«Il Ponte sullo Stretto minaccia la rotta migratoria degli uccelli tra Eurasia e Africa»: lettera a Ue e Cms di 79 associazioni

Il problema è noto da tempo e già oltre un anno fa numerosi ricercatori e diverse associazioni ambientaliste lo avevano sottolineato in relazione alla costruzione del Ponte: lo Stretto di Messina viene sorvolato da circa 8000 rapaci al giorno e innalzare una struttura come quella ipotizzata da Salvini e soci metterebbe fortemente a rischio le rotte migratorie. Il governo ha deciso di andare avanti, nonostante tutto, nonostante il pronunciamento della Corte dei conti e nonostante le prescrizioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici demoliscano il progetto.
Gli ambientalisti però non si arrendono, consapevoli del fatto che decine di migliaia di uccelli migratori morirebbero a causa della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, in corrispondenza di un punto di concentrazione (bottle-neck), tra i più importanti al mondo, per la migrazione tra Africa ed Eurasia, oltre che sito della rete Natura 2000. Per questo hanno deciso di mettere nero su bianco il problema e di chiamare in causa l’Unione europea.
Ben 79 associazioni europee, asiatiche e africane, partners nazionali di BirdLife International, hanno scritto una lettera - pubblicata dalla Lipu-BirdLife Italia, da BirdLife International e consultabile nel Pdf alla fine di questo articolo – e l’hanno inviata alla Commissaria all’ambiente della Commissione europea Jessica Roswall, al segretario esecutivo della Convenzione per la Conservazione delle specie selvatiche migratrici (Cms) Andy Raine e trasmessa per conoscenza al Governo italiano.
Anche a fronte della gravità e della rapidità del declino che interessa un numero crescente di specie di uccelli migratori in tutto il mondo, come riportato anche in una recente review scientifica su Nature Reviews Biodiversity, BirdLife Europa e Asia centrale, BirdLife Africa e BirdLife Medio Oriente ritengono dunque che il progetto sia incompatibile con la conservazione degli uccelli migratori che attraversano lo Stretto.
Nella stagione primaverile e autunnale, spiegano dalle associazioni, gli uccelli migratori verrebbero impattati sia a causa della collisione con i cavi d’acciaio che sostengono il ponte, in particolare in condizioni di maltempo e forti venti, sia per la distruzione degli habitat di sosta e alimentazione. La stessa Società proponente stima la morte di centinaia di rapaci e di decine di migliaia di passeriformi e altri migratori notturni.
Tali impatti sono stati valutati di grave entità già dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS del ministero dell’Ambiente, che infatti ha dato parere negativo di Valutazione di incidenza. A fronte di dati estremamente preoccupanti, i partner di BirdLife hanno deciso di scrivere la lettera e chiedere che la migrazione sullo Stretto venga difesa.
In aggiunta, sebbene i dati forniti dalla Società dimostrino di per sé l’impatto sui migratori causato dal Ponte, la Lipu-BirdLife Italia, insieme a Greenpeace, Legambiente e WWF Italia, ritiene che l’impatto reale sarebbe molto maggiore. Dall’esame degli elaborati di progetto è emerso che i dati sono fortemente sottostimati in quanto non tengono conto, tra le altre cose, della reale entità del flusso migratorio, della distruzione di habitat di sosta e di alimentazione vitali per gli uccelli migratori, degli effetti sinergici e cumulativi generati dall’insieme delle diverse opere che compongono il progetto, dalle opere propedeutiche e altri progetti già programmati. I dati della Società non tengono neppure in conto che tra le specie migratrici che attraversano lo Stretto ve ne sono alcune, come il capovaccaio e l’albanella pallida, che sono minacciate a livello globale. Le associazioni hanno dunque segnalato tali lacune alle autorità competenti e alla Commissione europea.
Non solo: le associazioni ricordano che la stessa Ispra dichiara, in una sua relazione istruttoria relativa al progetto del ponte, l’impossibilità di compensare la perdita di avifauna annuale causata dagli impatti dovuti all’opera in progetto.
«L’Italia – afferma Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia - ha una grande responsabilità nella tutela delle rotte migratorie tra Eurasia ed Africa, responsabilità che si deve tradurre in scelte politiche ed economiche rispettose dei meccanismi della natura, dai quali dipende la nostra stessa sopravvivenza».
L’Italia, come hanno ricordato i partner di BirdLife nella loro lettera, risulta connessa, per tramite degli uccelli migratori, con tutti i Paesi europei, con oltre 30 Paesi africani e con 6 diversi Paesi asiatici. Gli impatti provocati dal progetto del ponte andrebbero quindi oltre i confini italiani con conseguenze sulle popolazioni ornitiche a scala internazionale.
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