Le rinnovabili sono ferme. Perché? La risposta nella nuova puntata del podcast di Greenreport

14 Settembre 2026 - 12:35
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Le rinnovabili sono ferme. Perché? La risposta nella nuova puntata del podcast di Greenreport

«Tra i tanti temi che l’agenda ci propone questa settimana ho scelto di parlare di un numero, anzi di un valore 13 GW. È il totale dei progetti per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile fermi in un cassetto. A Palazzo Chigi». Apre così Maurizio Izzo la nuova puntata del podcast “La Settimana di Greenreport”. Il direttore responsabile del nostro giornale cita tra l’altro questa frase: «Gli ultimi due anni hanno rappresentato una fase particolarmente complessa per il settore delle rinnovabili»: potremmo averla detta noi, ma invece l’affermazione viene da Confindustria, esattamente da Andrea Crtistini presidente di Anie rinnovabili, che chiede di affrontare e superare il nodo degli iter autorizzativi, che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo degli investimenti. L’ostacolo ora pesa per la bellezza di 13 GW, perché a tanto ammonta la produzione di energia rinnovabile che sarebbe possibile se in questi due anni il governo avesse dato un’accelerata alle autorizzazioni. Per capire quanto pesa tutto ciò basta considerare che gli impianti non realizzati valgono in termini di GW il doppio di quelli messi a terra nel corso dell’ultimo anno.

«Ma possiamo permetterci tutta questa distrazione?», è la domanda che mette sul piatto Izzo nel seguito del podcast.  Nel nostro Paese la bolletta energetica pagata all’estero per l’import di combustibili fossili vale tra circa 50 e 100 miliardi di euro l’anno, mentre contestualmente paghiamo l’elettricità più cara d’Europa: ogni tensione sul mercato del gas – come quella in corso a causa della guerra in Medio Oriente – si trasferisce in bolletta, perché il prezzo all'ingrosso è determinato da questo combustibile fossile per oltre il 70% delle ore dell'anno.

Eolico e fotovoltaico, invece, continuano a produrre elettricità a una frazione del costo rispetto a quello complessivo all’ingrosso. Allora perché la bolletta non cala? Perché al contrario di quanto accade in Spagna, gli impianti sono ancora troppo pochi,

Tra l’altro prosegue Izzo nella selezione delle principali notizie della settimana, c’è un riscaldamento che dovrebbe preoccuparci più di tutti gli altri: quello degli Oceani. Lo spiega Erasmo D’Angelis nell’articolo che trovate on line: parla degli oceani come di una gigantesca caldaia del pianeta, il più vasto calorifero del globo, il mega-pentolone che contiene quasi tutta l’acqua presente sul globo terrestre. Cosa può significare lo stiamo già vedendo.

Notizia successiva segnalata dal nostro direttore responsabile: «L’avrete già sentito dire e forse vi è venuto anche a noia, ma lo scorso mese di agosto è stato il più caldo mai registrato a livello mondiale. “La crisi climatica sta portando il Pianeta e suoi abitanti verso territori nuovi e potenzialmente molto pericolosi”, è il commento di Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del Wwf Italia che coglie, secondo me, il punto. Non sappiamo esattamente a cosa stiamo andando incontro».

Ultima segnalazione per questa settimana: a Montale, in Toscana, dove c’è un inceneritore, si è discusso del suo potenziale ampliamento. L’iniziativa è stata di un parroco che ha chiamato, in chiesa davanti all’altare e tra le panche a discuterne Chicco Testa e Rossano Ercolini, uno pro e uno contro. Conclude Izzo: «Andrea Sbandati ci racconta una serata per certi aspetti memorabile. Sulla qualità del dibattito c’è ancora molto da lavorare. Ma il racconto merita la vostra attenzione».

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