L’indagine sui due militari che hanno aderito al partito di Vannacci

La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sulla presenza di militari in servizio nella struttura organizzativa di Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci. Le verifiche riguardano alcuni appartenenti alle Forze Armate che avrebbero aderito al partito o partecipato alle sue attività, per capire se il loro coinvolgimento politico possa avere rilievo per la giustizia militare. La Procura ha spiegato di avere disposto «accertamenti preliminari tesi a chiarire in quale contesto debbano essere inquadrati i fatti e a verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di interesse di questo Ufficio». Ha inoltre precisato che «la genericità di quanto evidenziato non consente – allo stato – di procedere a formali iscrizioni nel registro di cui all’art. 335 cpp». In concreto, significa che al momento non ci sono indagati e non è stata aperta un’indagine penale militare contro Vannacci.
La precisazione è arrivata dopo che alcune ricostruzioni giornalistiche avevano collegato gli accertamenti alla presunta ricostituzione del partito fascista e a una possibile violazione della legge Scelba. La Procura ha chiarito che questa ipotesi non compare nell’esposto ricevuto dal Sindacato dei Militari e non è oggetto delle verifiche in corso.
L’iniziativa della magistratura militare nasce da un esposto del Sindacato dei Militari sulla posizione di alcuni appartenenti alle Forze Armate collegati a Futuro Nazionale. Secondo quanto riportato nei materiali diffusi dal sindacato, vengono segnalati possibili problemi legati all’assunzione di incarichi politici da parte di militari in servizio, all’uso della qualifica o del grado in attività di propaganda e alla compatibilità di alcune attività organizzative con i vincoli previsti dall’ordinamento militare.
Nell’esposto sarebbero indicati almeno due militari. Ai magistrati viene chiesto di verificare se la loro partecipazione alle attività di Futuro Nazionale, anche in relazione a incarichi sindacali, possa entrare in contrasto con gli obblighi di neutralità e fedeltà istituzionale connessi allo status militare. La richiesta riguarda anche l’eventuale presenza di altri appartenenti alle Forze Armate nella struttura del partito.
Tra le persone citate c’è Luigi Avveduto, sottufficiale e segretario del sindacato Sim Carabinieri, che ha detto di aderire a Futuro Nazionale ma di non avere incarichi nel partito. Avveduto, che è anche consigliere del VII municipio di Roma, ha sostenuto di avere sempre cercato di mantenere separati i diversi ruoli. Un’altra posizione riportata nei materiali è quella di Antonsergio Belfiori, ufficiale dell’Aeronautica e segretario nazionale di un sindacato militare. Belfiori ha sostenuto che la costituzione di un comitato di Futuro Nazionale sarebbe stata un’iniziativa personale e che non corrisponderebbe a un incarico direttivo o esecutivo nel partito. Ha inoltre affermato di avere agito a titolo privato, senza utilizzare l’uniforme né contesti militari.
Una parte dell’esposto riguarda anche il documento programmatico di Futuro Nazionale. Il Sindacato dei Militari sostiene che alcune delle proposte contenute nel testo, comprese quelle sulla remigrazione e sull’impiego delle Forze Armate, debbano essere valutate rispetto ai principi di neutralità, uguaglianza e fedeltà alla Repubblica cui sono sottoposti i militari in servizio. Al momento la Procura militare non ha stabilito che queste condotte costituiscano un reato.
Separata dagli accertamenti della magistratura militare è la vicenda di un altro esposto indirizzato alla Procura ordinaria di Roma. Secondo le ricostruzioni contenute nei materiali disponibili, questo secondo atto contiene invece contestazioni relative alla possibile ricostituzione del partito fascista e alla legge Scelba, oltre ad altre ipotesi che riguarderebbero Futuro Nazionale e alcuni suoi dirigenti. È quindi su questo piano, e non nell’esposto alla Procura militare, che compare la questione della possibile violazione della normativa contro la riorganizzazione del disciolto partito fascista.
Questa sovrapposizione tra due iniziative distinte ha contribuito alla confusione delle prime ore. Da una parte ci sono le verifiche della Procura militare sulla posizione di militari in servizio legati a Futuro Nazionale. Dall’altra c’è un esposto destinato alla magistratura ordinaria, con contenuti e ipotesi differenti. La Procura militare ha contestato esplicitamente le ricostruzioni che attribuivano al suo ufficio una indagine su Vannacci per ricostituzione del partito fascista.
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