Un attacco a una base aerea in Arabia Saudita ha danneggiato un Eurofighter italiano

18 Settembre 2026 - 12:30
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Un attacco a una base aerea in Arabia Saudita ha danneggiato un Eurofighter italiano

Un Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica Militare italiana è stato colpito e danneggiato nella notte durante una serie di attacchi contro la base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve. Il caccia si trovava a terra, all’interno della base e in un’area decentrata. Non risultano militari italiani coinvolti. A dare notizia dell’episodio è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha riferito di avere seguito durante la notte l’evoluzione della situazione insieme al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano.

Secondo il ministro, oltre al velivolo F-2000 non sono stati registrati altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano. Crosetto ha chiesto ai vertici militari un’ulteriore valutazione sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del contingente e sulle possibili opzioni operative, precisando che erano già state adottate misure di sicurezza per la tutela del personale.

L’attacco in Arabia Saudita arriva a poche ore da un altro episodio che ha coinvolto gli Eurofighter italiani. Nel tardo pomeriggio di giovedì, due jet militari russi hanno violato lo spazio aereo della Lituania provocando il decollo immediato di due Eurofighter dell’Aeronautica Militare italiana schierati nel paese per la missione di difesa aerea della Nato. L’episodio è avvenuto mentre a Oslo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni invitava i paesi europei a non reagire alle iniziative russe in modo da alimentare un’ulteriore escalation.

I due caccia italiani fanno parte della Task Force Air Baltic Thunder III e sono decollati dalla base di Šiauliai in modalità scramble, la procedura che prevede la partenza nel minor tempo possibile in risposta a un allarme. L’operazione è stata coordinata dal Combined Air Operations Centre della Nato di Uedem, in Germania, responsabile della sorveglianza di una parte dello spazio aereo dell’Alleanza. Secondo quanto riferito da Adnkronos e ripreso da altre testate, i velivoli russi sono stati accompagnati fuori dallo spazio aereo della Nato.

L’intervento rientra nelle attività di difesa aerea condotte dalla Nato sul suo fianco orientale. I paesi baltici non dispongono di proprie forze da combattimento aereo sufficienti a garantire autonomamente questo tipo di sorveglianza e gli alleati si alternano nelle missioni operative nella regione. In questa fase gli Eurofighter italiani sono schierati proprio a Šiauliai.

I velivoli italiani erano già intervenuti nella notte tra il 14 e il 15 settembre, quando gli Eurofighter erano stati fatti decollare dopo l’ingresso nello spazio aereo lituano di un drone proveniente dalla Bielorussia. Il velivolo senza pilota era stato abbattuto e, secondo il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, tra i rottami era stato trovato anche un ordigno esplosivo.

La violazione dello spazio aereo lituano è avvenuta mentre Meloni era in visita ufficiale in Norvegia per un incontro con il primo ministro Jonas Gahr Støre. Parlando prima che fosse resa nota l’incursione, la presidente del Consiglio aveva fatto riferimento al recente aumento di quelle che ha definito provocazioni russe. Secondo Meloni, Putin starebbe cercando «un’escalation con l’Europa» per «spostare l’attenzione» dalla situazione della guerra in Ucraina. È una valutazione politica espressa dalla premier italiana, non una conclusione condivisa formalmente dalla Nato. Meloni ha sostenuto che la risposta europea dovrebbe evitare di favorire questo scenario. «Penso che non bisogna rispondere a queste provocazioni, penso che rispondere a queste provocazioni sarebbe più nell’interesse di Mosca che non dell’Europa», ha detto durante le dichiarazioni con Støre.

Alla cautela sulla gestione degli incidenti con Mosca, Meloni ha affiancato la richiesta di una maggiore unità politica europea sull’Ucraina. La presidente del Consiglio è tornata sulla proposta di nominare un unico inviato che possa rappresentare la posizione europea nei negoziati e nei contatti diplomatici sulla guerra, coinvolgendo anche paesi europei che non fanno parte dell’Unione, come Norvegia e Regno Unito. Secondo Meloni, «avere un unico interlocutore sarebbe un elemento che darebbe forza all’Unione europea».

Italia e Norvegia hanno inoltre ribadito il sostegno all’Ucraina e alla ricerca di una soluzione negoziale che, nelle parole di Meloni, sia «giusta e duratura». La visita a Oslo è servita anche a discutere della cooperazione bilaterale su energia, difesa, industria, cantieristica navale, materie prime critiche e sicurezza.

Nelle stesse ore dell’incursione dei jet russi, la Polonia aveva aumentato il livello di allerta dopo avere individuato un drone russo diretto verso il proprio confine. Varsavia aveva fatto decollare i caccia e attivato la difesa antiaerea, mentre gli aeroporti di Lublino e Rzeszów avevano sospeso brevemente le operazioni. Il drone non è entrato nello spazio aereo polacco e le misure straordinarie sono state revocate circa un’ora dopo.

Parlando al parlamento, Donald Tusk ha detto che, secondo le valutazioni dell’intelligence, la Russia starebbe prevedendo azioni ibride con droni e missili contro alcuni paesi europei che sostengono l’Ucraina. Il premier polacco ha parlato di un rischio che coinvolge in particolare gli stati orientali dell’Alleanza e che, secondo la valutazione presentata da Varsavia, avrebbe anche lo scopo di metterne alla prova la coesione.

In Lituania le autorità hanno intanto predisposto piani di emergenza per l’eventualità di una grave crisi militare. Secondo quanto riferito dalla radio polacca, uno dei percorsi previsti per l’evacuazione degli abitanti di Vilnius conduce verso la Polonia, mentre altri si dirigono verso il nord e l’ovest del paese. Il piano prevede che gli spostamenti avvengano prima di un pericolo immediato: durante eventuali bombardamenti, le indicazioni sarebbero invece di utilizzare i rifugi e le aree protette.

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