Siracusa, nuovo contenzioso per il Comune: oltre 106 mila euro per l’affitto di via Brenta
Un nuovo contenzioso giudiziario tra il Comune di Siracusa e la Fin.Imm, società proprietaria del cosiddetto palazzo di vetro di via Brenta, dove hanno sede diversi uffici comunali, tra cui Urbanistica, Lavori pubblici ed Edilizia scolastica. Al centro della controversia c’è una richiesta di pagamento da 106.760,49 euro, oltre interessi e spese, avanzata dalla società a titolo di aggiornamento del canone di locazione dell’immobile di via Brenta 81.
Il Tribunale di Siracusa ha emesso il decreto ingiuntivo numero 868/2026, notificato al Comune lo scorso 21 agosto. L’amministrazione ha però deciso di contestare la pretesa economica e di proporre opposizione, sulla base di una relazione tecnica predisposta dal settore Beni demaniali e patrimoniali, aprendo così una nuova fase giudiziaria nei rapporti con la proprietà dell’edificio e nominando un avvocato esterno per difendersi.
La richiesta della Fin.Imm non riguarda il mancato pagamento ordinario dell’affitto, ma l’aggiornamento del canone di locazione ma di fatto si tratta di una storia che si trascina da anni. Non è la prima volta, infatti, che il rapporto tra Palazzo Vermexio e Fin.Imm finisce davanti ai giudici: già tra il 2018 e il 2019 la società aveva contestato alcune scelte dell’amministrazione relative al trasferimento degli uffici comunali.
In quel periodo il Comune aveva avviato un progetto di riorganizzazione delle sedi, prevedendo il trasferimento di diversi settori in un immobile di via San Sebastiano, precedentemente utilizzato dalla Questura. L’operazione avrebbe dovuto consentire una riduzione della spesa per le locazioni. Nel corso della procedura, però, era stata valutata anche la possibilità di trasferire gli uffici tecnici e quelli dell’Urbanistica, allora come oggi ospitati nel palazzo di via Brenta. La Fin.Imm aveva impugnato le deliberazioni comunali riguardanti la nuova locazione e il previsto rilascio dell’immobile di sua proprietà. La società contestava, tra l’altro, il fatto di non aver potuto partecipare alla manifestazione di interesse originaria, che riguardava uffici diversi da quelli successivamente interessati dall’ipotesi di trasferimento.
La controversia aveva già attraversato il Tar e il Consiglio di giustizia amministrativa, con una questione preliminare relativa alla giurisdizione competente. Il Tar aveva inizialmente dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, mentre il Cga aveva riconosciuto la possibilità di esaminare la vicenda anche davanti al giudice amministrativo, rinviando gli atti al primo grado.
Il futuro del palazzo di via Brenta è da anni uno dei nodi della riorganizzazione degli uffici comunali e il peso economico dell’immobile sulle casse comunali è stato più volte al centro del dibattito politico. Si parla di una cifra di almeno 430 mila euro annui che dà la misura dell’impegno economico rappresentato dalla locazione e negli anni si è parlato più volte della possibilità di lasciare il palazzo di via Brenta, trasferendo Urbanistica, Lavori pubblici e gli altri uffici tecnici in una sede alternativa.
L’obiettivo dichiarato delle diverse ipotesi di riorganizzazione era ridurre il numero degli immobili presi in affitto e contenere la spesa corrente. La razionalizzazione ha però interessato soprattutto altre sedi. È il caso degli uffici precedentemente ospitati in via Luigi De Caprio, per i quali era stato programmato il trasferimento in via San Sebastiano. Un percorso avviato già nel 2018, quando il Comune aveva individuato nell’ex sede della Questura una possibile soluzione per accorpare diversi servizi amministrativi.
Anche quella operazione ha incontrato difficoltà: verifiche tecniche successive alla stipula del contratto avevano fatto emergere discrepanze nelle superfici dichiarate e altre criticità, mettendo in discussione il trasferimento inizialmente previsto. Negli anni successivi la sede di via San Sebastiano è comunque entrata nell’organizzazione degli uffici comunali e oggi risulta operativo, tra gli altri, lo Sportello unico per le attività produttive, come conferma il sito istituzionale del Comune. Il palazzo di via Brenta, invece, è rimasto un punto di riferimento per gli uffici tecnici dell’amministrazione, nonostante le ripetute ipotesi di trasferimento.
La nuova controversia riporta dunque al centro due questioni strettamente collegate: il rapporto economico e contrattuale con la Fin.Imm e il futuro della sede di via Brenta.
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