Gli obiettivi al 2030 per batterie e stoccaggio di energia sono triplicati, ma rimangono ben al di sotto dell’impegno di 1.500 GW

Nonostante i traguardi globali sullo stoccaggio di energia stiano crescendo, l’attuale ritmo non è ancora sufficiente a colmare il divario con gli obiettivi internazionali fissati per il 2030. A evidenziarlo è una nuova analisi del think tank britannico Ember che traccia il bilancio dei progressi compiuti dopo la COP29, sottolineando un’accelerazione importante ma fortemente sbilanciata a favore di pochissime nazioni chiave. Con in testa, è quasi inutile dirlo, la Cina.
Nel documento appena pubblicato si legge che a livello globale i target di accumulo energetico per il 2030 sono quasi triplicati, raggiungendo un totale complessivo di 822 GW. Questo incremento del 190% rappresenta una risposta tangibile alle esigenze di flessibilità delle reti elettriche, ma resta comunque al di sotto dei 1.500 GW richiesti dal Global Energy Storage and Grids Pledge e dalle stime elaborate da BloombergNEF.
Paradossalmente, gli esperti di Ember fanno notare che la crescita reale delle installazioni tecnologiche sta superando gli impegni formali dei governi. Nel corso del 2025, le aggiunte globali di storage hanno toccato la cifra record di 118 GW (prevalentemente batterie agli ioni di litio, che sonoarrivate a 108 GW), spinte principalmente dalla drastica riduzione dei costi delle celle, scesi in media del 20% all'anno nell'ultimo decennio.
Tuttavia, dall’analisi emerge che l’aumento dell’ambizione politica è quasi interamente ascrivibile a due soli grandi attori: la Cina e, seguita a notevole distanza, l’Unione europea. La Cina ha introdotto nel suo 15° Piano Quinquennale obiettivi imponenti pari a 460 GW complessivi (300 GW di nuove tecnologie di accumulo e 160 GW di pompaggio idroelettrico), confermandosi il leader indiscusso del settore.
Sull’asse europeo, l’Ue ha fissato per la prima volta un target comune a livello di blocco pari a 200 GW, che si affianca alle strategie dei singoli Stati membri. All’interno di questo quadro europeo si muovono paesi come l’Italia e la Spagna, le cui pianificazioni nazionali (NECP) prevedono traguardi ben definiti per favorire l'integrazione delle fonti rinnovabili variabili.
Nel dettaglio, come viene evidenziato nell’analisi di Embert, l’Italia punta a 15 GW di accumuli a batteria e 7,5 GW di pompaggio idroelettrico entro il 2030, gestiti anche attraverso le aste centralizzate del gestore di rete Terna, i cui bandi stanno registrando un grande successo di mercato. La Spagna fissa un obiettivo complessivo di 22,5 GW, mentre la Cina primeggia a livello mondiale e il Regno Unito si muove in un range tra i 23 e i 27 GW di batterie, confermando che i paesi dotati di forti ambizioni solari devono necessariamente abbinare target di storage adeguati.
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