Ondata di caldo anomala, il Nobel Valentini è certo: siamo noi i responsabili
Dobbiamo adattarci a una nuova umanità climatica. Così il premio Nobel Riccardo Valentini descrive lo stato del nostro pianeta, colpito da un cambiamento senza precedenti per la sua rapidità. Il tema di drammatica attualità viene reso ancora più evidente dalle temperature record di questi giorni: un'ondata di caldo mai vista in Europa non solo per l'intensità, ma soprattutto per la sua straordinaria durata che è frutto del mix tra blocco di circolazione sul Mediterraneo ed effetto serra che intrappola il calore in atmosfera.
Insignito del premio Nobel per la Pace nel 2007 per le sue attività presso l'International Panel on Climate Change (IPCC), Valentini è docente di Ecologia Forestale all'Università della Tuscia e tra i fondatori del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici. Ritiene che le temperature di questi giorni siano del tutto anomale: "lo dicono i dati", spiega a La Stampa, rifiutando il pensiero di chi tende a sminuire il fenomeno. "Siamo noi i veri responsabili di questa situazione", aggiunge. E il vero problema non è l'alta temperatura, ma la variabilità climatica da essa provocata: "avremo estati con ondate sempre più torride, ma anche picchi di freddo sempre più intensi".
POCHI GRADI IN PIÙ
Il riscaldamento globale sta raggiungendo valori preoccupanti: con una temperatura media già aumentata di 1,5°C, ci stiamo muovendo velocemente verso la soglia critica dei 2°C. Non si tratta di un dettaglio statistico: è una vera e propria emergenza. Basti pensare che secondo diversi modelli climatici un innalzamento di 3,5°C causerebbe la scomparsa della Groenlandia. All'appello manca ancora El Niño, i cui reali effetti si inizieranno a sentire già da quest'autunno e, in modo ancor più marcato, durante la prossima estate.
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