abbordate. Anche i media israeliani fanno sapere che sono iniziate le operazioni delle forze armate di Tel Aviv al largo delle coste di Cipro.
“Vedere mezzi militari che si approcciano in questo modo nei confronti di barche a vela disarmate, con aiuti umanitari e medici, ti fa capire non solo di essere dalla parte della ragione, ma che sono loro ad avere perso”, dice Antonella Bundu che ancora può raccontare dalla sua barca a vela quello che sta accadendo. Si alza il coro ‘Bella ciao’, liberatorio per stemperare la tensione e far sapere a tutte e tutti che il morale degli equipaggi resta alto. Erano ben consci che sarebbe arrivato un momento del genere, ma non hanno rinunciato ad andare avanti e a testimoniare la completa illegalità delle azioni di Israele. Palestina libera, free Palestine.
I video della Flotilla vengono ritrasmessi anche nelle piazze, ai presidi e ai cortei del sindacato di base Usb in sciopero. “Possiamo confermare che le imbarcazioni Cactus, Zio Fester, Holy Blue, Furleto, Kyriakos, Amanda, Barbaris, Blue Toys, Isobella e Tenaz, sono state intercettate e abbordate dalle forze di sicurezza israeliane”. A Milano, Bologna, Firenze, Roma e tante altre città la risposta popolare è univoca: “Chiamiamo a raccolta tutte le persone coscienziose del mondo: state al fianco di questa missione civile che trasporta aiuti umanitari per rompere l’assedio a Gaza!”.
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