La Lombardia incassa il primo sì per nuove competenze su sanità, Protezione civile e previdenza

11 Settembre 2026 - 13:40
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La Lombardia incassa il primo sì per nuove competenze su sanità, Protezione civile e previdenza

Ospedale 'Luigi Sacco', visita per la fine dei lavori finanziati con il Pnrr - Milano, Italia - Gioved’, 16 Luglio 2026 - (foto Stefano Porta / LaPresse) 'Luigi Sacco' Hospital: visit marking the completion of works funded by the PNRR - Milan, Italy - July 16, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la Risoluzione che dà il via libera ai due schemi d’intesa tra Governo e Regione per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia in materia di tutela della salute, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa.

Il provvedimento autorizza il presidente della Regione alla sottoscrizione definitiva delle intese con il Governo. Successivamente toccherà al Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, approvare un disegno di legge per recepirle. Il testo dovrà poi passare all’esame di Camera e Senato, secondo quanto previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Il voto del Consiglio regionale, si legge su Lombardia Notizie, rappresenta un passaggio rilevante nel percorso avviato dalla Lombardia per ottenere nuove competenze, ma non conclude il negoziato. La stessa Risoluzione impegna infatti il governatore a proseguire il confronto con il Governo sulle altre materie per le quali la Costituzione consente l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

«È un risultato storico, ma non considero affatto conclusa la nostra strada. Non siamo davanti all’approdo finale dell’autonomia lombarda, ma a un primo tassello della ridefinizione dell’autonomia e del rapporto Stato-Regioni in Italia. Non per indebolire lo Stato, ma per renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali. Questo è il modello di Paese nel quale credo: un’Italia più responsabile, una Lombardia più forte, Regioni più efficienti, amministrazioni che danno risposte concrete ai cittadini. E, ora, quel modello è un po’ più vicino», ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Lo stesso Fontana ha poi sottolineato che il lavoro proseguirà sulle altre competenze. «Ringrazio il Governo per il lavoro svolto. Ringrazio il Consiglio regionale, le Commissioni, gli enti locali e le strutture regionali che hanno accompagnato questo negoziato. Voglio però affermare con chiarezza – ha sottolineato – che non ci fermeremo qui: la Risoluzione mi impegna a proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali la Costituzione ci consentirebbe di avere più poteri. Ed è quello che farò».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sottosegretario regionale all’Autonomia, Mauro Piazza, che ha seguito l’iter della riforma. «L’approvazione di questa Risoluzione – ha commentato – chiude un cerchio che si è aperto nel 2015 quando il Consiglio regionale votò il via libera al referendum consultivo sull’autonomia, fortemente voluto dall’allora presidente Roberto Maroni, che venne celebrato il 22 ottobre 2017 ed ebbe un esito chiarissimo: il 95,1 per cento degli elettori lombardi disse sì a una Regione con più poteri e competenze. Oggi abbiamo dato attuazione a quel mandato popolare aprendo una nuova stagione autonomista, resa ancora più necessaria dalle spinte centraliste che spirano anche in Europa, come purtroppo abbiamo visto a proposito della gestione dei fondi coesione».

Tra le novità previste dall’intesa sulla Protezione civile c’è la possibilità per il presidente della Regione di emanare ordinanze in deroga alle norme statali in caso di emergenze locali. Le deroghe potranno avere una durata massima di due anni e puntano a garantire una risposta più rapida agli eventi calamitosi. È inoltre prevista la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato anche per le emergenze di carattere regionale.

Per gli eventi di rilievo nazionale, il ruolo di commissario delegato potrà essere affidato al presidente della Regione, o a un suo delegato, d’intesa con la Protezione civile. Alla Lombardia viene inoltre riconosciuta maggiore autonomia nel reclutamento urgente del personale e nella definizione delle regole sulla formazione degli operatori.

Sul fronte delle professioni, la Regione potrà valorizzare e disciplinare le attività caratterizzate da una particolare connessione con il territorio. Tra gli esempi indicati c’è la possibilità di intervenire sulla disciplina dell’eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Dal perimetro delle nuove competenze restano escluse le professioni sanitarie e quelle ordinistiche.

L’intesa sulla previdenza complementare e integrativa attribuisce alla Lombardia la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del Servizio sanitario regionale. La Regione potrà quindi promuovere fondi pensione su base regionale attraverso specifiche convenzioni. Tra i primi ambiti di applicazione ci sarà la valorizzazione del fondo pensione dei dipendenti regionali e locali.

Nel settore della tutela della salute e del coordinamento finanziario, la Regione potrà contare su una gestione più flessibile delle risorse. La Lombardia potrà fissare tariffe di rimborso sanitario differenti da quelle nazionali, coprendo l’eventuale differenza con risorse proprie.

È prevista inoltre piena autonomia nella gestione dei fondi statali destinati agli investimenti nel patrimonio edilizio e tecnologico sanitario, insieme alla possibilità di istituire e gestire fondi sanitari integrativi regionali, nel rispetto della garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

La Regione potrà anche destinare risorse aggiuntive alle assunzioni straordinarie di personale sanitario e al pagamento di prestazioni aggiuntive. Infine, i risparmi ottenuti attraverso l’efficientamento dei fondi vincolati potranno essere riallocati in altri ambiti della sanità.

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