La rete ferroviaria che avvicina l’Italia viaggia a tutte le velocità

17 Settembre 2026 - 06:40
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La rete ferroviaria che avvicina l’Italia viaggia a tutte le velocità

In Italia un orario ferroviario può decidere quanto lontano da casa si cerca lavoro. Succede nelle città circondate da una provincia popolosa, dove ogni mattina migliaia di persone raggiungono la stazione per andare in ufficio o all’università. Succede anche tra centri più distanti: l’Alta Velocità permette di partire da Milano per una riunione a Firenze o a Roma e rientrare in giornata. Il tempo trascorso in viaggio entra nelle scelte delle persone, a volte fino a influenzare il luogo in cui abitare.

È su queste abitudini che interviene il rinnovo dei treni del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Gran parte dell’investimento riguarda i regionali, i convogli sui quali si svolge il pendolarismo quotidiano di milioni di italiani. Sulle distanze maggiori, l’arrivo dei nuovi Frecciarossa accompagna l’estensione dei servizi, mentre gli Intercity raggiungono anche città fuori dalle principali direttrici veloci. Mezzi diversi, destinati spesso agli stessi passeggeri, che nel corso di un viaggio passano da una linea all’altra.

Nel Mezzogiorno, il rinnovamento della rete ha già prodotto un effetto concreto. Dal primo luglio, grazie all’attivazione della Variante Cancello sulla nuova linea ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli–Bari, un Frecciarossa collega direttamente Lecce e Napoli, utilizzando anche tratti della rete già in esercizio. Il viaggio dura circa cinque ore da Lecce e tre ore e mezza da Bari. Il treno ferma a Brindisi, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Benevento e Napoli Afragola, in entrambe le direzioni. Per il resto d’Italia sono solo fermate indistinte, ma per chi si sposta tra Puglia e Campania significa viaggiare senza cambi; per chi prosegue verso Roma o più a nord, raggiungere direttamente il nodo napoletano. L’attivazione della Variante Cancello ha così permesso di estendere fino al Salento i benefici del potenziamento della Napoli–Bari, senza attendere il completamento dell’intera linea.

Con oltre seimila corse al giorno e più di quattrocento milioni di passeggeri l’anno, il Regionale di Trenitalia è al centro del programma di rinnovo più ampio. Una parte consistente di questi viaggi si ripete lungo lo stesso percorso, negli stessi orari: chi prende il treno ogni mattina sta già notando il cambiamento. Il programma vale complessivamente sette miliardi di euro e prevede 1.081 treni di nuova generazione entro il 2027. Ne circolano già 1.009: al Nord ne sono stati destinati 369, al Centro 359, mentre altri 281 sono andati al Sud e alle Isole. Le consegne avvengono nell’ambito dei Contratti di Servizio con le Regioni e le Province autonome, che commissionano il trasporto a Trenitalia.

Dall’inizio del 2025 a questo agosto sono arrivati 139 convogli. L’anno scorso le consegne erano state 108, per un investimento di un miliardo di euro. Nei primi otto mesi di quest’anno si sono aggiunti 31 treni, cui corrispondono 370 milioni: circa 1,37 miliardi nel periodo, compresi nel programma complessivo di rinnovo.

Un treno nuovo serve anche a chi deve raggiungere una destinazione lontana dalla stazione, purché trovi un mezzo per completare il percorso. Su questa esigenza sono costruiti gli oltre 150 Link del Regionale, che collegano il treno ad autobus, navi e altri mezzi per raggiungere aeroporti, porti, località turistiche e comuni privi di una stazione ferroviaria. Il dettaglio non è secondario: per chi deve raggiungere una località lontana dalla ferrovia, poter proseguire oltre la stazione può fare la differenza nella scelta del treno.

Sulle distanze maggiori, gli Intercity servono anche territori fuori dalle direttrici ad Alta Velocità. Al loro rinnovo sono stati destinati 525 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per 38 treni. Ai sette convogli ibridi già in esercizio si sono aggiunti tredici nuovi mezzi a trazione ibrida, elettrica, diesel e a batteria, prodotti da Hitachi Rail. Lo stesso costruttore ha realizzato i sei treni a batteria compresi nel programma, mentre Alstom ha fornito dodici elettrotreni capaci di raggiungere i duecento chilometri orari.

L’arrivo dei convogli permette di rinnovare il servizio, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e migliorare l’affidabilità dei collegamenti. Per il rinnovo della flotta Frecciarossa, Trenitalia investirà circa due miliardi di euro entro il 2031, con un programma che prevede l’introduzione di 74 nuovi treni. Nove sono già in servizio. L’investimento rientra nel Piano Strategico 2025–2029 del Gruppo FS e nel relativo aggiornamento. E i nuovi Frecciarossa sono progettati con un tasso di riciclabilità superiore al 97 per cento. Alla fine della loro vita utile, gran parte dei materiali potrà quindi essere riciclata.

È anche per accompagnare questa crescita che il marchio ha iniziato a cambiare volto. La nuova identità visiva comparirà gradualmente su tutta la flotta e negli spazi e supporti di Trenitalia. Il simbolo riprende la freccia della livrea e la trasforma in una “F” inclinata di 45 gradi, ispirata al profilo aerodinamico dei convogli. Attorno a quella lettera l’azienda ha raccolto cinque parole. Future richiama l’innovazione e la mobilità dei prossimi anni; Forward lo slancio verso nuovi traguardi; Fast la velocità dell’Alta Velocità; First l’eccellenza e la qualità del servizio. For All completa il messaggio con l’idea di una mobilità accessibile e inclusiva, pensata per collegare più persone e più territori.

Per chi parte da una città di provincia, il viaggio può cominciare su un regionale, proseguire su un Intercity e arrivare infine a un Frecciarossa. È lo stesso passeggero che ogni mattina usa il treno per andare al lavoro e che, in un’altra occasione, può raggiungere una città lontana o partire verso l’estero. Il rinnovo dei convogli, i collegamenti senza cambi e i servizi Link rendono questo percorso più semplice: accorciano i tempi e portano la ferrovia più vicino alla destinazione.

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