Doppia tromba d’aria nel Trapanese, frane e alluvioni tra Calabria meridionale ed Eolie. Il Cnr: non sono eventi rari

La sindaca Andreana Patti parla di «scenario di guerra» facendo riferimento alle cinque case e alla scuola distrutte, alle auto rovesciate e agli altri danni subiti da Marsala due giorni fa. Quel che è certo è che la doppia tromba d’aria che si è abbattuta sul Trapanese, con soprattutto Mazzara del Vallo e appunto Marsala a pagare il prezzo più alto, è l’ennesima dimostrazione che la crisi climatica è realtà, che le anomalie termiche registrate nel Mar Mediterraneo rendono più probabili ora in autunno uragani e violente precipitazioni e, soprattutto, che non siamo più in presenza di una situazione riguardante casi isolati o anche solo rari.
Spiegano i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) Mario Marcello Miglietta e Roberto Ingrosso: «È già accaduto che tornado violenti si abbattano sulla Sicilia, sebbene in passato questi abbiano interessato principalmente la costa orientale. Il 7 ottobre 1884 un tornado ha causato 30 morti a Catania, risultando uno dei 10 che hanno causato più morti in Europa, mentre nel dicembre 1850, proprio in prossimità di Marsala, un evento particolarmente violento avrebbe causato 500 morti, anche se non si è sicuri che si sia trattato di un tornado. Altri eventi che hanno causato vittime in Sicilia nell’ultimo decennio sono il tornado di Modica del 17 novembre 2011 e uno che ha causato una vittima a Pantelleria il 10 settembre 2021. Quindi, non si tratta di eventi rari quanto si potrebbe pensare». Spiegano ancora i due ricercatori del Cnr-Isac: «Ottobre rappresenta il picco di attività tornadica in Sicilia, quando aria più fresca arriva sul Mediterraneo ancora relativamente caldo innescando trombe marine che si possono spostare nell’entroterra, come nel caso odierno. Le condizioni che hanno favorito questo evento sono quelle tipiche degli eventi in Sicilia: correnti umide sudoccidentali in medio-alta troposfera, elevato contenuto di umidità, forte instabilità dell’aria. Nel caso odierno, l’arrivo di aria più fresca in quota ha accentuato le condizioni favorevoli all’innesco, mentre le condizioni a larga scala non apparivano particolarmente intense, rendendo pertanto difficile la previsione. Sicuramente il Mediterraneo che continua a riscaldarsi favorisce lo sviluppo di fenomeni di convezione molto violenta, ma non è possibile attribuire questo evento al cambiamento climatico in modo diretto senza studi approfonditi».
Ma non è solo in Sicilia che la popolazione deve fare i conti con gli eventi meteo estremi, e non è solo su questa regione che si focalizza l’attenzione del mondo scientifico. Sempre il Cnr segnala che nella giornata di sabato anche la Calabria meridionale e le Isole Eolie sono state colpite da frane e fenomeni alluvionali, con abbondanti precipitazioni cadute in poche ore in provincia di Reggio Calabria, Melito di Porto Salvo e nei comuni del versante sud-est dell’Aspromonte. «La stazione pluviometrica del CNR installata a Montebello Jonico ha registrato circa 80 mm in 2 ore – si legge nel bollettino diffuso nella giornata – mentre quella di Arpacal installata a Melito di Porto Salvo ha registrato 200 mm in 5 ore, nell’intervallo 01:00 – 06:00. Dalle immagini radar fornite dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile si evince che si è trattato di precipitazioni associate a celle temporalesche autorigeneranti, formatesi nello specchio d’acqua antistante le coste reggine. A Lipari, il temporale più intenso si è verificato tra le 7 e le 8 del mattino».
Segnalano con dovizia di foto i ricercatori che in entrambe le zone si sono verificate frane superficiali, cedimenti di muri di sostegno, esondazione dei corsi d’acqua, ed allagamenti. A Melito di Porto Salvo, il fango ha invaso l’ospedale e decine di abitazioni, mentre la strada statale SS106 è stata interrotta da una frana. Diverse autovetture sono state trasportate alla foce dei torrenti, per fortuna senza danni alle persone. Strade interrotte per frana anche a Fossato Ionico, Motta San Giovanni e Roccaforte del Greco. Un uomo è rimasto ferito a San Lorenzo a causa del crollo della strada SP23, mentre transitava con la sua auto. A Lipari, i flussi di fango e detrito dovuti all’esondazione dei torrenti hanno invaso il centro abitato, trasportando grandi quantità di sedimenti fino al porto.
E c’è ancora chi continua a parlare di semplice maltempo.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)