Minori e abusi, cultura della prevenzione


«Per una cultura della prevenzione» è il titolo del seminario di studio che si terrà mercoledì 14 ottobre dalle 10.30 alle 18.30, promosso dall’Università cattolica (largo Gemelli 1, Milano; Polo San Francesco) in collaborazione con il Servizio nazionale tutela minori e la Diocesi ambrosiana. Si tratta di una giornata di riflessioni, dibattiti e tavole rotonde a livello interdisciplinare a partire dall’esperienza della Chiesa cattolica italiana in merito alla tutela delle persone vulnerabili dagli abusi in contesti religiosi, educativi e sociali. L’invito è rivolto in particolare a coloro che in Italia, in Lombardia e nella Diocesi di Milano operano in tale settore, insegnanti di religione e professionisti.
Dopo i saluti istituzionali e quello di monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, intervengono Chiara Griffini (presidente Servizio nazionale), Luisa Roncari (psicologa, Consulta nazionale), don Tarcisio Bove (coordinatore del Servizio regionale), Nicoletta Pirovano (referente diocesano) e don Gianluca Marchetti (sottosegretario Cei e direttore Servizio tutela di Bergamo). Nel pomeriggio seguono alcune testimonianze e una tavola rotonda moderata da Claudia Mazzucato, associata di Diritto penale della Cattolica. Dopo il dialogo con il pubblico, le conclusioni del seminario saranno affidate a monsignor Claudio Giuliodori, assistente generale della Cattolica.
Quello della prevenzione è un aspetto fondamentale di fronte al rischio di abusi nella Chiesa. Che cosa sta facendo la Diocesi ambrosiana lo spiega la referente Nicoletta Pirovano: «Stiamo lavorando anzitutto a livello intra diocesano, negli istituti religiosi e nella formazione in itinere dei diaconi, futuri preti che opereranno sul campo».
E poi?
Stiamo rivisitando e aggiornando in tutte le sue parti il testo Formazione e prevenzione. Linee guida per la tutela dei minori (Centro ambrosiano), pubblicato nel 2019, sia per estenderlo, sia per renderlo fruibile a tutti. Oltre che con l’Équipe di cui sono referente, abbiamo lavorato molto con la Commissione diocesana per la formazione e prevenzione, presieduta da monsignor Franco Agnesi, in cui sono rappresentate varie anime. In questi due anni ci siamo dati anche un altro obiettivo: mettere a punto un progetto pilota di formazione.
Di cosa si tratta?
È un percorso rivolto alle parrocchie e ai Decanati che si sviluppa su tre incontri sul tema della prevenzione all’abuso. Si affrontano alcuni temi a partire dalla relazione educativa e affettiva per sensibilizzare sul tema dell’abuso ai minori, con un’attenzione ai fattori di rischio e agli aspetti protettivi.
Sono le parrocchie a chiamarvi?
Sì. Abbiamo organizzato una call con le parrocchie che si stavano proponendo, anche se non è facile. Perché dopo l’interesse iniziale, quando si tratta di entrare nel vivo, è un tema che spaventa. Alcuni mesi fa abbiamo presentato il progetto anche a un incontro di decani a Seveso. Inoltre abbiamo lavorato per formare i formatori a partire dai referenti di Caritas ambrosiana, Fom, Consultori e altri ancora, che un tempo appartenevano alla Cordata educativa. Ogni realtà ha indicato due persone e alla fine si è creata un’équipe di una quindicina di soggetti formati per intervenire nei vari ambiti.
Il Servizio di ascolto come sta andando? Chi vi interpella?
Arrivano spesso richieste da parte dei parroci e dei preti ai quali cerchiamo di dare risposte. Le situazioni che riportano non sono attinenti all’ambito dell’abuso, si tratta di richieste di consulenza, per esempio durante l’oratorio feriale, se notano atteggiamenti che a lungo andare potrebbero sfociare in abuso. Infine stiamo predisponendo un protocollo con FelCeaf, la Federazione lombarda dei Centri di assistenza alla famiglia, per creare canali privilegiati di scambio con i consultori. Se ci sono comunità in difficoltà nelle quali sono avvenuti episodi particolari, allertiamo anche il Consultorio della zona che può diventare un punto di riferimento per la cittadinanza.
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