Libri di testo gratuiti nella scuola dell’obbligo: la petizione contro il conto che pesa sulle famiglie

21 Settembre 2026 - 15:40
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lentepubblica.it

.C’è una domanda che torna ogni settembre insieme all’inizio delle lezioni: se la scuola è obbligatoria fino a 16 anni, perché una parte rilevante degli strumenti necessari per frequentarla resta a carico delle famiglie?

È da questa considerazione che nasce la richiesta dell’Associazione Italiana Genitori, AGe, che ha promosso una petizione per introdurre libri di testo gratuiti durante gli anni dell’obbligo scolastico e rendere poi detraibile la spesa negli anni successivi. La raccolta ha superato le 54.600 firme verificate.

Quanto costa davvero la scuola a una famiglia con due figli

Nel 2026 l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima una spesa media di 673,60 euro per il corredo scolastico di ciascun alunno, considerando anche i ricambi necessari durante l’anno. A questa cifra si aggiungono, per gli studenti della secondaria, 545,66 euro medi per libri obbligatori e due dizionari.

Per una famiglia con due figli il totale teorico arriva così a circa 2.438 euro l’anno tra libri e materiale, di cui poco più di 1.090 euro per i soli testi. E nei passaggi di ciclo la spesa cresce ancora. Per una prima media infatti Federconsumatori stima 561,61 euro per libri e due dizionari. Mentre per il primo anno delle superiori si arriva a 805,15 euro con quattro dizionari. Un nucleo con un figlio in prima media e uno al primo anno delle superiori può quindi avvicinarsi a 2.714 euro complessivi.

Il dato pesa ancora di più se letto insieme alla situazione economica del Paese. Secondo Istat, nel 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie, pari all’8,4% del totale, vivevano in povertà assoluta. Tra i minori l’incidenza era del 13,8%, circa 1,28 milioni di bambini e ragazzi.

Non si tratta quindi soltanto del tradizionale “caro scuola”, ma di una spesa che può incidere in maniera profondamente diversa a seconda del reddito familiare e del numero di figli.

Il tema dei costi della scuola, del resto, non riguarda soltanto libri e materiale: anche la digitalizzazione può tradursi in nuove spese per gli istituti, come mostra il caso delle scuole che rischiano di restare senza internet alla scadenza dei finanziamenti.

Libri usati: un mercato importante, ma non sempre utilizzabile

Per contenere i costi molte famiglie si rivolgono all’usato. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’indagine sull’editoria scolastica conclusa nel gennaio 2026, stima che il mercato dei libri nuovi valga circa 800 milioni di euro l’anno, mentre quello dell’usato raggiunge circa 150 milioni. Federconsumatori calcola inoltre che acquistando testi di seconda mano si possa risparmiare oltre il 29%.

Il problema è che per comprare o riutilizzare un libro usato deve essere ancora valida la stessa edizione. Non è corretto affermare che tutte le scuole cambino ogni anno i propri testi. Tuttavia l’Antitrust ha documentato un ricambio significativo: novità editoriali e nuove edizioni rappresentano mediamente circa il 10% dei cataloghi ogni anno. Nell’arco di tre anni la variazione complessiva dei libri disponibili sul mercato sfiora il 25%, mentre in cinque anni supera il 40%.

L’effetto è facilmente comprensibile. Un volume acquistato per il primo figlio può non essere più quello adottato quando, pochi anni dopo, un fratello o una sorella frequenta la stessa classe.

Da qui nasce anche una delle critiche più frequenti delle famiglie: quanto cambiano davvero le nuove edizioni? L’AGCM ha evidenziato l’esigenza di una maggiore trasparenza sulle differenze tra un’edizione e la successiva. E ha richiamato la possibilità di adottare soluzioni più modulari, nelle quali aggiornamenti, esercizi e integrazioni possano essere sostituiti senza rendere necessariamente inutilizzabile tutto il volume precedente.

La questione non consiste quindi nel negare la necessità di aggiornare i manuali, soprattutto nelle discipline in rapida evoluzione, ma nel chiedersi se sia sempre necessario sostituire l’intero libro quando a cambiare è soltanto una parte dei contenuti.

Libri di testo gratuiti: cosa chiedono i genitori

È su questo terreno che si inserisce la petizione dell’AGe. La gratuità, del resto, non sarebbe una novità assoluta per il sistema italiano. Il Testo unico sull’istruzione infatti stabilisce già che agli alunni della scuola primaria i libri siano forniti gratuitamente dai Comuni.

Per le scuole successive esistono invece contributi, voucher e forme di comodato rivolti soprattutto alle famiglie con determinati requisiti economici, ma manca una gratuità generalizzata per tutta la fascia dell’obbligo.

La richiesta dei genitori è proprio quella di estendere i libri di testo gratuiti fino ai 16 anni. Non si tratta, è bene precisarlo, di una legge approvata né di un disegno di legge già in discussione. È di fatto una petizione che pone una questione politica e sociale molto concreta.

Il ragionamento alla base è semplice: se la frequenza scolastica è obbligatoria e il libro rimane uno degli strumenti principali della didattica, perché il suo acquisto deve gravare interamente sulla famiglia?

Qui il testo della petizione.

Libri di testo gratuiti: come fanno all’estero

Anche all’estero esistono modelli differenti. In Francia, per esempio, il Ministero dell’Istruzione stabilisce che i manuali siano gratuiti fino alla troisième, cioè fino alla conclusione del collège.

Negli Stati Uniti non esiste invece una regola nazionale unica, perché il sistema scolastico è fortemente decentralizzato. In California ogni studente delle scuole pubbliche deve poter disporre dei materiali didattici necessari sia in classe sia a casa. Nel Los Angeles Unified School District i libri vengono assegnati agli studenti, restano patrimonio della scuola e devono essere restituiti alla fine del semestre o dell’anno scolastico.

Sono sistemi diversi, ma mostrano che l’acquisto individuale non rappresenta l’unica soluzione possibile.

Con costi che per due figli possono superare i duemila euro l’anno, oltre due milioni di famiglie in povertà assoluta e un mercato dell’usato che viene progressivamente limitato dal ricambio delle edizioni, la domanda posta dalla petizione resta quindi aperta: se andare a scuola è obbligatorio, fino a che punto può restare a carico delle famiglie il costo degli strumenti necessari per frequentarla?

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