La Russia sta portando le navi della flotta ombra sotto la sua bandiera

Le contromisure dell’Occidente per limitare la flotta ombra russa stanno producendo un effetto inatteso. Invece di sparire, molte delle navi sanzionate stanno cambiando bandiera, per finire direttamente sotto quella russa. È il nuovo modo con cui Mosca prova a proteggere i mercantili che trasportano petrolio e gas, mentre Stati Uniti ed Europa intensificano i controlli sulle navi senza bandiera o registrate con documenti irregolari. Secondo un’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea) riportata dal Financial Times, il numero di navi registrate sotto bandiera russa è aumentato del trentasei per cento dal gennaio 2025 al giugno 2026, arrivando a trecentottantadue.
La crescita riguarda soprattutto navi già colpite dalle sanzioni. Oltre l’ottanta per cento delle imbarcazioni entrate nel registro russo dall’inizio del 2025 era infatti già sottoposto a misure restrittive. «Il registro della bandiera russa è diventato un rifugio a senso unico per le navi sanzionate: per ogni nave che esce, circa nove entrano», ha spiegato Luke Wickenden, analista energetico del Crea.
La dinamica è legata alla crescente pressione sui Paesi che permettono alle navi di navigare sotto la loro bandiera. Dal dicembre 2024 almeno ventitré mercantili della flotta ombra sono stati fermati mentre usavano quelle che gli analisti definiscono «false bandiere», secondo Windward AI. Nel frattempo, il numero di navi che risultavano formalmente prive di una registrazione affidabile è sceso da centouno nell’ottobre 2025 a quarantacinque alla fine di giugno 2026.
Ogni nave deve essere registrata presso uno Stato, che ne determina anche il regime normativo. Le navi della flotta ombra cercano da anni di sfruttare questa possibilità per rendere più difficile risalire ai proprietari e agli operatori, passando rapidamente da una bandiera all’altra o esibendo quelle di Paesi che non dispongono di un vero registro marittimo. Quando però uno Stato decide di cancellarle dal proprio registro, le navi diventano apolidi e possono essere più facilmente fermate.
Il Camerun, per esempio, ha cancellato più di trenta navi dal proprio registro, consentendo al Regno Unito di abbordare a giugno la petroliera sanzionata Smyrtos. Di fronte a questa nuova vulnerabilità, Mosca ha scelto di offrire alle navi un approdo più sicuro.
A giugno Vladimir Putin ha firmato un decreto per facilitare la registrazione dei mercantili sotto bandiera russa, in particolare delle petroliere usate per esportare il petrolio russo. Il passaggio consente alle navi di rientrare più direttamente sotto la protezione del Cremlino. Un precedente importante si era verificato a gennaio, quando gli Stati Uniti avevano sequestrato la petroliera russa Marinera: secondo funzionari americani, in quell’occasione nell’area era presente anche un sottomarino russo. Mosca aveva denunciato il fermo come una violazione del diritto marittimo internazionale.
La strategia, tuttavia, non è priva di rischi. Trasferire troppo apertamente la flotta ombra sotto protezione russa rende infatti più facile collegare le navi direttamente a Mosca. E dopo l’esplosione della petroliera sanzionata Caroline Bezengi al largo dell’Oman, avvenuta a giugno e assicurata da una compagnia russa, gli analisti hanno osservato un cambiamento di approccio.
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