Renzi vede le crepe nella destra e scommette sulle elezioni immediate

11 Settembre 2026 - 07:40
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Renzi vede le crepe nella destra e scommette sulle elezioni immediate

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi durante la Festa dell’estate di Casa riformista, Roma, Giovedì 16 Luglio 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Italia Viva leader Matteo Renzi during the Casa Riformista summer party, Rome, Thursday, July 16, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Matteo Renzi legge lo scontro sulle preferenze come il segnale di una maggioranza sempre più difficile da tenere insieme. In un’intervista a Repubblica, il leader di Italia Viva sostiene che Giorgia Meloni sia in difficoltà e che il passaggio parlamentare abbia mostrato le crepe della coalizione di governo. «Meloni è in difficoltà e sta perdendo anche un po’ di lucidità», dice Renzi, secondo cui la premier sarebbe stata inizialmente tentata di sostenere l’emendamento sulle preferenze presentato insieme da Pd, Movimento 5 stelle e Italia Viva, salvo poi fare marcia indietro per preservare l’unità della maggioranza.

Per Renzi, il punto politico è proprio questo: Meloni avrebbe preferito evitare una spaccatura interna piuttosto che mantenere la posizione assunta in passato sulle preferenze. «Soffre a dire di no alle preferenze, è combattuta», sostiene, ricordando in aula una dichiarazione del 2014 con cui l’allora esponente di Fratelli d’Italia chiedeva al centrosinistra di introdurle. Da qui l’accusa più ampia alla presidente del Consiglio: «Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che Meloni si rimangia tutto: la cancellazione delle accise, il blocco navale, l’abbassamento della pressione fiscale, la fine della Fornero, oggi si rimangia anche le preferenze».

Il problema non riguarda soltanto Meloni. Renzi sostiene che anche gli alleati abbiano ormai una capacità di controllo ridotta sui rispettivi gruppi parlamentari. «Tajani e Salvini non le fanno paura, ma il problema è che entrambi non controllano più i loro gruppi parlamentari. Al Senato i capigruppo di Lega e Forza Italia sono Romeo e Craxi, che non rispondono ai leader». È il segnale, nella sua lettura, di uno «sfilacciamento per cui nessuno controlla più nulla». Anche per questo, sostiene, il voto sulle preferenze avrebbe potuto produrre conseguenze difficili da gestire al passaggio successivo alla Camera.

Da qui la lettura ottimistica che Renzi offre al centrosinistra, nonostante la bocciatura parlamentare dell’emendamento. L’ex presidente del Consiglio invita la coalizione a non fermarsi alla sconfitta e a prepararsi invece a una possibile accelerazione elettorale. «È un messaggio di speranza, scuotiamoci, organizziamo queste benedette primarie e trasformiamole in una festa di popolo», dice. E aggiunge: «Come può convincere gli italiani una premier che non riesce a convincere nemmeno Tajani e Salvini? Meloni non è la Invicible Armada, è a capo di una coalizione che si sta disgregando». La conclusione è netta: «L’episodio di oggi dimostra che dovremmo andare a elezioni subito».

A rafforzare le sue previsioni, Renzi indica soprattutto la crescita di Roberto Vannacci, che considera il vero elemento capace di modificare gli equilibri della legislatura. «Lo dissi per tempo a Repubblica, Vannacci è il vero game changer che cambierà la legislatura», afferma. Secondo Renzi, i sondaggi mostrerebbero un vantaggio del centrosinistra e dei riformisti sul centrodestra quando Vannacci non viene considerato nell’alleanza. E proprio la sua presenza, sostiene, metterebbe Meloni davanti a un problema difficile da risolvere: «Per noi è una partita win-win: se Meloni ci si allea perde i moderati, se non ci si allea perde le elezioni».

Il ragionamento porta Renzi a chiedere meno divisioni nel centrosinistra e un ruolo riconosciuto anche all’area riformista. «Se restiamo uniti, prendiamo Palazzo Chigi, scegliamo il successore di Mattarella, e scriviamo il primo capitolo della ripartenza della sinistra in Europa», dice. Ma Italia Viva, chiarisce, non intende essere una componente indistinta del campo largo.

Renzi rivendica insomma la necessità di tenere insieme centrosinistra e centro riformista, anche se continua a essere una figura divisiva dentro quell’area politica. Alla domanda sul soprannome con cui viene chiamato sui social risponde mostrando un polpo di peluche: «Certo, sono il Kraken, il mostro marino». E racconta che alcuni giovani del Pd gli hanno aggiunto un messaggio: «Se vi dividete, stavolta vi veniamo a cercare a casa». Per Renzi è la conferma che «il campo largo è la sinistra, ma tutti hanno capito che per vincere c’è bisogno anche di un centro riformista».

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