La Russia si dà una nuova giustificazione legale per invadere altri territori

Maggio 14, 2026 - 07:32
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La Russia si dà una nuova giustificazione legale per invadere altri territori

La Duma russa ha approvato una legge che amplia ulteriormente i poteri del Cremlino nell’utilizzo delle forze armate fuori dai confini nazionali. Il provvedimento, che ora attende soltanto la firma di Vladimir Putin, autorizza formalmente l’autocrate russo a ordinare operazioni militari all’estero per «proteggere cittadini russi» coinvolti in arresti, processi o procedimenti giudiziari avviati da Stati stranieri, tribunali internazionali o organizzazioni di cui Mosca non fa parte.

La legge è passata con 381 voti favorevoli alla Duma, senza voti contrari né astensioni. Secondo il presidente della camera bassa russa, Vyacheslav Volodin, «la giustizia occidentale si è trasformata in una macchina repressiva contro chi non si allinea alle decisioni imposte dai funzionari europei». Per questo, ha sostenuto, «è importante fare tutto il possibile per proteggere i nostri cittadini all’estero».

Il testo rappresenta un ulteriore tassello nella progressiva normalizzazione dell’espansionismo militare russo. Mosca aveva già giustificato l’invasione dell’Ucraina nel 2022 inventando la storia di dover proteggere le popolazioni russofone del Donbas e i «connazionali» discriminati da Kyjiv. Ora quella logica viene trasformata in una cornice giuridica permanente, applicabile potenzialmente ovunque.

Da Kyjiv la reazione è stata durissima. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhii Tykhyi, ha definito il provvedimento «illegalità aggressiva», accusando Putin di «ammettere apertamente che l’aggressione è diventata la norma della politica statale russa».

La nuova legge arriva in un momento particolarmente delicato per la sicurezza europea. Negli ultimi mesi diverse agenzie di intelligence occidentali hanno descritto la Russia come una minaccia diretta alla Nato, mentre nei Paesi baltici cresce la preoccupazione per possibili provocazioni o operazioni ibride contro il fianco orientale dell’Alleanza.

Secondo Politico Europe, all’interno delle istituzioni europee esiste il timore che il Cremlino possa considerare i prossimi uno o due anni come una finestra favorevole per testare la tenuta della Nato, soprattutto finché Donald Trump resterà alla Casa Bianca e l’Europa non rafforzerà significativamente le proprie capacità militari.

Alcuni analisti, però, invitano a distinguere tra il valore pratico e quello politico del provvedimento. Più che creare un meccanismo realmente operativo, la legge avrebbe soprattutto una funzione intimidatoria e simbolica. L’obiettivo sarebbe scoraggiare eventuali arresti di funzionari russi ricercati da organismi internazionali, come la commissaria russa per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova, colpita da un mandato della Corte penale internazionale per la deportazione di bambini ucraini.

In ogni caso, il messaggio politico è chiaro: il Cremlino vuole dotarsi di una giustificazione legale permanente per intervenire militarmente oltre i propri confini, trasformando la protezione dei cittadini russi in una possibile leva geopolitica globale.

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