Metro 2039: uno “straniero” in terra straniera

12 Giugno 2026 - 13:24
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Metro 2039: uno “straniero” in terra straniera

Metro 2039 Il nuovo capitolo della serie è pronto a fare il suo debutto

È difficile parlare di Metro 2039 senza considerare tutto quello che è accaduto, e sta accadendo, in Ucraina da, ormai, più di quattro anni. Era il 24 febbraio 2022 quando l'invasione russa è iniziata ufficialmente, creando, così, un solco incolmabile nella storia di un Paese, di un popolo. E, forse, di tutti e due. Perché, e non lo scopriamo certamente oggi, la guerra dilania tutti e ogni cosa, senza distinzioni. La guerra non fa sconti e, spesso, l'unico modo per sfuggirle, per chi non ha potere, per i deboli e gli indifesi, è quello di viaggiare con la mente. Rifugiarsi in un "luogo sicuro", un palazzo mentale in cui, magari, gli orrori, la paura e il tormento hanno un sapore diverso. Questo è un po' quello che è accaduto con Metro 2039 e al suo team, i ragazzi di 4A Games. Lo studio di sviluppo, fondato a Kyiev nel lontano 2005, ha combattuto e sta combattendo la propria guerra, completamente e impensabilmente paragonabile a quella "vera" ma con un peso capitale nell'economia di tutto il loro percorso creativo. Metro 2039, a differenza degli altri capitoli, è un progetto "nuovo", che non affonda le sue radici nella fiorente abilità letteraria di Dmitry Glukhovsky, l'autore dei romanzi su cui, poi, si sono basati i capitoli precedenti della serie. Il nuovo progetto, invece, è un glossario, un manuale, che racconta, con una visione creativa tutta nuova, l'orrore di una guerra attuale, di un pericolo infinito, di un Paese in rovina. [caption id="attachment_1126169" align="aligncenter" width="1200"]Metro 2039 Lo spettro della distruzione Lo spettro della distruzione[/caption]

Metro 2039: il volto della guerra secondo 4A Games

Prima di proseguire, è fondamentale ribadire che Dmitry Glukhovsky ha collaborato e sta collaborando attivamente al progetto. Pur non basandosi su uno dei romanzi dell'autore, Metro 2039 è stato comunque scritto e strutturato con la collaborazione dell'autore, garantendo così una continuità narrativa importante, specialmente per un prodotto del genere. L'importanza della consulenza attiva dell'autore è capitale, soprattutto tendendo a mente la profondità narrativa, storica e sociale, nonché geopolitica, che ruota intorno a tutta la serie. Metro non è mai stato un "semplice" racconto post apocalittico a tinte horror, bensì, molto di più. L'impronta data alla serie è sempre stata molto chiara, molto precisa, ragion per cui trovo che sia fondamentale il coinvolgimento dell'autore. Lo è, al di là della direzione intrapresa, perché di anni, rispetto a Exodus, che aveva di fatto concluso la trilogia, ne sono passati parecchi. Nel frattempo, il mondo è cambiato, e anche il settore videoludico, con annessi scossoni in termini di gusti e gradimento generale del pubblico, ha iniziato ad esplorare vette completamente differenti. Per questo motivo, la presenza di Glukhovsky mi rassicura non poco. Del resto, la serie Metro, così come la controparte cartacea, ha basato il proprio successo anche e soprattutto sull'estensione di un mondo, di un background narrativo e strutturale semplice, ma allo stesso tempo sontuoso, coerente. Forte, senza paura, senza freni. [caption id="attachment_1126170" align="aligncenter" width="1200"]Metro 2039 Il potere delle parole Il potere delle parole[/caption]

Un'impronta politica audace

Il futuro in cui Metro 2039 guida il giocatore, è un futuro tutt'altro che roseo e fiabesco. Collocato diversi anni dopo la conclusione di Metro Exodus, il nuovo capitolo della serie, come al solito distribuito da Deep Silver, da sempre legatissima al progetto, è pronto a rilanciarsi nel mischione delle tantissime uscite videoludiche di un mese di febbraio 2027 spaventosamente abbondante, con prepotenza. Senza timori. Pur non avendo ancora un piano preciso che ci spieghi quanto, effettivamente, il nuovo capitolo risulti collegato a quelli precedenti, è già evidente che, in generale, l'impronta tematica rimane profondamente radicata nel passato della serie. Di pari passo col declino "fisiologico" di un mondo sempre più martoriato da un vortice senza fine di morte e distruzione, che hanno iniziato a corrodere ogni cosa, compreso l'animo umano, Metro 2039 vuole trascinare il giocatore, se possibile, in un mondo ancora più oscuro e spietato. La "nuova" civiltà, la cui dignità e umanità è sempre più appesa a un filo, è imbrigliata in una ragnatela politica, dittatoriale, dalla quale sembra impossibile sfuggire. In un contesto in cui il peso dell'umanità inizia a vacillare senza sosta, un regime autoritario e fascista, il Novoreich, ha preso il potere, erodendo i valori umani. Come dicevo in apertura, la grande missione di 4A Games è quella di provare a trasmettere l'orrore della guerra, quella vera, con toni diversi, romanzando ed edulcorando, al fine anche di raggiungere un'ideologia di gioco chiara, quegli aspetti più truci, ma anche più malleabili. E non c'è modo migliore, e l'abbiamo visto più volte, della componente horror, che riesce sempre a rappresentare nel migliore dei modi, con dinamiche più semplici da assimilare, quello che è il vero volto del male, che spesso non ha né tanti denti né tante braccia, ma solo un ego talmente smisurato da superare in dimensioni e ferocia qualsiasi creatura della notte. [caption id="attachment_1126171" align="aligncenter" width="1200"]Metro 2039 La fine è soltanto l’inizio La fine è soltanto l'inizio[/caption]

Uno straniero in terra straniera

Da qui, viene fuori il peso e il valore del protagonista della storia. Salvo scossoni e sorprese dell'ultima ora, in Metro 2039 non vestiremo più i panni di Artyom, con mio sommo dispiacere, ma credo che, alla fine, potrebbe trattarsi di una scelta comprensibile. In questa nuova avventura, dispersi tra le macerie, braccati dal freddo e da un mondo in cui i pericoli hanno forme diverse e tutti fanno paura più o meno allo stesso modo, il giocatore è chiamato a prendere il comando dello "Straniero". Questa figura, sembrerebbe avere un legame piuttosto profondo con tutto ciò che avviene all'interno della Metropolitana e delle sue stazioni, che rimangono, seppur con un'estensione, se vogliamo, differente, il cuore pulsante dell'esperienza di gioco. Lo Straniero, però, così come Artyom, non è il solito protagonista che vive la vita a "pistole spianate", con la battuta facile e, perché no, un sigaro in bocca. Stando alle poche informazioni in nostro possesso, lo Straniero sembra essere il simbolo, il tramite perfetto per veicolare il messaggio di morte, dolore, oppressione e, perché no, impotenza. Il nuovo protagonista, cosa che, poi, ludicamente mette in moto tutto il meccanismo, è flagellato da incubi, visioni, riflessi di un passato o anche di un futuro, misterioso, spaventoso, dal quale sembrerebbe essere sfuggito o da cui deve difendersi, in futuro, in modi misteriosi. Lo Straniero è afflitto dalla paura dal fardello di queste visioni, che sembrano guidarlo, senza freni e limiti, in direzione della Metropolitana, a cui pare essere intimamente e profondamente collegato, per ragioni che, onestamente, al momento non possiamo ancora prevedere. Io, in realtà, ho una mezza idea, ma ne riparliamo a tempo debito. [caption id="attachment_1126295" align="aligncenter" width="1200"]Metro 2039 Più oscuro e brutale Più oscuro e brutale[/caption]

La guerra secondo 4A Games

Detto così, è chiaro che, a livello narrativo e tematico, mi aspetto grandi cose dal titolo. Del resto, gli sviluppatori hanno già ribadito la loro volontà di raccontare e plasmare la storia contestualizzandola agli eventi correnti, a quella spaventosa guerra senza fine che ha dilaniato un Paese sull'orlo del collasso. La scelta, chiara, di dare a tutto la solito spinta horror e sovrannaturale è il punto d'incontro perfetto per rendere tutto più leggero e, soprattutto, più appassionante, soprattutto dal punto di vista ludico e pratico. Proprio parlando di gameplay, quel che si è visto finora, e non avevo molti dubbi in merito, parla di un qualcosa fortemente in linea con la tradizione della serie. Anche lo Straniero sembra essere un personaggio che si muove in maniera lenta, cadenzata, a tratti pesante, a simboleggiare l'importanza del viaggio. Mai come in questo caso, la traversata del protagonista, tra lande ghiacciate, foreste oscure, e le fredde maceria di una civiltà diventata ormai una eco sbiadita e impercettibile, assume un'importanza capitale. Il mondo di Metro 2039, infatti, è stato cucito addosso alla cruda realtà, si muove su un doppio binario scomodo ma squisitamente vero e vuole rappresentare una gigantesca fotografia di quanto il conflitto in questione stia devastando ogni cosa, sia "fisicamente" sia, e soprattutto, a livello cognitivo. Il mondo creato è una rappresentazione "dark sci-fi", per intenderci, della realtà, e il lungo viaggio intrapreso dal giocatore, nei panni dello Straniero, vuole proprio rappresentare il viaggio all'interno di una nazione e nella sua cultura e nelle sue tradizioni, schiacciate dalla morsa di un gigante senza occhi, fatto di metallo, fumo e banconote. [caption id="attachment_1126296" align="aligncenter" width="1200"]Metro 2039 Un nuovo nemico, una nuova minaccia Un nuovo nemico, una nuova minaccia[/caption]

Metro 2039: tra nuovi nemici, nuove armi e il solito, inconfondibile, stile

Sul piano del gameplay, gli sviluppatori si sono espressi in maniera molto chiara. Metro 2039 porterà avanti lo stile dei suoi predecessori, con uno stile ludico che spazia tra l'action gdr, le tinte horror e le generose derive da survival. Questo nuovo capitolo della serie, come si evince anche dalle ultime informazioni ufficiali, vuole essere narrativamente più centrale. La storia, come ho già avuto modo di dire, avrà un ruolo nettamente più centrale nell'economia del gioco, lavorando così, in maniera predominante, per provare a veicolare al meglio il messaggio dietro al progetto. Le novità, però, anche sul piano ludico, non sembrano mancare. Il nuovo trailer ha evidenziato l'arrivo di nuove armi, come lo Shatun, mostrata per la prima volta durante uno scontro, oltre a un inedito dispositivo esplosivo per l'apertura di varchi. In generale, sembra evidente la presenza di diversi nuovi oggetti utilizzabili durante gli scontri. Questi nuovi "gadget" possono aiutare  a rendere più variegato l'approccio alle missioni e, in generale, a rendere il viaggio dello Straniero più semplice e allo stesso tempo più dinamico. In Metro 2039, inoltre, faranno capolino varianti inedite di mutanti e nuovi nemici, il cui peso specifico nell'economia del progetto è ancora da valutare. Quel che è certo è che Metro 2039 offre un impianto visivo molto interessante, ma non sembrerebbe "rivoluzionario", in tal senso. Il motore di gioco, infatti, dovrebbe essere lo stesso dei precedenti capitoli, il 4A Engine, che a detta degli sviluppatori garantisce al gioco una forte predisposizione a tutte le tech che giocano sugli shader e sull'illuminazione. Ray-tracing, Path tracing e tutti questi orpelli tecnici dovrebbero fare la loro fiera comparsa, ma è davvero prematuro provare a tirare le somme su un aspetto decisamente più tecnico e, onestamente, al momento anche meno "importante" nel computo generale. https://youtu.be/MSdghdelbAw
Metro 2039 inizia a delinearsi e il suo valore autoriale inizia a diventare sempre più chiaro. 4A Games vuole raccontare una storia più oscura, più reale, più grande e ha scelto un nuovo punto di partenza per tutta la serie per realizzare questo sogno. Metro 2039 è un racconto intimo e profondo, un viaggio al centro di un mondo dilaniato dalla paura e da un giogo politico asfissiante, angosciante. Il nuovo capitolo della serie promette di toccare dinamiche più delicate, in linea con il terribile momento che la situazione politica in Ucraina, sede natale del team di sviluppo, sta vivendo da ormai più di quattro anni. Metro 2039 racconta il viaggio dello Straniero, un nuovo volto ma così familiare, il simbolo di una rinascita, che passa, però, attraverso il freddo e l'oscurità di un mondo minaccioso, ostile e tutto da scoprire.  Per fortuna, il 2027 non è, poi, così lontano. 

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