A Lodi, uno spazio di riflessione sulle sfide del mondo contemporaneo

24 Settembre 2026 - 05:30
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A Lodi, uno spazio di riflessione sulle sfide del mondo contemporaneo

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e la manipolazione digitale permettono di fabbricare o alterare immagini nel giro di pochissimi secondi, la necessità di ancorarsi alla realtà dei fatti non è mai stata così urgente. È proprio da questa premessa fondamentale che prende il via la diciassettesima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal 26 settembre al 25 ottobre. Per un intero mese, la città lombarda si trasforma nuovamente nella capitale italiana del fotogiornalismo e della fotografia documentaria, proponendo un itinerario espositivo ricco, diffuso e accessibile, pensato per connettere il pubblico con le grandi questioni umane, sociali e ambientali dell’era contemporanea.

«In un tempo in cui le immagini possono essere fabbricate in pochi secondi, scegliamo storie che qualcuno è andato a vedere davvero – dichiara Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica – Vogliamo offrire uno spazio in cui la fotografia diventi strumento di conoscenza, capace di farci sentire nostre le storie altrui e di spingerci a pensare con senso critico a ciò che accade vicino e lontano da noi». Come sottolineato dal direttore del Festival, la manifestazione sceglie con convinzione storie che qualcuno è andato a raccontare sul campo, offrendo uno spazio in cui la fotografia diventa uno strumento imprescindibile di conoscenza, empatia e senso critico. In questa edizione del Festival si punta fortemente sull’inclusività, non solo attraverso scelte tariffarie favorevoli a visitatori e famiglie, ma anche espandendosi con nuove e suggestive sedi espositive.

A Desperate Plea © Tyrone Siu, Reuters. Mr Wong cries out in anguish as fire engulfs the Tai Po housing complex he calls home. Hong Kong, 26 November 2025.

Il cuore della rassegna rimane il World Report Award – Documenting Humanity, giunto alla sua sedicesima edizione. Tra i lavori premiati dalla giuria internazionale spicca ICE – Broken Families di Carol Guzy (vincitrice della categoria MASTER), che documenta il trauma dei minori di fronte alle deportazioni di massa negli Stati Uniti avvenute tra giugno e dicembre 2025.

La narrazione visiva lascia spazio anche ad altri temi, come quello della memoria, dell’ambiente e dei conflitti: Chinky Shukla (When Buddha Stopped Smiling, categoria SPOTLIGHT) indaga la silenziosa resistenza delle comunità del Rajasthan legate ai test nucleari indiani, mentre Carlos Folgoso Sueiro (Beyond The Lake) analizza il degrado ambientale della Galizia. La categoria SHORT STORY accoglie il lavoro di Abdulmonam Eassa Sudan War, a Nation Trapped, una cruda testimonianza della guerra civile sudanese esplosa nel 2023. Lo sguardo delle nuove generazioni emerge nella sezione STUDENT con Mashruk Ahmed, sulla rivolta studentesca del 2024 in Bangladesh, e Jubair Ahmed Arnob, incentrato sull’urbanizzazione di Dhaka. Per la categoria SINGLE SHOT, l’immagine di Gianluca Panella (Boy with Kippah) cattura la tensione e l’attesa per la liberazione degli ostaggi a Tel Aviv.

L’edizione di quest’anno si inserisce nella geografia culturale cittadina con l’ingresso di tre nuove prestigiose sedi. L’ex-Chiesa di Santa Chiara Nuova ospita lo Spazio Ambiente con Elements of Wonder dell’australiano Jon McCormack, un viaggio nelle trame e nelle geometrie del mondo naturale. Il Museo Diocesano accoglie l’indagine di Elliot Ross (Question of Balance) sulle disparità nell’accesso all’acqua nell’Ovest americano. Infine, il Festival inaugura in anteprima gli spazi dell’Opificio della Cultura, destinati al futuro museo civico, dedicandoli a un’esperienza immersiva di proiezioni fotografiche ad alta definizione.

Emma the Social Robot © Paula Hornickel. Waltraud talks with Emma, a social robot that recognizes faces and remembers past conversations. Though skeptical at first, Waltraud says she felt connected to Emma over time. Albershausen, Germany, 3 July 2025.

Il percorso si completa con lo Spazio Nonprofit, che accoglie sei progetti dedicati all’impegno di organizzazioni non governative internazionali, e con la sezione Le vite degli altri, attenta alle realtà quotidiane lontane dai riflettori della cronaca mainstream. Nello spazio Uno sguardo sul mondo trovano posto i reportage dei contributor del New York Times Laetitia Vançon e Finbarr O’Reilly, dedicati rispettivamente alle ferite dei soldati ucraini e ai costi umani del riciclo di batterie. Non mancano le installazioni outdoor nei Giardini Pubblici con i Ritratti di energia di Marco Garofalo, la mostra di Diego Fedele a Montanaso e l’esclusiva tappa lombarda del World Press Photo presso Bipielle Arte.

Particolare attenzione viene riservata alle nuove generazioni, chiamate a sviluppare uno sguardo critico in un contesto mediale sempre più complesso. Come ogni anno, il team educational del Festival è pronto ad accogliere studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado dal lunedì al venerdì con una proposta didattica strutturata. Il percorso lavora sulla fotografia per educare i ragazzi all’uso e al consumo responsabile delle immagini, e a una maggiore comprensione del contemporaneo attraverso il potenziamento dell’educazione visiva. Inoltre, ogni domenica presso la biblioteca comunale tornano i Kids lab, laboratori fotografici ideati appositamente per avvicinare i più piccoli alla forza e alla meraviglia del linguaggio visivo.

A completare questo quadro ricco e partecipato si affiancano infine il circuito diffuso FFE – OFF, che ha raggiunto un record storico di partecipazioni in diciassette anni di storia, e le attese letture portfolio, riaffermando Lodi come polo centrale per la cultura fotografica contemporanea.

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