Quando la luna si mangia per tradizione

25 Settembre 2026 - 11:20
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Quando la luna si mangia per tradizione

Mooncake di MU Dimsum

Le feste tradizionali sono spesso caratterizzate da meccanismi simili e ricorrenti. C’è una data che torna sul calendario, una storia ascoltata decine di volte, qualche rito di cui talvolta abbiamo dimenticato l’origine e almeno un cibo che la identifica, immancabile sulla tavola quando arriva il momento di celebrarla. A Natale il panettone, a Pasqua la colomba, a Carnevale chiacchiere e tortelli. In Cina, per la festa di metà autunno, ci sono i mooncake.

La ricorrenza è una delle più importanti del calendario cinese dopo il Capodanno e cade il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare, che quest’anno corrisponde al 25 settembre. Nata dagli antichi riti legati al raccolto, nel tempo è diventata soprattutto una festa familiare, un’occasione in cui ci si riunisce, si osserva la luna piena e si condividono le torte che ne riproducono la forma.

Come ogni tradizione che si rispetti, anche questa ha la sua leggenda. Al centro ci sono una fanciulla di nome Chang’e e Houyi, l’arciere che salvò la Terra abbattendo nove dei dieci soli che la stavano bruciando. Per questo gesto valoroso Houyi ricevette in dono l’elisir dell’immortalità che, secondo versioni diverse del mito, venne bevuto da Chang’e, destinata così a volare sulla Luna e a separarsi dall’uomo amato.

I mooncake, yuebing in cinese, sono piccole torte rotonde, spesso decorate in superficie con motivi o caratteri beneauguranti. L’involucro racchiude ripieni che cambiano secondo le diverse tradizioni regionali: pasta di semi di loto, fagioli rossi, frutta secca, ingredienti dolci e salati. In una delle versioni più conosciute compare al centro il tuorlo d’uovo d’anatra salato, che al taglio ricorda la luna piena ed è simbolo di fertilità e abbondanza.

Sono dolci ricchi, piuttosto lontani dall’idea occidentale di dessert e tradizionalmente vengono tagliati e condivisi, spesso accompagnati dal tè.

Come succede spesso ai cibi quando iniziano a viaggiare, anche le torte della Luna si sono trasformate. Accanto alle preparazioni tradizionali sono comparse interpretazioni con matcha, cioccolato, frutta o le più recenti snowskin mooncake, servite fredde. L’incontro con il gusto europeo ha favorito ricette meno dolci e compatte e ripieni più familiari, talvolta eliminando proprio quel tuorlo salato che per un palato occidentale rappresenta probabilmente l’elemento più spiazzante.

È un adattamento che racconta qualcosa anche del funzionamento delle tradizioni, che per continuare a circolare possono modificare forme e linguaggi, conservando alcuni elementi che permettono ancora di riconoscerle.

A Milano, in occasione della festa di metà autunno, il ristorante cinese MU Dimsum propone i suoi mooncake artigianali in tre varianti: matcha, cioccolato e crema al tuorlo d’uovo di anatra salato. Tre gusti che mettono insieme evoluzione e tradizione, due immediatamente leggibili anche per il pubblico occidentale e uno che conserva il caratteristico incontro tra dolce e sapido. Un piccolo esempio di come una ricetta possa cambiare geografia e gusto continuando, ogni anno, a raccontare la stessa festa.

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