Da Legambiente a Sinistra italiana, anche l’isola d’Elba piange Fabio Mussi

L’isola d’Elba saluta il compagno Fabio Mussi – nato a Piombino nel 1948 da una famiglia di operai e morto stanotte a 78 anni – ricordandone l’impegno nelle principali battaglie ambientali che hanno segnato il territorio: dalla nascita del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano al contrasto contro la cementificazione, fino al recente sostegno alla candidatura alle elezioni regionali di Umberto Mazzantini, storica firma di greenreport.
Legambiente Arcipelago toscano esprime le proprie condoglianze alla famiglia e a Sinistra italiana, ricordando Mussi «al nostro fianco nelle battaglie per l’istituzione del Parco e contro il cemento selvaggio».
Quando militava prima nel Partito democratico della sinistra e poi nei Democratici di sinistra, Mussi fu, secondo il Cigno verde, uno dei pochi dirigenti nazionali della sinistra a difendere la costituzione del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, affrontando per questa posizione duri attacchi personali da parte degli avversari politici.
Il rapporto con l’Elba proseguì negli anni successivi. Da vicepresidente della Camera partecipò, insieme a Legambiente e all’urbanista Giuseppe Campos Venuti, alla campagna “Sos Elba”, nata per contrastare le previsioni edificatorie contenute nei piani strutturali degli otto Comuni allora presenti sull’isola.
«È stato un politico coraggioso, moderno, coerente e capace di vedere il futuro e di individuarne i pericoli. Un esempio che purtroppo buona parte della politica elbana non ha seguito», afferma Legambiente.
Anche il circolo di Sinistra italiana-Avs dell’isola d’Elba, attraverso Patrizia Piscitello, ricorda Mussi come «un compagno intelligente, coerente, restato a sinistra anche quando sarebbe convenuto spostarsi al centro» e sottolinea il legame politico e personale che aveva costruito con l’isola.
Secondo il circolo, Mussi seppe rappresentare un ponte tra l’Elba e Piombino, intervenendo nel dibattito interno al centrosinistra sulle questioni ambientali e sociali e mantenendo una particolare attenzione per i diritti dei lavoratori.
«Con Fabio Mussi ne va un pezzo importantissimo e fondante della nostra storia comune di forza eco-socialista», scrive Sinistra italiana. Un rapporto proseguito fino agli ultimi mesi: nonostante la malattia, Mussi era sceso ancora una volta in campo per sostenere la candidatura di Mazzantini, la cui elezione è sfumata per un pugno di voti. Sono stati 962 le preferenze raccolte, a fronte di una morigeratissima campagna elettorale costata appena 62 euro.
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