Il passaggio a pompe di calore e auto elettriche può far risparmiare alle famiglie italiane fino a 1.780 euro all’anno

Maggio 19, 2026 - 13:19
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Il passaggio a pompe di calore e auto elettriche può far risparmiare alle famiglie italiane fino a 1.780 euro all’anno

L’impennata dei prezzi di petrolio e gas innescata dalla guerra in Iran ha rivelato per l’ennesima volta (e dopo soli quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, che ha avuto analoghe ripercussioni) di quanto sia debole sul fronte energetico l’Unione europea e, in particolare, i paesi che come l’Italia maggiormente dipendono dall’import di idrocarburi. E ora una nuova analisi del think tank danese Concito dimostra che, anche prima della crisi prodotta dal blocco dello Stretto di Hormuz, le famiglie europee avrebbero potuto ridurre in modo significativo le proprie bollette energetiche passando alle pompe di calore e ai trasporti elettrici.

L’entità dei risparmi varia da uno Stato membro all’altro in base ai prezzi locali dell’energia e alla domanda energetica delle famiglie, ma i risparmi sono significativi in tutti i Paesi europei selezionati ed esaminati dagli esperti. Una famiglia media Ue, si legge nel report, risparmierebbe 2.220 euro l’anno. Una italiana, restringendo lo sguardo in particolare sul nostro Paese, risparmierebbe 1.780 euro all’anno. Scrivono i ricercatori: «Queste stime si basano sugli ultimi prezzi dell’energia disponibili su Eurostat e riflettono quindi uno scenario pre-crisi. Di conseguenza, le stime possono essere considerate relativamente prudenti. I recenti picchi dei prezzi dei combustibili fossili non fanno che rafforzare la validità economica dell’elettrificazione e l’imperativo politico di proteggere i consumatori dagli shock dei prezzi. Nel nostro scenario che tiene conto dei recenti aumenti dei prezzi, il risparmio previsto sulla bolletta energetica derivante dal passaggio all’elettrificazione per una famiglia media dell’Ue sarebbe superiore del 59% rispetto allo scenario di base».

Il report sottolinea che l’elettrificazione offre per di più vantaggi che vanno oltre questi risparmi diretti per le famiglie. La sostituzione di 65 milioni di caldaie a gas ridurrebbe della metà la dipendenza totale dell’Ue dalle importazioni di gas. La sostituzione di metà delle auto con motore a combustione sulle strade europee ridurrebbe le importazioni di petrolio del 20%. Una minore domanda di combustibili fossili consente all’Unione di fare affidamento su un numero inferiore di fornitori di energia, riduce la nostra vulnerabilità all’uso dei combustibili fossili europei come arma e aumenta la stabilità dei prezzi. Inoltre, riduce i danni ambientali e sanitari causati dalla combustione di combustibili fossili.

Su tale aspetto un’altra analisi, in questo caso del Copenhagen infrastructure partners (Cip), conferma che l’elettrificazione potrebbe ridurre dell’80% le importazioni europee di combustibili fossili entro il 2050 e abbassare i prezzi dell’energia. L’investimento necessario? È pari al sovrapprezzo pagato oggi per le importazioni di combustibili fossili, si legge nel report. Nel testo si legge che sostituendo gli idrocarburi importati con energia pulita prodotta internamente, entro il 2050 l’Europa potrà i prezzi dell’energia elettrica fino al 40% e rifornirsi per il 95% da fonti energetiche pulite interne. «Ciò riflette gli effetti combinati dell’elettrificazione, dello sviluppo su larga scala delle energie rinnovabili e di una maggiore flessibilità del sistema in uno scenario realistico denominato “Competitivo e resiliente”», scrivono gli autori di questo report.

Il problema, tornando però a quel che scrivono i ricercatori del think tank Concito, è che se pure i vantaggi dell’elettrificazione per le famiglie sono evidenti, attualmente esistono ostacoli normativi che ne frenano il progresso. Molti sistemi fiscali degli Stati membri dell’Ue continuano a privilegiare il gas naturale rispetto all’elettricità, compromettendo la redditività delle pompe di calore nonostante la loro efficienza significativamente superiore. Gli Stati membri devono riequilibrare queste strutture fiscali per consentire alle alternative elettriche di competere a parità di condizioni, è la raccomandazione fatta dai ricercatori.

Un’altra criticità segnalata nel report riguarda il fatto che i costi iniziali rimangono un ostacolo per molte famiglie. Mentre i veicoli elettrici sono sempre più competitivi in termini di prezzo rispetto alle auto a combustibile fossile, le pompe di calore rimangono più costose delle caldaie a gas. Un sussidio mirato di circa 4.500 euro ridurrebbe il periodo di ammortamento di una pompa di calore a cinque anni per la famiglia media dell’Ue. Altre soluzioni includono il tanto pubblicizzato concetto di programmi di leasing sociale e altri tipi di finanziamenti accessibili che potrebbero accelerare ulteriormente la transizione per le famiglie a basso reddito.

«I picchi dei prezzi dei combustibili fossili a cui assistiamo oggi non sono un caso: sono la conseguenza prevedibile della continua dipendenza dell’Europa dal petrolio e dal gas, di cui circa il 90% è importato», spiega Jens Mattias Clausen, direttore della divisione Ue presso Concito. «Questa analisi dimostra che gli strumenti per proteggere le famiglie europee esistono già. Ciò che serve ora è la volontà politica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono».

Aggiunge dall’Italia Caterina Molinari, analista senior di Finanza del think tank Ecco: «In tutta Europa, sistemi di tassazione dell’energia distorti rallentano l’elettrificazione. In Italia, considerando le accise, gli oneri di sistema, i costi Ets trasferiti nelle bollette elettriche e l’Iva, l’elettricità per le famiglie è tassata fino a tre volte in più rispetto al gas e fino al doppio rispetto a benzina e diesel per le auto private. Questo impedisce ai consumatori di accedere alla totalità del vantaggio economico che le tecnologie elettriche più efficienti possono garantire, perché una parte di questo vantaggio è assorbito da componenti di costo artificiali. Una riforma complessiva è essenziale per rendere l’elettrificazione ancora più economicamente conveniente e ridurre strutturalmente i prezzi dell’energia in Italia e in Europa».

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