Tornano le Settimane Fairtrade assieme all’entrata in vigore della direttiva EmpCo

Quello di Fairtrade è un logo ormai ampiamente conosciuto e non solo da consumatori attenti alla sostenibilità ambientale e lavorativa delle produzioni alimentari e tessili. La sua affidabilità è stata confermata dai dati di una ricerca condotta da GlobeScan nel 2025 in tredici Paesi del mondo (Austria, Belgio, Brasile, Canada, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e stati Uniti), secondo la quale tre persone su quattro conoscono l’etichetta etica e, fra queste, otto su dieci si fidano della certificazione. Dunque una realtà consolidata, diffusa a livello planetario, capace di coinvolgere 1,9 milioni di agricoltori e coltivatori in 68 diversi Paesi.
La realtà italiana, nata nel 1994 e confluita nel marchio internazionale unificato Fairtrade nel 2005, oltre alla gestione della certificazione porta avanti nel nostro Paese campagne a sostegno di un modello di commercio equo, dove tutte le parti della filiera sono trattate osservando le normative e con la corretta retribuzione e divisione dei margini, nel rispetto dell’ambiente e della salubrità e qualità dei prodotti commercializzati. Tra queste tornano per una nuova edizione (la prima, dal claim “Io faccio la spesa giusta”, si tenne nel 2004) le “Settimane Fairtrade”: dal 24 settembre al 4 novembre nei supermercati ed e-commerce dei brand partner (sul sito è disponibile l’elenco delle insegne e dei prodotti partecipanti) sarà possibile acquistare beni certificati a prezzi scontati.
L’avvio dell’iniziativa cade tra l’altro in una settimana importante: dal 27 settembre diventerà applicabile per le imprese operanti nell’Unione europea la direttiva Ue 2024/825 , nota come direttiva EmpCo (Empowering Consumers for the Green Transition), recepita in Italia con il Decreto Legislativo 30 del 20 febbraio 2026. La norma europea, che è un intervento di modifica delle direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE, è stata voluta per rafforzare la tutela dei consumatori contro il greenwashing: vengono vietate infatti dichiarazioni ambientali generiche e prive di fondamento, dal momento che ogni comunicazione legata ad aspetti ambientali dovrà essere supportata da dati verificabili, viene così proibito anche il marketing basato sulla promozione della neutralità climatica basato esclusivamente sulla compensazione o su asserzioni non certificate o dimostrabili, e richiede una verifica indipendente per i marchi di sostenibilità.
«L’entrata in vigore della direttiva EmpCo segna un passaggio storico: l’etica in etichetta richiede dati certi e la garanzia di enti terzi indipendenti», commenta il direttore generale di Fairtrade Italia Paolo Pastore. «In questo contesto, Fairtrade Italia rappresenta per le imprese un partner strategico imprescindibile, capace di coniugare la tutela dei diritti dei produttori con la tracciabilità e la compliance normativa richieste dal mercato. Le Settimane Fairtrade sono pensate proprio per stimolare una scelta sempre più consapevole, trasformando ogni acquisto in un atto concreto di cambiamento lungo tutta la filiera, dal campo allo scaffale».
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