Ansa - Caso arbitri, si può riaprire il processo sportivo. La Procura generale dello Sport e la Procura FIGC hanno chiesto gli atti

Aprile 26, 2026 - 09:30
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Ansa - Caso arbitri, si può riaprire il processo sportivo. La Procura generale dello Sport e la Procura FIGC hanno chiesto gli atti

L'inchiesta della Procura di Milano potrebbe avere nuovi risvolti in sede di Giustizia Sportiva.

Il terremoto che sta scuotendo il mondo del calcio potrebbe presto avere nuovi risvolti non solo a livello di giustizia ordinaria, ma anche a livello di giustizia sportiva. Al capo dei designatori arbitrali Gianluca Rocchi è stato infatti recapitato dalla Procura della Repubblica di Milano un avviso di garanzia con l'accusa di "concorso in frode sportiva" ovvero la stessa dicitura che fu presente nelle notifiche che diedero il via a Calciopoli 20 anni fa e, sebbene Rocchi si sia detto immediatamente estraneo alla vicenda, le accuse hanno smosso il mondo dello sport che ora vuole chiarezza anche a livello di giustizia sportiva dove la denuncia che ha dato il via a questa indagione portò invece ad un'archiviazione.


Il Ministro dello Sport Abodi ha immediatamente chiesto al Coni di muoversi per avere un'informativa formale sul come sia stata trattata la vicenda e immediatamente dopo, come riportato dall'Ansa, si è mosso in prima persona anche il Procuratore Generale dello Sport del Coni.


CHIESTI GLI ATTI A CHINÈ

Il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha appena chiesto a Giuseppe Chine', responsabile della Procura della Federcalcio che archiviò gli atti trasmessi dall'Aia sulla vicenda per la quale oggi è stato indagato il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, una relazione immediata. Lo apprende ANSA da fonti Coni.

CHIESTI GLI ATTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

Oltre ala richiesta della Procura generale dello Sport c'è stata nella giornata di oggi anche un'altra richiesta di accesso agli atti. Questa volta però, come riportato dall'Ansa, arriva dalla Procura Figc e dal procuratore federale Chiné che ha chiesto alla Procura della Repubblica di Milano gli atti sul caso di Gianluca Rocchi.


"La Procura federale, apprende l'ANSA da fonti Federcalcio, ha chiesto questa mattina gli atti alla Procura della Repubblica di Milano sul caso di Gianluca Rocchi, "prima ancora che tale richiesta fosse sollecitata dalla Procura generale dello sport". Allo stato degli atti - aggiungono le fonti federali - la procura di Chinè aveva archiviato l'indagine "aperta a seguito della ricezione dell'esposto relativo esclusivamente ad Udinese-Parma con la condivisione e l'avallo della stessa Procura generale dello sport presso il Coni".

SI RIAPRE IL PROCESSO SPORTIVO?

Al processo sportivo, dopo la lettera di denuncia presentata dall'Aia, il procuratore della Federcalcio chiuse il caso archiviandolo. Il capo della Procura Generale dello Sport potrebbe però intervenire su quella sentenza in virtù delle novità derivanti dalla giustizia ordinaria e il caso sportivo si potrebbe quindi riaprire.

LE ACCUSE PER ROCCHI

Come riportato dall'AGI, sono tre le accuse del PM Maurizio Ascione nei confronti di Rocchi LEGGI QUI L'ARTICOLO COMPLETO


1) "quale designatore arbitrale dell’AIA, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia ‘combinava’ la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) (persa 1-0 dai nerazzurri con goal di Orsolini, ndr) nella persona di Andrea Colombo, siccome ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica”.


2) quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), ‘combinava’ o ‘schermava’ la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A” che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese”.


3) “in qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita (Udinese-Parma ndr.) condizionava l’addetto Var Daniele Paterna inducendolo all'On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso”.

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Redazione Redazione Eventi e News